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IL PERSONAGGIO - Amedeo Sebastiani, per la Tv Amadeus

«MI DIVERTIRÒ A DIVERTIRVI»

di GIGI VESIGNA
    

   Famiglia Cristiana n.34 del 29-8-1999 - Home Page Ultimissimi giorni di vacanza per il volto nuovo di Domenica in. Che dice: «Non ho paura, solo tanto entusiasmo». Dagli esordi in una radio di quartiere a uno dei programmi più visti dagli italiani.

Amedeo Sebastiani, in arte Amadeus, si gode con la famiglia gli ultimi spiccioli di vacanza. Come meta ha scelto l’Austria, dove passerà una decina di giorni con la moglie Marisa e la figlia, la piccola Alice, che compirà due anni in ottobre. A settembre l’attende la platea di Domenica in, di cui sarà "volto" e protagonista.

  • Come mai l’Austria?

«Perché ho passato l’estate girando in lungo e in largo sulle piazze. Tanta gente, ma anche tanto caldo. Così abbiamo scelto il fresco e il verde dell’Austria. Poi, a Roma, meteo a parte, farà molto caldo...».

  • Corrado, Baudo, la Carrà, Fabrizio Frizzi, Mara Venier, Tullio Solenghi e Giancarlo Magalli sono i personaggi che ti hanno preceduto nel programma. Non temi il confronto?

«Neanche un po’, la gioia di esser stato scelto per far compagnia agli italiani la domenica pomeriggio è tale che l’entusiasmo supera l’incoscienza».

  • Perché ti fai chiamare Amadeus?

«È tutta colpa di Claudio Cecchetto. È stato lui a inventare questo nome. Ero andato da Vittorio Salvetti, da giovane di belle speranze, chiedendogli di farmi presentare qualcosa, qualsiasi cosa. Lui mi spedì da Claudio, che allora presentava il Festivalbar, dicendo che era l’uomo giusto per farmi far carriera. Lui mi battezzò Amadeus e questo nome mi è rimasto addosso. Un giorno, quando ormai per cinque anni avevo presentato il Festivalbar, Vittorio Salvetti mi confessò che mi aveva mandato da Cecchetto per liberarsi di me...».

  • Quest’anno Domenica in festeggia le nozze d’argento con la Tv. Possibile che nemmeno questo compleanno ti metta addosso un po’ di tremarella?

«No, no e no. Il 3 ottobre del 1976 ero a casa dei miei nonni a guardare la prima puntata del nuovo programma. Ero un ragazzo, ma non me ne sono persa neanche una puntata».

Amedeo Sebastiani è nato a Ravenna il 4 settembre 1962 e, anagraficamente, è il più giovane conduttore della trasmissione. «Sono romagnolo di nascita», dice, «ma i miei genitori sono siciliani e ho vissuto per quindici anni a Verona, dove ho cominciato la mia carriera lavorando in una piccola radio di quartiere che si chiamava Blu Radio Star. Avevo sedici anni e, un anno dopo, mi chiamarono in una televisione locale per la prima apparizione sul video. Adesso sono arrivato su Raiuno. Sono in serie A».

  • Sei passato recentemente da Mediaset alla Rai. Eppure avevi collezionato successi come Matricole con Simona Ventura e Meteore con Gene Gnocchi. Perché hai scelto la Rai?

«Da piccolo, quando mi chiedevano che cosa volevo fare da grande, rispondevo: il presentatore alla Rai. Mi prendevano per pazzo. Da allora ho fatto di tutto: la radio, con Dee Jay, il mio primo amore, poi Studio 105 con Luca Laurenti. A Dee Jay Tv presentavo, per pochi minuti, Lorenzo Cherubini in Uno due tre... Jovanotti. Dei cinque Festivalbar ti ho già detto. Ho cambiato per quel mio sogno di bambino: la Rai».

  • Con Festa di classe, che hai condotto su Raidue, hai avuto qualche problema all’inizio...

«È vero. Ma i responsabili del palinsesto si sono subito resi conto che la collocazione era sbagliata. Quando abbiamo cambiato giorno è stato un successo davvero imprevedibile per la sua entità».

Recentemente la Rai ha condotto un’indagine sul target conquistato da Amadeus. I risultati sono stati sorprendenti: l’ex disc-jockey, idolo dei giovani, piace moltissimo anche alle persone di una certa età. Insomma, il massimo per un personaggio televisivo che deve condurre la più classica delle trasmissioni per la famiglia.

  • Che cosa è cambiato nella tua vita da quando hai scelto la Rai?

«Mi pare che la gente mi voglia più bene: per la strada mi fermano le persone più disparate e, ormai, quasi tutte non mi chiamano Amadeus, ma Ama. Ripeto, sarò incosciente, ma davvero non ho paura».

  • Cosa pensi di Romina Mondello, la tua partner?

«Non la conosco ancora bene: l’ho incontrata soltanto due o tre volte. Ma le ho letto negli occhi un luccichio di felicità, di entusiasmo. E mi ha detto: voglio fare bene, per me è una grossa occasione... E pensare che è ormai una star della fiction».

  • Con voi ci sarà anche Piero Angela: non sarà troppo avulso dal resto della trasmissione?

«Assolutamente. Piero ha accettato di far parte del gruppo, perché il primo intento degli autori e di noi che andiamo davanti alle telecamere è quello di creare un affiatamento che deve arrivare sin dentro le case. Far capire che ci divertiamo a divertire...».

  • Alla vigilia del debutto domenicale, hai ancora un sogno nel cassetto?

«Riuscire a far suonare il pianoforte a Piero Angela. Ci hanno provato inutilmente Corrado, Baudo, Bongiorno, Raffaella Carrà. Gliel’ho già chiesto e lui mi ha risposto che sono matto. Ma siccome io sono ostinato e lui è un ottimo pianista, farò di tutto per convincerlo».

Gigi Vesigna

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