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Aperto il processo sui tappi
tra Altare e fornitore tedesco

di MANUELA BUSSO

   Gazzetta d'Alba n. 21 del 23-5-2001 - Home Page

Ha preso inizio il 18 maggio, presso il Tribunale di Alba, la vicenda giudiziaria che dovrà stabilire quali furono le cause che danneggiarono il Barolo annata 1997 del produttore Elio Altare di La Morra, così gravemente da essere ritirato dal mercato.

La causa è assegnata al giudice Fabrizio Pasi, il quale, respinte le eccezioni preliminari proposte dal legale della ditta tedesca che ha prodotto i sugheri sotto accusa (il cui nome non è pubblico), con le quali si voleva radicare la causa in Germania, ha provveduto ad assegnare l’incarico per un "accertamento tecnico preventivo" al perito Mario Ubigli di Asti. Con questo accertamento si cercherà di delineare in modo chiaro la situazione, per poi, eventualmente, iniziare una causa civile.

Il produttore Elio Altare (foto di Bruno Murialdo).
Il produttore Elio Altare (foto di Bruno Murialdo).

Altare è assistito dagli avvocati Alessandro Paganelli, Fabio Garaventa e Gianni Vercellotti, i quali dichiarano: «Il giudice Fabrizio Pasi, su nostra istanza, ha proceduto alla nomina di un consulente tecnico che dovrà verificare il processo produttivo della cantina Altare e le bottiglie dell’annata ’97, al fine di accertare il denunciato vizio di sentore di tappo che, secondo quanto noi sosteniamo, è esclusivamente da attribuire ai tappi acquistati presso un’azienda tedesca. Altare ha tenuto sin dall’inizio della vicenda un atteggiamento di massima trasparenza e correttezza, togliendo spontaneamente dal mercato le bottiglie dell’annata ’97. Il risarcimento non è l’unico nostro obiettivo. Vogliamo creare un precedente a tutela di tutti i produttori e consumatori che hanno espresso grande solidarietà al nostro assistito».

Manuela Busso

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