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INCHIESTA (5) - Le sètte in Italia

Parla Giuseppe Ferrari, segretario nazionale del Gris
   
«QUEI CORSI A SCUOLA
E IN FABBRICA...»

    di SIMONETTA PAGNOTTI
    

   Famiglia Cristiana n.23 del 14-6-1998 - Home Page «Gruppi legati alla New Age stanno cercando di penetrare nelle scuole e nel mondo del lavoro», dice Ferrari, «è un affare, forse anche politico».

«No, tutto sommato il rapporto del Viminale non ci ha detto niente di nuovo. Credo sia stata fatta una scelta e si sia deciso di pubblicare solo una parte dei dati a disposizione. Le notizie che fornisce mi sembrano attendibili proprio perché parla solo di alcuni gruppi, quelli ritenuti più problematici dal punto di vista dell’ordine pubblico. I seguaci della religiosità alternativa, un fenomeno che noi valutiamo nella sua globalità, sono molti di più, circa l’1,5 per cento».

Giuseppe Ferrari è segretario nazionale del Gris, il centro cattolico di ricerca sulle sètte. Non si sbilancia nell’esprimere la sua preoccupazione.

«Credo che alcuni di questi gruppi possano essere pericolosi, sono convinto che talvolta ci siano anche legami con elementi del terrorismo. Non credo, però, ci sia una matrice in sé più pericolosa delle altre. Voglio dire che un’eventuale minaccia può venire da gruppi legati all’occultismo come dalle cosiddette dottrine per lo sviluppo del potenziale umano o anche da movimenti di matrice cristiana».

  • Che cosa pensa di fare la Chiesa per fronteggiare questo fenomeno?

«La Chiesa non può fare prevenzione riguardo a presunte attività di carattere terroristico. Il problema della Chiesa è legato alla fede delle persone: deve fare in modo che i cattolici non cadano nella trappola di chi predica messaggi vicini al cristianesimo per poi staccarli dalla fede e portarli su tutt’altro terreno. È chiaro che la Chiesa è preoccupata anche per eventuali azioni negative dal punto di vista sociale, ma non può occuparsi di questo. Può far presente che l’individuo va rispettato nella sua libertà religiosa individuale. Questo non lo mette mai in luce nessuno. È vero che le minoranze religiose vanno rispettate, ma è altrettanto vero che le minoranze religiose devono rispettare la libertà religiosa individuale del singolo. Quando esercitano condizionamenti illegittimi, non rispettano certo questa libertà».

  • Qual è il vostro compito, se non è quello di fare prevenzione?

«Noi dobbiamo da un lato fare ricerca, dall’altro dare informazioni e aprire centri di ascolto per chi ha bisogno di aiuto, o per sé o per qualche familiare. Si tratta sempre di problemi legati al non rispetto dell’individuo. Le famiglie sono quelle che ne risentono di più: questi gruppi cercano per prima cosa di staccare l’individuo dalla famiglia, proprio per esercitare su di lui un maggiore controllo e infine arrivare al totale condizionamento».

Dal rapporto del Viminale risultano inquietanti tecniche di condizionamento e proselitismo. Anche la scuola può diventare un ambiente a rischio?

«Tutti gli ambienti lo possono diventare, nella scuola con un’incidenza ancora maggiore. Ci risulta che nelle scuole stiano entrando gruppi che propongono corsi legati alla New Age e allo sviluppo del potenziale umano, ovvero alle psicosètte. Attraverso gli studenti ma anche attraverso gli insegnanti. Che questi insegnanti possano far passare determinati messaggi mi pare persino ovvio. Ancora più grave è che si chieda al Consiglio dei docenti di ratificare questi corsi come corsi di aggiornamento per tutti gli insegnanti. È accaduto, per esempio, in una scuola in Toscana. La stessa cosa avviene nel mondo sindacale. Sappiamo di corsi di questo genere proposti dal sindacato per tutto il personale di diverse aziende».

  • Diventa sempre più difficile difendersi. Che cosa possono fare, per esempio, i genitori per opporsi a eventuali condizionamenti esercitati dagli insegnanti?

«Bisogna vigilare, stare con gli occhi bene aperti. Se succede che un insegnante cerca di condizionare pesantemente la personalità del ragazzo, non bisogna esitare a denunciarlo: è una cosa che un insegnante non deve assolutamente permettersi di fare».

  • Di fronte a un attacco così massiccio, non avete la sensazione di una complicità di certe forze politiche con le sètte?

«Sicuramente c’è in atto un tentativo di dare legittimazione al mondo della New Age. Hanno cominciato i Verdi, oggi ci provano anche forze politiche vicine alla maggioranza. Perché? Penso si tratti di una specie di business che può portare consensi. Il problema è che dentro la New Age c’è di tutto, movimenti innocui e altri pericolosi. Credo che oggi non ci siano strumenti culturali adeguati per difendersi di fronte a un mondo che lavora in modo ambiguo. L’unica possibilità è non fermarsi all’apparenza ma cercare di focalizzare, accanto agli eventuali aspetti positivi, anche le cose ambigue e controverse».

Simonetta Pagnotti

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