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Nellanno che si chiude sono
state vendute quasi 2 milioni e mezzo di auto. Per
acquistarle le famiglie hanno "tagliato" su
viaggi, computer, telefoni e sport. Il sessanta per cento
delle consegne è andato al Sud. La "droga" degli incentivi fa
volare il mercato dellauto. Il 1997 è stato un
anno record: sullonda
delleffetto-rottamazioni, gli italiani hanno
acquistato oltre 2 milioni e 400 mila vetture. Le
immatricolazioni sono cresciute del 46 per cento, con un
incremento del fatturato che supera il 25 per cento: dai
41 mila miliardi del 1996 agli oltre 51 mila del 1997,
nonostante uneffettiva riduzione del prezzo medio
di vendita.
Il mercato delle quattro ruote,
insomma, va a gonfie vele grazie alle novità introdotte
nel gennaio 1997. Le agevolazioni per lacquisto di
unauto nuova, comè noto, prevedevano un
incentivo del Governo e uno sconto dello stesso importo
praticato dal concessionario. Unica condizione: essere
proprietari di un "usato" da rottamare con
almeno dieci anni di vita. Liniziativa avrebbe
dovuto concludersi il 30 settembre, ma il successo di
vendite ha convinto il Governo a prorogare gli incentivi
(anche se con modalità diverse) sino al luglio del 1998,
in modo da riportare la situazione alla normalità in una
maniera indolore. Lobiettivo è evitare lo choc accusato
dal mercato francese, dove la sospensione degli incentivi
ha fatto crollare le immatricolazioni
di oltre il 30 per cento.
La formula, il cui successo ha
superato le previsioni di tutti gli esperti, ha ridato
ossigeno alle Case e, soprattutto, ha contribuito a
ringiovanire il parco circolante (in Italia sono più di
7 milioni le auto con oltre dieci anni di vita), con
positivi effetti anche sulla crescita della produzione
(più 16 per cento in dieci mesi) e, di conseguenza, sul
Prodotto interno lordo (Pil), il totale della ricchezza
generata in un anno dal Paese. A conferma del ruolo
trainante che può avere lindustria automobilistica
sulleconomia, con possibili effetti positivi nel
mondo del lavoro.
Ma che cosa determina la scelta
dinvestire sulle quattro ruote? Una recente
indagine dellOsservatorio Findomestic, la società
italiana leader nel credito ai consumatori, rivela che la
ricchezza detenuta dalle famiglie e il reddito pro capite
sono spesi più volentieri per lacquisto di una
nuova vettura (accelerando il processo di sostituzione)
che per altri beni e servizi. Landamento dei
prezzi, ovviamente, gioca un ruolo determinante: se il
costo dellauto si riduce del 10 per cento, nel
breve periodo la domanda cresce in media del 25,6.
Dalla ricerca della Findomestic,
inoltre, emerge la diversa e sorprendente distribuzione
geografica delle immatricolazioni. Nel 1997 gli incentivi
sono stati unopportunità soprattutto per le
famiglie meridionali: al Sud, infatti, le consegne hanno
raggiunto quasi il 60 per cento, a fronte di un dato
medio nazionale del 46 per cento. Le ragioni di questo
boom sono il maggiore invecchiamento del parco circolante
nel Mezzogiorno e la centralità dellautomobile
nelle preferenze dei consumatori.
Ma vediamo come gli altri mercati
(elettrodomestici, telefonia, mobili, viaggi) hanno
reagito allo scossone provocato dagli incentivi
sullauto. Studi recenti dimostrano che gli italiani
si muovono sempre meno sulla base di impulsi individuali
e sempre più verso una pianificazione dei consumi. È
quella che gli esperti chiamano
"azienda-famiglia", che ha imparato a fare
attenzione al bilancio, a tenere in equilibrio il
rapporto fra entrate e uscite.
Le cifre parlano chiaro: il 20 per
cento delle famiglie ha ridotto gli acquisti per comprare
unauto nuova. In altre parole, una famiglia su
cinque prevede di "tagliare" varie voci di
spesa, che vengono rimandate a tempi migliori, per
mantenere un equilibrio nel portafoglio casalingo.
Il settore che ha risentito meno
degli esborsi per gli incentivi è quello degli
elettrodomestici: rasoi, ferri da stiro, macchine per il
caffè, lavatrici, frigoriferi, lavastoviglie, forni a
microonde. La ragione è che questi apparecchi sono
considerati essenziali per la vita domestica: il loro
acquisto non può essere rimandato, nonostante i
quattrini investiti sulle quattro ruote.
Più penalizzati
sembrano invece i settori merceologici legati al tempo
libero: sport, viaggi, vacanze, personal computer e
telefonia. Ma è il mercato dei ciclomotori e delle moto
che in prospettiva risulta più danneggiato dalla spesa
per la vettura. La presenza dei veicoli a due ruote nelle
case degli italiani è ancora molto lontana da quella
delle auto: soltanto il 23 per cento delle famiglie
possiede una moto, mentre lautomobile è ormai
presente in 8 case su dieci. In questa direzione va letta
la decisione del Governo di avviare un piano di incentivi
alla rottamazione anche per i ciclomotori e per le moto.
Pino Pignatta
| Luomo da un milione di
automobili |
| Nel 1997 ha
venduto oltre un milione di auto: 2.700 il
giorno, quasi due al minuto. Si chiama Tommaso Le
Pera (foto), ha 48 anni, è ingegnere nucleare e lavora alla
Fiat Auto come direttore delle vendite per il
mercato italiano. È uno dei primi artefici del
successo dei marchi Fiat, Lancia e Alfa Romeo,
che nellanno appena concluso hanno fatto
registrare una crescita media del 40 per cento.
«Un risultato che ha
sorpreso anche noi», spiega Le Pera, «perché
dalleffetto-rottamazioni ci aspettavamo di
vendere circa 700-800 mila auto, non certo un
milione. Senza dubbio una mano ce lha data
il boom degli incentivi. Ma il record delle
consegne è stato accompagnato da uno sforzo
industriale e tecnologico per migliorare
lefficienza degli impianti e la
professionalità degli uomini. Senza dimenticare
il rinnovamento costante della gamma e il
potenziamento della rete commerciale in tutta
Europa, con un programma di formazione specifico
per insegnare il mestiere a 500 giovani, da
inserire nelle concessionarie come venditori».
Ma che cosa accadrà nel
1998, quando finiranno le agevolazioni del
Governo? Secondo gli esperti, il mercato non
dovrebbe registrare grossi sussulti, visto che
sino al 31 luglio i clienti (e ovviamente anche
le Case costruttrici) potranno beneficiare dei
cosiddetti ecoincentivi, cioè gli sconti
applicati alle auto con consumi ridotti e,
quindi, "sensibili" allambiente.
«In altre parole», spiega
Le Pera, «sino allestate sarà penalizzato
soltanto chi sceglie modelli con motori oltre i
2.000 centimetri cubi. Mentre potrà approfittare
ancora degli incentivi chi acquista le piccole
cilindrate o i turbodiesel. E dalle auto a
gasolio ci aspettiamo un mercato particolarmente
frizzante: le più avanzate tecnologie di
iniezione diretta, infatti, consentono a questi
motori di consumare poco e di avere bassi livelli
di emissioni».
p.p.
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