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Ci siamo messi nei
panni di una famiglia che cerca casa in affitto. La ricerca è stata fatta a Napoli,
Firenze, Venezia e Milano. La nostra famiglia tipo, composta da quattro persone, ha un
reddito netto mensile di tre milioni. Ragionevolmente non potrebbe spendere per il canone
più di un milione al mese, comprese le spese condominiali. Il risultato è deludente.
Solo a Napoli è possibile trovare un modesto appartamento il cui affitto rientra nel
magro bilancio. Al Centro e al Nord limpresa si è rivelata impossibile. Le offerte
sono in generale scarse. La maggioranza delle agenzie immobiliari non si occupa di
locazioni. Nelle grandi città per meno di un milione al mese si trovano solo monolocali.
Per il bilocale si supera già la somma a disposizione della nostra famiglia tipo. Per
realizzare il sogno di un tre locali, appena sufficiente per un nucleo di quattro persone,
bisogna sborsare quasi un milione e mezzo. Viene proposto il contratto "patti in
deroga". Va segnalato che tre famiglie su dieci non possono permettersi di pagare
laffitto richiesto.
MILANO
Modesto, in periferia, e... troppo caro
La ricerca di una casa parte
da una delle maggiori agenzie immobiliari. Nelle vetrine allangolo di una via del
centro, ci sono tanti cartelli "vendesi". Per quanto ci sforziamo non riusciamo
a individuare la minima traccia di un "affittasi". Proviamo a chiedere
allinterno. Loperatore della Gabetti sorride. «No, no... non ci occupiamo di
affitti. Se vuole può provare a chiedere a questo numero, può darsi che qualche
appartamento di prestigio lo possa trovare anche per 25-30 milioni allanno...».
Agenzia Tecnocasa. Pochi passi più in là, unaltra sfilata di vetrine. Ma la
storia non cambia: nessun cartello "affittasi". «Un milione al mese?», dice
con un sorriso sarcastico lagente immobiliare. «Noi non abbiamo niente in affitto,
ma per quella cifra può provare fuori Milano: Rozzano, Buccinasco...». Non rimane che
dare unocchiata agli annunci di Secondamano. «Piazzale Lagosta vicinanze,
trilocale mq 75, arredato, 1.400.000 lire mensili spese comprese». Troppo caro e troppo
piccolo per quattro persone.
A un milione... eccolo. «Bilocale mq 50, arredato bene, spese condominiali comprese».
Con qualche sacrificio forse può andare bene. Ma dove dormono i bambini? «Pronto, ho
letto il vostro annuncio, posso sapere comè la casa?». «Guardi, è
unoccasione da non perdere», dice una calda voce femminile. «Entrando cè
subito una sala con cucina a vista, camera da letto, bagno senza vasca, ma la doccia è
nuova». Insomma, è quasi un monolocale e i 50 mq sono comprensivi dei due balconi. La
giornata alla ricerca della casa trascorre tra annunci fumosi e telefonate deludenti.
Ci spingiamo nella periferia est di Milano. Cè una piccola agenzia Tecnocasa
dalle parti di piazzale Udine. «Lei è fortunato», esordisce il venditore di case,
«abbiamo un appartamento di tre locali che può fare al caso suo e laffitto tutto
sommato non è caro: 1.500.000 lire, spese comprese, ma è trattabile». Appuntamento alle
17 per la visita dellimmobile. Arriviamo in un quartiere periferico non lontano dal
Parco Lambro. Si alternano palazzi tristi stile anni 60. Qualche giardinetto
spelacchiato. «Guardi che lascensore al momento non cè, ma non dovrebbe
essere difficile costruirlo», dice il tipo dellagenzia. Saliamo fino al terzo piano
con un po di fiatone. «Ecco, qui cè la cucina, a destra la sala, il bagno...
Guardi che vista». Sono 80 mq (circa), il bagno, vecchio di oltre trentanni, è
stato qua e là rattoppato per riparare le fughe dacqua. La manutenzione, mai fatta.
«Se le interessa, possiamo fare unofferta al proprietario, forse per 1.300.000 lire
si accorda». E la vostra percentuale? «Il 10 per cento sul canone del primo anno». Equo
canone? «Ah, non esiste più, ma le facciamo un regolare contratto "patti in
deroga" e una durata di quattro anni». Non resta che rassegnarsi a fare il pendolare
nellhinterland che sfuma nella nebbia. Suggestivo, no?
Giuseppe Altamore
VENEZIA
Sulla Laguna, no, a Mestre invece...
Un appartamento in affitto a
buon prezzo a Venezia? Meglio lasciar perdere. A Mestre? Con tanta fatica. Già sfogliando
gli opuscoli specializzati, iniziano le preoccupazioni: il mercato offre poco o nulla.
Sullultimo numero del settimanale Sottocasa, a fronte del mezzo migliaio di
offerte di vendita dimmobili, abbiamo trovato solo cinque "affittasi". La
conferma viene girando per le agenzie, molte delle quali non trattano nemmeno affittanze.
Per Venezia al di sotto del milione daffitto non ci sono appartamenti per quattro
persone, se non qualche piano terra nelle zone periferiche.
Cambia un po il discorso per Mestre e la terraferma. «Se non si pretende la
luna, ovvero un appartamento signorile centralissimo, a Mestre per meno di un milione al
mese qualcosa si trova nellimmediata periferia», ci dicono alla "Stima",
agenzia "storica" mestrina, che ci ha proposto in viale San Marco, cioè zona
semicentrale, un "due camere, soggiorno, cucina e garage", in un condominio
popolare, per 750 mila lire, oppure a Carpenedo, sempre zona semicentrale, uno con la
stessa tipologia per 700 mila lire. Ma si parte dal milione se si vuole abitare in centro
in edifici non troppo datati.
