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Furti, rapine e scippi a
livello da villaggio svizzero. Ma anche tanti controlli e posti di blocco per la città
più tranquilla dItalia. Benvenuti a Isernia, la città più
tranquilla dItalia. In questoasi della sicurezza, a unora dauto da
Napoli, lultimo latitante che si ricordi è Fra Diavolo, il brigante
ottocentesco che imperversava sui monti isernini. Lultimo raro omicidio (motivi
passionali) risale a una decina di anni fa. Furti, rapine e scippi sono a livello di un
villaggio svizzero. Per questa ragione, le statistiche hanno assegnato il primo posto a
Isernia nella graduatoria delle città più sicure dItalia; dopo vengono Vercelli e
Biella. Un primato che il capoluogo della giovane provincia, nata il 3 marzo del 1970,
cerca di difendere a tutti i costi.
Isernia con i suoi 20.000 abitanti è un tipico paesone del Sud, con
un centro storico piccolo ma ben tenuto e i quartieri nuovi sorti un po caoticamente
negli anni Settanta. Ma le analogie si fermano qui. Nelle strette viuzze del centro
sfrecciano i giovani con i loro motorini ma tutti con il casco. Altra
"stranezza": è raro vedere un automobilista senza cintura di sicurezza. E
ancora, pulizia e ordine ovunque. Una televisione locale apre il Tg con la sensazionale
notizia di un misterioso leone che si aggira nelle campagne facendo strage di pecore. La
seconda notizia: una gallina ha fatto un uovo con limpronta del sole... Che fatica
devessere per i cronisti locali andare a caccia di brutte notizie.
Al fragore metropolitano Isernia preferisce i ritmi lenti della
campagna. Nei vicoli del centro siedono le vecchiette, che trascorrono ore e ore a
chiacchierare e a ricamare il tombolo. Ma Isernia si sente un po come unoasi,
con i predoni che possono piombare da un momento allaltro da una delle zone
limitrofe ad alta densità mafiosa. È tutto tranquillo, ma i posti di blocco di polizia,
carabinieri e vigili urbani si possono incontrare più volte nella stessa giornata.
«Abbiamo organizzato una fitta ragnatela con tutte le Forze dellordine per tenere
sotto controllo il territorio», dice il tenente colonnello Franco Federici, comandante
provinciale dei Carabinieri. «Non essendoci delitti possiamo concentrare le nostre forze
sulla prevenzione».
Il comandante snocciola con orgoglio i dati dei primi sei mesi di
attività. Sono state impiegate 7.000 pattuglie dei Carabinieri e identificate 53.000
persone. «Può capitare che un cittadino incappi nei controlli anche 4-5 volte in un
giorno», aggiunge. Il bilancio dei Carabinieri è piuttosto lusinghiero. Fino al 31
luglio si sono verificati 380 episodi delittuosi in tutta la provincia, di cui 258
risolti. Ci sono state 4 rapine e 2 incendi boschivi, ma un piromane è già stato
arrestato. Tuttavia i tentativi di infiltrazione camorristica ci sono. Ne parla un
rapporto del Gico della Finanza. «Ma per fortuna le organizzazioni criminali non trovano
appoggi locali», precisa il comandante dei Carabinieri. Insomma, gli isernini sanno
difendersi e tengono a conservare la loro oasi di tranquillità. Grazie a un carattere
riservato e a un senso dellonestà innato.
Ma non vi sentite un po svizzeri? «Questa è la terra dei
sanniti pentri», dice con lorgoglio dello storico locale Mario Di Nezza, 80 anni,
avvocato e ispiratore del progetto che ha portato allistituzione della Provincia.
«Isernia è stata distrutta 20 volte e forse la sofferenza ci ha resi buoni».
E, aggiungiamo, anche tolleranti. Qui vive unantica comunità
di Rom e, cosa non comune, alcuni lavorano nella pubblica amministrazione. Basta un
piccolo elenco per avere qualche sorpresa: un vigile urbano, un bidello, un dipendente
della Prefettura... Nella cittadina sannita non ci sono però immigrati, almeno non se ne
incontrano, e se qualche irregolare per sbaglio arriva fioccano subito i fogli di via e le
richieste di rimpatrio. Tutto è sotto controllo. Perfino nei posti di blocco i
Carabinieri faticano a trovare irregolarità. Gli automobilisti fermati salutano con un
sorriso e scambiano qualche battuta con lappuntato di turno. Cè un rapporto
quasi affettuoso con lArma. Fino al punto che gli enti locali hanno bandito un
concorso artistico dal tema insolito per essere in un centro del Sud: "I Carabinieri
tra la gente". Ha vinto il primo premio un adolescente, Angelo De Angelis, con una
breve poesia: «Carabiniere... È un po come un albero: sta al suo posto saldo e
maestoso; ma quando tramonta il sole e la luce comincia a cambiare, la sua ombra scura si
allunga sulle cattive intenzioni e le soffoca».
«I giovani qui non hanno cattive intenzioni, ma sono tutti
disoccupati e le tentazioni che arrivano da fuori possono colpire», sottolinea don Mario
Lago, parroco di San Giuseppe Lavoratore. Quelle tentazioni purtroppo hanno già colpito.
Nel 1998 la città è stata svegliata dalla sua tranquillità dalla morte per overdose di
quattro giovani.
Giuseppe Altamore
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da rammendare
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