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Ultimissimi giorni di
vacanza per il volto nuovo di Domenica in. Che dice: «Non ho paura, solo tanto
entusiasmo». Dagli esordi in una radio di quartiere a uno dei programmi più visti dagli
italiani. Amedeo Sebastiani, in arte Amadeus, si gode con la famiglia gli
ultimi spiccioli di vacanza. Come meta ha scelto lAustria, dove passerà una decina
di giorni con la moglie Marisa e la figlia, la piccola Alice, che compirà due anni in
ottobre. A settembre lattende la platea di Domenica in, di cui sarà
"volto" e protagonista.
«Perché ho passato lestate girando in lungo e in largo sulle
piazze. Tanta gente, ma anche tanto caldo. Così abbiamo scelto il fresco e il verde
dellAustria. Poi, a Roma, meteo a parte, farà molto caldo...».
- Corrado, Baudo, la Carrà, Fabrizio Frizzi, Mara Venier, Tullio
Solenghi e Giancarlo Magalli sono i personaggi che ti hanno preceduto nel programma. Non
temi il confronto?
«Neanche un po, la gioia di esser stato scelto per far
compagnia agli italiani la domenica pomeriggio è tale che lentusiasmo supera
lincoscienza».
- Perché ti fai chiamare Amadeus?
«È tutta colpa di Claudio Cecchetto. È stato lui a inventare
questo nome. Ero andato da Vittorio Salvetti, da giovane di belle speranze, chiedendogli
di farmi presentare qualcosa, qualsiasi cosa. Lui mi spedì da Claudio, che allora
presentava il Festivalbar, dicendo che era luomo giusto per farmi far carriera. Lui
mi battezzò Amadeus e questo nome mi è rimasto addosso. Un giorno, quando ormai per
cinque anni avevo presentato il Festivalbar, Vittorio Salvetti mi confessò che mi aveva
mandato da Cecchetto per liberarsi di me...».
- Questanno Domenica in festeggia le nozze dargento
con la Tv. Possibile che nemmeno questo compleanno ti metta addosso un po di
tremarella?
«No, no e no. Il 3 ottobre del 1976 ero a casa dei miei nonni a
guardare la prima puntata del nuovo programma. Ero un ragazzo, ma non me ne sono persa
neanche una puntata».
Amedeo Sebastiani è nato a Ravenna il 4 settembre 1962 e,
anagraficamente, è il più giovane conduttore della trasmissione. «Sono romagnolo di
nascita», dice, «ma i miei genitori sono siciliani e ho vissuto per quindici anni a
Verona, dove ho cominciato la mia carriera lavorando in una piccola radio di quartiere che
si chiamava Blu Radio Star. Avevo sedici anni e, un anno dopo, mi chiamarono in una
televisione locale per la prima apparizione sul video. Adesso sono arrivato su Raiuno.
Sono in serie A».
- Sei passato recentemente da Mediaset alla Rai. Eppure avevi
collezionato successi come Matricole con Simona Ventura e Meteore con Gene
Gnocchi. Perché hai scelto la Rai?
«Da piccolo, quando mi chiedevano che cosa volevo fare da grande,
rispondevo: il presentatore alla Rai. Mi prendevano per pazzo. Da allora ho fatto di
tutto: la radio, con Dee Jay, il mio primo amore, poi Studio 105 con Luca
Laurenti. A Dee Jay Tv presentavo, per pochi minuti, Lorenzo Cherubini in Uno
due tre... Jovanotti. Dei cinque Festivalbar ti ho già detto. Ho cambiato per quel
mio sogno di bambino: la Rai».
- Con Festa di classe, che hai condotto su Raidue, hai avuto
qualche problema allinizio...
«È vero. Ma i responsabili del palinsesto si sono subito resi
conto che la collocazione era sbagliata. Quando abbiamo cambiato giorno è stato un
successo davvero imprevedibile per la sua entità».
Recentemente la Rai ha condotto unindagine sul target conquistato
da Amadeus. I risultati sono stati sorprendenti: lex disc-jockey, idolo dei giovani,
piace moltissimo anche alle persone di una certa età. Insomma, il massimo per un
personaggio televisivo che deve condurre la più classica delle trasmissioni per la
famiglia.
- Che cosa è cambiato nella tua vita da quando hai scelto la Rai?
«Mi pare che la gente mi voglia più bene: per la strada mi fermano
le persone più disparate e, ormai, quasi tutte non mi chiamano Amadeus, ma Ama. Ripeto,
sarò incosciente, ma davvero non ho paura».
- Cosa pensi di Romina Mondello, la tua partner?
«Non la conosco ancora bene: lho incontrata soltanto due o
tre volte. Ma le ho letto negli occhi un luccichio di felicità, di entusiasmo. E mi ha
detto: voglio fare bene, per me è una grossa occasione... E pensare che è ormai una star
della fiction».
- Con voi ci sarà anche Piero Angela: non sarà troppo avulso dal
resto della trasmissione?
«Assolutamente. Piero ha accettato di far parte del gruppo, perché
il primo intento degli autori e di noi che andiamo davanti alle telecamere è quello di
creare un affiatamento che deve arrivare sin dentro le case. Far capire che ci divertiamo
a divertire...».
- Alla vigilia del debutto domenicale, hai ancora un sogno nel
cassetto?
«Riuscire a far suonare il pianoforte a Piero Angela. Ci hanno
provato inutilmente Corrado, Baudo, Bongiorno, Raffaella Carrà. Glielho già
chiesto e lui mi ha risposto che sono matto. Ma siccome io sono ostinato e lui è un
ottimo pianista, farò di tutto per convincerlo».
Gigi Vesigna |