A Marghera unaltra agenzia offre un appartamento di 80 mq per 900 mila lire. «I
benefici dei "patti in deroga" non ci sono stati: lofferta di locazioni è
aumentata in modo irrisorio», commenta Ivana De Rossi, segretario provinciale del Sunia,
il sindacato degli inquilini. In un mercato così asfittico cè lo spazio anche per
chi con pochi scrupoli e, ovviamente, del tutto fuori dalle intermediazioni delle agenzie,
offre, sì, case in affitto a buon prezzo (450 mila lire mensili per 60 mq in un vecchio
condominio popolare nella periferia di Mestre), ma in cambio di cinque milioni in
contanti, e, naturalmente, in nero.
Alberto Laggia
FIRENZE
Per fortuna, non ci sono solo le agenzie...
Missione impossibile. A
Firenze trovare casa con un affitto a buon mercato, per sistemare una famiglia di quattro
persone, è unimpresa disperata. Se poi il budget di cui si dispone supera di poco
il milione di lire al mese, si può pure abbandonare lobiettivo.
«A questo prezzo in città si trova poco o niente», spiega Sandro Sansone,
responsabile del settore affitti dellImmobiliare Ricasoli. «Un appartamento di
quattro stanze in una costruzione degli anni 6070 non viene affittato a meno di 1
milione e 400 mila lire al mese, naturalmente spese di condominio escluse. A questo prezzo
le posso proporre appartamenti in periferia, a Campo di Marte, Novoli o Soffiano. Le cose
cambiano se si va verso lhinterland: a Scandicci, Sesto o Calenzano, con un milione,
un quattro vani si può trovarlo».
Dopo dieci telefonate alle principali agenzie, il risultato è deludente: un quattro
vani, al terzo piano di una palazzina anni Sessanta senza ascensore, a 1 milione e 400
mila lire al mese, spese di condominio comprese, nella prima periferia; ottanta metri
quadrati, due camere e un bagno malmesso, in una vecchia villetta, anche questa di
periferia, a 1 milione e 500 mila.
Allappello mancano migliaia di appartamenti che restano sfitti. Il giorno di
Capodanno il cardinale Silvano Piovanelli ha lanciato un appello severo: «Quattordicimila
case sfitte a Firenze sono uno scandalo evidente della nostra civiltà».
«Su cinquantamila famiglie che vivono in affitto, circa diecimila abitano in case
realizzate dalle Ater o di proprietà del Comune», spiega Terenzio Tecleme, segretario
del Sunia di Firenze. «Unaltra consistente percentuale occupa immobili di compagnie
assicurative, enti previdenziali o grandi aziende. In questultimo caso esistono
contratti di locazione collettivi che consentono di pagare, per un appartamento di quattro
stanze, un fitto anche inferiore al milione».
Caterina Fanfani
NAPOLI
Al terzo piano di un palazzo nobiliare
Una casa per quattro persone in pieno centro storico a Napoli a 850
mila lire mensili, in un antico palazzo nobiliare, che sembra uscito da una commedia di
Eduardo. Il portiere non cè, ricorda il cartello allentrata, datato 1968.
Accanto al cartello ledicola votiva dedicata alla Madonna con una candela accesa.
Labitazione in affitto si trova ad appena cinquanta metri in linea daria da
Palazzo Donnaregina, dove abita il cardinale Michele Giordano, in vico Grottamarra, in
pieno quartiere San Lorenzo.
Sono bastate sei telefonate ad agenzie della Tecnocasa. Tempo necessario una mattinata,
nel pomeriggio era già fissato lappuntamento per la visita. Alla quinta telefonata,
in verità, unaltra agenzia aveva proposto un appartamento nel centro storico alle
stesse condizioni, ma per visitarlo erano necessari un paio di giorni: mancavano ancora le
chiavi.
È la signorina Giovanna, coordinatrice dei dati dellagenzia, a rispondere alla
telefonata. «Abbiamo ciò che fa per lei», dice gentilissima, «se ci conferma nel primo
pomeriggio linteressamento, alle 16.30, non un minuto in più, le facciamo vedere la
casa».
Nel basso che affaccia sul cortile interno del palazzo lavorano alacremente un gruppo
di signore: probabilmente è una piccola fabbrica di pelletteria. La casa è al terzo
piano senza ascensore. È stata rinfrescata da poco si sente ancora lodore
dei diluenti e ha gli infissi in alluminio nuovi di zecca. Non cè
allapparenza il riscaldamento: si scopre poi che cè un solo calorifero.
Gli impianti di telefono e tv sono stati appena rifatti. Il terrazzino affaccia sul
vicolo, ma è ideale per prendere il sole destate. La superficie è di circa novanta
metri quadri, e per affittare la casa basta pagare al proprietario una mensilità
dingresso e due di anticipo. La quota per lagenzia è di una sola mensilità.
Le spese di condominio si limitano a ventimila lire mensili. «Alle spese
daffitto», ricordano tranquilli i due funzionari dellagenzia, «dovrà
aggiungere solamente le spese per la porta blindata. Sa, è una zona tranquilla, ma
loccasione fa luomo ladro».
Luigi Ferraiuolo
Segue: «I più deboli non sono
tutelati»
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