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IL DONO DELLA SAPIENZA

La bellezza di Dio

di GIORDANO MURARO

   Famiglia Cristiana n.8 del 4-3-1998 - Home Page I doni. È sempre difficile parlare di Dio e dei suoi doni. In particolare dei doni dello Spirito, perché possono sembrare una inutile ripetizione delle virtù teologali e cardinali. In realtà sono raffinati regali che lo Spirito fa ai suoi fedeli, per metterli in maggiore sintonia con sé e con il suo modo di pensare e di vivere.

Infatti l’uomo è stato chiamato a vivere come "figlio" nella casa del Padre. Sa di aver ricevuto un dono grande, ma nello stesso tempo sente che questa vita è superiore alle sue capacità naturali. Avviene in lui quello che avviene nel bimbo adottato che, trasferito da una condizione umile a un ambiente raffinato, avverte la bellezza della vita nuova, ma non si sente a suo agio perché è abituato in altro modo.

Dopo essere stato introdotto in questo mondo, ha bisogno di essere aiutato a sentirlo come suo, a gustarlo, a muoversi con disinvoltura, acquistando una mentalità e un modo di agire conforme a questa vita nuova. Altrimenti finisce col rimpiangere – come il popolo d’Israele – la schiavitù e le cipolle d’Egitto, perché la terra promessa gli appare lontana, scialba e senza interesse.

Il primo dono è quello della sapienza.
Con il dono della sapienza si verifica un po’ quello che avviene nella vita di un ragazzo quando si innamora di una ragazza con la quale fino a ieri viveva un semplice rapporto di amicizia. L’aveva vista mille volte, ma fino a quel momento
non gli diceva niente, anzi la trovava bruttina e un po’ noiosa. Poi improvvisamente se ne innamora. È come se l’amore gli avesse aperto gli occhi, e per la prima volta vede e gusta una bellezza che prima gli era nascosta. Si sente preso dal suo fascino, gode nell’averla vicina, sente in modo vivo la sua presenza, desidera vederla e cerca in tutti i modi di stare con lei. È la conoscenza intensa e saporosa che si verifica quando si conosce con amore.

Questo avviene nell’anima quando la sua fede viene arricchita dal dono della sapienza. Dio non è più l’essere lontano, astratto, senza volto: ma è sentito e gustato nella sua ricchezza e nella sua bellezza. Da questa conoscenza più ricca e più vera di Dio scaturisce un modo nuovo di vedere la vita e di valutare ogni esperienza della vita, perché l’anima che è ripiena della sapienza di Dio, vede tutto con gli occhi di Dio e valuta ogni cosa come la valuta Dio. All’anima non basta la fede. Ha bisogno di una trasformazione interiore che la metta in uno stato di connaturalità con Dio e con il mondo di Dio, di modo che Dio non è solamente la Persona creduta, ma è l’amato che suscita nell’anima il desiderio di conoscerlo senza fine nella sua splendida realtà.

Così il dono della sapienza apre l’anima alla contemplazione di Dio, e da questa contemplazione discende alle cose terrene, apprezzandole e vivendole per quello che veramente valgono. Gesù lo insegnava quando parlava della persona che ha scoperto una perla preziosa e – preso dalla sua bellezza – vive ogni altra realtà come un mezzo per acquistarla.

Giordano Muraro

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