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«Gruppi
legati alla New Age
stanno cercando di penetrare nelle scuole e nel mondo del
lavoro», dice Ferrari, «è un affare, forse anche
politico». «No,
tutto sommato il rapporto del Viminale non ci ha detto
niente di nuovo. Credo sia stata fatta una scelta e si
sia deciso di pubblicare solo una parte dei dati a
disposizione. Le notizie che fornisce mi sembrano
attendibili proprio perché parla solo di alcuni gruppi,
quelli ritenuti più problematici dal punto di vista
dellordine pubblico. I seguaci della religiosità
alternativa, un fenomeno che noi valutiamo nella sua
globalità, sono molti di più, circa l1,5 per
cento».
Giuseppe Ferrari è segretario
nazionale del Gris, il centro cattolico di ricerca sulle
sètte. Non si sbilancia nellesprimere la sua
preoccupazione.
«Credo che alcuni di questi gruppi
possano essere pericolosi, sono convinto che talvolta ci
siano anche legami con elementi del terrorismo. Non
credo, però, ci sia una matrice in sé più pericolosa
delle altre. Voglio dire che uneventuale minaccia
può venire da gruppi legati alloccultismo come
dalle cosiddette dottrine per lo sviluppo del potenziale
umano o anche da movimenti di matrice cristiana».
- Che cosa pensa di fare la
Chiesa per fronteggiare questo fenomeno?
«La Chiesa non può fare
prevenzione riguardo a presunte attività di carattere
terroristico. Il problema della Chiesa è legato alla
fede delle persone: deve fare in modo che i cattolici non
cadano nella trappola di chi predica messaggi vicini al
cristianesimo per poi staccarli dalla fede e portarli su
tuttaltro terreno. È chiaro che la Chiesa è
preoccupata anche per eventuali azioni negative dal punto
di vista sociale, ma non può occuparsi di questo. Può
far presente che lindividuo va rispettato nella sua
libertà religiosa individuale. Questo non lo mette mai
in luce nessuno. È vero che le minoranze religiose vanno
rispettate, ma è altrettanto vero che le minoranze
religiose devono rispettare la libertà religiosa
individuale del singolo. Quando esercitano
condizionamenti illegittimi, non rispettano certo questa
libertà».
- Qual è il vostro compito,
se non è quello di fare prevenzione?
«Noi dobbiamo da un lato fare
ricerca, dallaltro dare informazioni e aprire
centri di ascolto per chi ha bisogno di aiuto, o per sé
o per qualche familiare. Si tratta sempre di problemi
legati al non rispetto dellindividuo. Le famiglie
sono quelle che ne risentono di più: questi gruppi
cercano per prima cosa di staccare lindividuo dalla
famiglia, proprio per esercitare su di lui un maggiore
controllo e infine arrivare al totale condizionamento».
Dal rapporto del Viminale
risultano inquietanti tecniche di condizionamento e
proselitismo. Anche la scuola può diventare un ambiente
a rischio?
«Tutti gli ambienti lo possono
diventare, nella scuola con unincidenza ancora
maggiore. Ci risulta che nelle scuole stiano
entrando gruppi che propongono corsi legati alla New
Age e allo sviluppo del potenziale umano, ovvero alle
psicosètte. Attraverso gli studenti ma anche attraverso
gli insegnanti. Che questi insegnanti possano far passare
determinati messaggi mi pare persino ovvio. Ancora più
grave è che si chieda al Consiglio dei docenti di
ratificare questi corsi come corsi di aggiornamento per
tutti gli insegnanti. È accaduto, per esempio, in una
scuola in Toscana. La stessa cosa avviene nel mondo
sindacale. Sappiamo di corsi di questo genere proposti
dal sindacato per tutto il personale di diverse
aziende».
- Diventa sempre più
difficile difendersi. Che cosa possono fare, per
esempio, i genitori per opporsi a eventuali
condizionamenti esercitati dagli insegnanti?
«Bisogna vigilare, stare con gli
occhi bene aperti. Se succede che un insegnante cerca di
condizionare pesantemente la personalità del ragazzo,
non bisogna esitare a denunciarlo: è una cosa che un
insegnante non deve assolutamente permettersi di fare».
- Di fronte a un attacco
così massiccio, non avete la sensazione di una
complicità di certe forze politiche con le
sètte?
«Sicuramente cè in atto un
tentativo di dare legittimazione al mondo della New
Age. Hanno cominciato i Verdi, oggi ci provano anche
forze politiche vicine alla maggioranza. Perché? Penso
si tratti di una specie di business che può
portare consensi. Il problema è che dentro la New Age
cè di tutto, movimenti innocui e altri
pericolosi. Credo che oggi non ci siano strumenti
culturali adeguati per difendersi di fronte a un mondo
che lavora in modo ambiguo. Lunica possibilità è
non fermarsi allapparenza ma cercare di
focalizzare, accanto agli eventuali aspetti positivi,
anche le cose ambigue e controverse».
Simonetta Pagnotti
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