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Colloqui col padre
  

   Famiglia Cristiana n.36 del 13-9-1998 - Home Page Addio Carla, innamorata della vita

Una malattia brevissima e imprevedibile ha stroncato improvvisamente la vita di Carla Ruffinelli la mattina del 2 settembre. Torinese di origine e milanese di adozione, aveva appena compiuto 76 anni. Giornalista e pittrice, è stata una pioniera e una "colonna" di Famiglia Cristiana, curando soprattutto le pagine dedicate ai bambini e la rubrica di moda "Mi vesto così" che firmava "Mademoiselle". Ha illustrato inoltre molti libri per ragazzi, pubblicati in più edizioni in Italia e all’estero. Colleghi e lettori si uniscono ai familiari nel dolore e nel rimpianto.

Adesso che non c’è più, il ricordo più lancinante di lei è il suo sorriso. Carla era una creatura di rara bellezza interiore; candida e trasparente, seminava gioia e serenità muovendosi sempre con grande delicatezza e signorilità, quasi in punta di piedi. C’è tutto il suo amore per la vita in questa foto che la ritrae felice come una ragazzina in riva al mare a fine febbraio di quest’anno. Solo sei mesi fa. Carla era il "sorriso" di Famiglia Cristiana che è stata, a sua volta, la "sua vita" per cinquant’anni, da quando nel 1948 cominciarono ad apparire sul giornale i suoi disegni e le sue tavole, anche in copertina. E ha lavorato fino alla fine (questo numero reca ancora le sue due rubriche, consegnateci poco prima del ricovero in ospedale), riversando nelle sue illustrazioni, accurate fino al più piccolo dettaglio, il meglio della sua sensibilità di artista, della sua intelligenza e fantasia. Saranno molti a rimpiangerne la presenza amica nel loro giornale.

In realtà, la signorina Ruffinelli – o "la Carla" come veniva affettuosamente chiamata in redazione – nascondeva, dietro il suo aspetto di eterna fanciulla, una volontà di ferro e un’inesauribile capacità di lavoro. Sola per vocazione («Non sono una donna, sono un’artista», diceva scherzando di sé quando la si stuzzicava su questa sua gelosissima scelta), aveva sposato da laica l’ideale paolino, divenendo spiritualmente parte della "famiglia" di don Alberione, che è sempre rimasto – con don Zanoni e don Zilli, con Maestra Tecla e Madre Scolastica – il suo punto di riferimento spirituale. Una solitudine operosa e generosa la sua, perché Carla ha riempito le sue giornate non soltanto di lavoro ma anche di attenzioni per gli altri, dall’impegno giovanile nella San Vincenzo di Torino alle numerose opere di carità compiute sempre nel più assoluto riserbo.

L’affidiamo così al ricordo e alla preghiera dei suoi affezionati lettori, grandi e piccini.

Leonardo Zega

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