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Ufficio della pace.

di GABRIELLA AIMASSI

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Elisa Springer (foto), nata il 12 febbraio 1918 a Vienna, di religione ebraica, è internata nel lager di Auschwitz il 6 agosto 1944 e lì diventa il numero A-24020.

Elisa Springer.Quando la storia a fine guerra la ricatapulta in una libertà e normalità ormai aliene, Elisa, ventisettenne, ha perduto i genitori, la casa, i parenti di una famiglia numerosa e affiatata, gli amici, tanti compagni di prigionia, il senso di appartenenza a una città, la sua Vienna, e a una nazione, quell’Austria in cui uno zio allora famoso ancora componeva valzer. Oggi, nel libro Il silenzio dei vivi (Marsilio, 1997), lei scandisce quella storia per amore della famiglia inghiottita dai lager, per amore del figlio che ha voluto sapere, per dare voce al dolore dopo cinquant’anni di silenzio.

Sulla soglia degli ottant’anni questa signora dispiega se stessa, l’infanzia felice e la giovinezza interrotta, e lo fa con una scrittura visiva, toccando con delicatezza affettuosa le trame della propria storia, i nomi, i volti, i luoghi, le strade.

Sembra che, in virtù di questi affetti, le descrizioni dell’orrore vengano riscattate, perché assunte e comparate a una umanità così piena quale era nei ricordi e nel cuore della ragazza di allora. Elisa Springer parla di sé, ma sa bene che «la nostra voce, e quella dei nostri figli, devono servire a non dimenticare, a non accettare con indifferenza e rassegnazione le rinnovate stragi di innocenti. Bisogna sollevare quel manto di indifferenza che copre il dolore dei martiri! Il mio impegno è un dovere verso i milioni di ebrei passati per il camino, gli zingari, i Testimoni di Geova, gli omosessuali… verso quei fiori oggi calpestati di Bosnia, Krajna, Croazia, Cecenia».

I nostri interlocutori di quest’anno, Bruno Segre, Antonello Nociti e Cesare Frassineti, hanno portato testimonianza di grandi violenze, ma anche di straordinarie speranze.

Con queste intenzioni Elisa Springer sarà l’ospite dell’ultima serata di "Incontri con gli autori", lunedì 28 maggio, alle 20.45 in sala "Beppe Fenoglio", ad Alba. È stato possibile invitarla grazie alla collaborazione del Centro volontari assistenza (Cva), della Caritas, del Gruppo diocesano nonviolenza e riconciliazione, dell’Ufficio missionario diocesano e soprattutto dei Frati Minori Cappuccini del Piemonte e della Valle d’Aosta, che accompagnano Elisa in altre sei città.

Gabriella Aimassi

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