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In mobilità a Cherasco i quaranta dipendenti

La "Magnum" agli americani

di DIEGO LANZARDO
  

   Gazzetta d'Alba n. 34 del 13-9--2000 - Home Page

Ci sarebbe un acquirente americano nel futuro della Magnum industriale, l’azienda con sede in strada fondovalle a Cherasco e produttrice del fuoristrada Magnum.

L’industria cheraschese all’inizio dell’estate ha chiuso i battenti, mettendo in mobilità i circa quaranta dipendenti.

«Già da alcuni mesi, però», spiega Matteo Carena, sindacalista della Cisl di Bra, «i lavoratori erano di fatto inattivi, sebbene non fossero posti in cassa integrazione e ricevessero normalmente lo stipendio».

L’azienda è stata posta in liquidazione volontaria. Sono stati pagati regolarmente i fornitori e con i sindacati «è stato concordato e avviato un piano per il versamento delle liquidazioni ai dipendenti», aggiunge Carena.

La storia della fabbrica produttrice del fuoristrada "made in Cherasco" è costellata di numerosi alti e bassi.

Nel 1984 l’allora Rayton Fissore presenta il primo esemplare del Magnum al Salone dell’automobile di Torino e l’anno successivo inizia la sua produzione in serie. Intanto cambia l’assetto societario e nel 1987 la famiglia Fissore – fondatrice e proprietaria dal 1921 della carrozzeria Fissore prima e della Rayton poi – esce del tutto dall’azienda. Fra il 1989 e il ’90 cambia la proprietà ancora. Gli ultimi anni Ottanta sono anche quelli in cui la Rayton Fissore si aggiudica la fornitura di fuoristrada, blindati e no, al Ministero dell’interno per la dotazione della Polizia di Stato. Sul finire del 1992 torna in scena la famiglia Fissore, che ne acquisisce nuovamente la proprietà a seguito di un fallimento e l’azienda prende il nome di Fissore Co. Nel 1993 la Fissore Co. acquista il glorioso marchio Isotta Fraschini, storica casa automobilistica degli anni Trenta, e avvia la realizzazione dell’Isotta T8.

Nel 1997 ancora novità nella proprietà: la Fissore Co. cede il ramo d’azienda relativo ai fuoristrada. Ad acquistare è la Magnum industriale, società nata dalla collaborazione tra un’azienda braidese e una padovana specializzata in vetri blindati. Nel febbraio 1999 i lavoratori indicono uno sciopero e un’assemblea di fronte ai cancelli dello stabilimento cheraschese. I sindacati lamentano il ritardo nei pagamenti degli stipendi, ma anche il ristagno della produzione e problemi con le ditte fornitrici. Nella primavera di quest’anno, infine, la produzione di veicoli cessa e nell’estate i lavoratori vengono posti in mobilità.

Una novità importante è emersa nei giorni scorsi, quando è stata conclusa una trattativa con una società americana che dovrebbe portare all’acquisto dell’azienda. Pare che la nuova proprietà, dopo una necessaria opera di studio e di riorganizzazione, intenda riprendere la produzione del fuoristrada entro il 2001. Un motivo di speranza per i dipendenti in mobilità, che possono ora immaginare un rientro – tutti o parte di loro – alle dipendenze dell’azienda.

Diego Lanzardo

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