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VA SU QUATTRO RUOTE LA SPESA DEGLI ITALIANI

Nel 1997 record di vendite auto con gli incentivi
   
di PINO PIGNATTA
   

Famiglia Cristiana n. 52 del 31 dicembre 1997 - Home Page Nell’anno che si chiude sono state vendute quasi 2 milioni e mezzo di auto. Per acquistarle le famiglie hanno "tagliato" su viaggi, computer, telefoni e sport. Il sessanta per cento delle consegne è andato al Sud.

La "droga" degli incentivi fa volare il mercato dell’auto. Il 1997 è stato un anno record: sull’onda dell’effetto-rottamazioni, gli italiani hanno acquistato oltre 2 milioni e 400 mila vetture. Le immatricolazioni sono cresciute del 46 per cento, con un incremento del fatturato che supera il 25 per cento: dai 41 mila miliardi del 1996 agli oltre 51 mila del 1997, nonostante un’effettiva riduzione del prezzo medio di vendita.

Il mercato delle quattro ruote, insomma, va a gonfie vele grazie alle novità introdotte nel gennaio 1997. Le agevolazioni per l’acquisto di un’auto nuova, com’è noto, prevedevano un incentivo del Governo e uno sconto dello stesso importo praticato dal concessionario. Unica condizione: essere proprietari di un "usato" da rottamare con almeno dieci anni di vita. L’iniziativa avrebbe dovuto concludersi il 30 settembre, ma il successo di vendite ha convinto il Governo a prorogare gli incentivi (anche se con modalità diverse) sino al luglio del 1998, in modo da riportare la situazione alla normalità in una maniera indolore. L’obiettivo è evitare lo choc accusato dal mercato francese, dove la sospensione degli incentivi ha fatto crollare le Tabella 1immatricolazioni di oltre il 30 per cento.

La formula, il cui successo ha superato le previsioni di tutti gli esperti, ha ridato ossigeno alle Case e, soprattutto, ha contribuito a ringiovanire il parco circolante (in Italia sono più di 7 milioni le auto con oltre dieci anni di vita), con positivi effetti anche sulla crescita della produzione (più 16 per cento in dieci mesi) e, di conseguenza, sul Prodotto interno lordo (Pil), il totale della ricchezza generata in un anno dal Paese. A conferma del ruolo trainante che può avere l’industria automobilistica sull’economia, con possibili effetti positivi nel mondo del lavoro.

Ma che cosa determina la scelta d’investire sulle quattro ruote? Una recente indagine dell’Osservatorio Findomestic, la società italiana leader nel credito ai consumatori, rivela che la ricchezza detenuta dalle famiglie e il reddito pro capite sono spesi più volentieri per l’acquisto di una nuova vettura (accelerando il processo di sostituzione) che per altri beni e servizi. L’andamento dei prezzi, ovviamente, gioca un ruolo determinante: se il costo dell’auto si riduce del 10 per cento, nel breve periodo la domanda cresce in media del 25,6.

Dalla ricerca della Findomestic, inoltre, emerge la diversa e sorprendente distribuzione geografica delle immatricolazioni. Nel 1997 gli incentivi sono stati un’opportunità soprattutto per le famiglie meridionali: al Sud, infatti, le consegne hanno raggiunto quasi il 60 per cento, a fronte di un dato medio nazionale del 46 per cento. Le ragioni di questo boom sono il maggiore invecchiamento del parco circolante nel Mezzogiorno e la centralità dell’automobile nelle preferenze dei consumatori.

Ma vediamo come gli altri mercati (elettrodomestici, telefonia, mobili, viaggi) hanno reagito allo scossone provocato dagli incentivi sull’auto. Studi recenti dimostrano che gli italiani si muovono sempre meno sulla base di impulsi individuali e sempre più verso una pianificazione dei consumi. È quella che gli esperti chiamano "azienda-famiglia", che ha imparato a fare attenzione al bilancio, a tenere in equilibrio il rapporto fra entrate e uscite.

Le cifre parlano chiaro: il 20 per cento delle famiglie ha ridotto gli acquisti per comprare un’auto nuova. In altre parole, una famiglia su cinque prevede di "tagliare" varie voci di spesa, che vengono rimandate a tempi migliori, per mantenere un equilibrio nel portafoglio casalingo.

Il settore che ha risentito meno degli esborsi per gli incentivi è quello degli elettrodomestici: rasoi, ferri da stiro, macchine per il caffè, lavatrici, frigoriferi, lavastoviglie, forni a microonde. La ragione è che questi apparecchi sono considerati essenziali per la vita domestica: il loro acquisto non può essere rimandato, nonostante i quattrini investiti sulle quattro ruote.

Tabella 2

Più penalizzati sembrano invece i settori merceologici legati al tempo libero: sport, viaggi, vacanze, personal computer e telefonia. Ma è il mercato dei ciclomotori e delle moto che in prospettiva risulta più danneggiato dalla spesa per la vettura. La presenza dei veicoli a due ruote nelle case degli italiani è ancora molto lontana da quella delle auto: soltanto il 23 per cento delle famiglie possiede una moto, mentre l’automobile è ormai presente in 8 case su dieci. In questa direzione va letta la decisione del Governo di avviare un piano di incentivi alla rottamazione anche per i ciclomotori e per le moto.

Pino Pignatta

L’uomo da un milione di automobili
  

Nel 1997 ha venduto oltre un milione di auto: 2.700 il giorno, quasi due al minuto. Si chiama Tommaso Le Pera (foto), ha 48 anni, è ingegnere nucleare e lavora alla Fiat Auto come direttore delle vendite per il mercato italiano. È uno dei primi artefici del successo dei marchi Fiat, Lancia e Alfa Romeo, che nell’anno appena concluso hanno fatto registrare una crescita media del 40 per cento.

«Un risultato che ha sorpreso anche noi», spiega Le Pera, «perché dall’effetto-rottamazioni ci aspettavamo di vendere circa 700-800 mila auto, non certo un milione. Senza dubbio una mano ce l’ha data il boom degli incentivi. Ma il record delle consegne è stato accompagnato da uno sforzo industriale e tecnologico per migliorare l’efficienza degli impianti e la professionalità degli uomini. Senza dimenticare il rinnovamento costante della gamma e il potenziamento della rete commerciale in tutta Europa, con un programma di formazione specifico per insegnare il mestiere a 500 giovani, da inserire nelle concessionarie come venditori».

Ma che cosa accadrà nel 1998, quando finiranno le agevolazioni del Governo? Secondo gli esperti, il mercato non dovrebbe registrare grossi sussulti, visto che sino al 31 luglio i clienti (e ovviamente anche le Case costruttrici) potranno beneficiare dei cosiddetti ecoincentivi, cioè gli sconti applicati alle auto con consumi ridotti e, quindi, "sensibili" all’ambiente.

«In altre parole», spiega Le Pera, «sino all’estate sarà penalizzato soltanto chi sceglie modelli con motori oltre i 2.000 centimetri cubi. Mentre potrà approfittare ancora degli incentivi chi acquista le piccole cilindrate o i turbodiesel. E dalle auto a gasolio ci aspettiamo un mercato particolarmente frizzante: le più avanzate tecnologie di iniezione diretta, infatti, consentono a questi motori di consumare poco e di avere bassi livelli di emissioni».

p.p.

   

         
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