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  Dai nostri inviati - ALBANIA

A CACCIA DI BOSSOLI
L’iniziativa di un missionario italiano

di ANNACHIARA VALLE - foto di Nino Leto
    

   Famiglia Cristiana n.8 del 4-3-1998 - Home Page Trentamila ragazzi hanno raccolto i proiettili inesplosi, che hanno barattato con quaderni.

Da rumore di guerra a festoso suono di pace. Il rame fuso di cinquantamila bossoli raccolti nella regione di Zadrima, in Albania, ha dato forma a una gigantesca campana. Altre migliaia di proiettili sono stati trasformati in vasetti di fiori. Bossoli inesplosi che bambini e ragazzi hanno raccattato sui terreni lasciati incolti dalla guerra, per le strade, negli angoli nascosti dei loro luoghi di gioco. In una sorta di passaparola simultaneo, nel giro di poche settimane, si sono mobilitati in trentamila. E, al grido di: «Puliamo i nostri villaggi», hanno percorso in lungo e in largo venti centri abitati nella zona nord del Paese. Ne è felice don Antonio Sciarra, il missionario italiano che ha promosso l’iniziativa.

Ai ragazzi, come premio, sono stati consegnati dei quaderni. «In Albania non ci sono soldi per comprare anche le cose più semplici che servono per la scuola», spiega suor Enrica Giovannini, una delle religiose che collabora con don Antonio. «I bambini sono felici di poter barattare i segni della guerra con quelli dell’istruzione. In cambio dei bossoli potevamo accontentarli con cioccolatini, ma abbiamo voluto dare il segno che quella raccolta era una cosa seria, importante, che meritava un premio adeguato».

Il presidente albanese Mejdani, con l'impermeabile, insieme a don Antonio Sciarra davanti ai cesti con i bossoli.
Il presidente albanese Mejdani, con l'impermeabile,
insieme a don Antonio Sciarra davanti ai cesti con i bossoli.

Entusiasti come per un grande gioco collettivo, i ragazzi hanno affollato le missioni, le scuole, tutti i luoghi di raduno per consegnare il loro bottino. Hanno lavorato per avere i loro quaderni, ma anche per poter vedere i campi finalmente ripuliti dai bossoli.

«Quando raccolgo proiettili mi sembra di sentire la terra fremere di gioia», dice Mark, uno dei bambini che ha partecipato all’iniziativa. Che, pian piano, si è estesa anche agli adulti. Coinvolti dai loro figli, anche molti capi villaggio hanno deciso di collaborare e hanno consegnato ai missionari i proiettili inesplosi che avevano in casa e alcune armi. «Un segno che abbiamo voluto rendere pubblico», continua suor Enrica; «per questo abbiamo informato le autorità di quello che stavamo facendo e abbiamo consegnato al presidente dell’Albania, Mejdani, una parte delle ceste di bossoli raccolte dai ragazzi. Proprio al culmine della cerimonia che avevamo organizzato, un bambino di tre anni si è staccato dal resto del gruppo e, con molta naturalezza, ha aggiunto i proiettili che aveva in tasca a quelli già raccolti. Un gesto inaspettato che certamente è servito, più di tante parole, a far capire agli adulti il grande desiderio di pace dei più piccoli».

Annachiara Valle

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