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Si chiama "common rail",
è un piccolo accorgimento tecnico che rivoluziona i
motori e li rende più potenti ma anche meno dispendiosi
e meno inquinanti. Così lauto risponde alle
richieste degli utenti. L'auto sta per entrare nel Duemila con un bel
salto evolutivo. Linee nuove, forme e dimensioni diverse,
utilizzi specifici secondo gli stili di vita degli utenti
sono solo i progressi più vistosi degli ultimi modelli.
La chiave di accesso al futuro sta
dentro il guscio della macchina, e in particolare sotto
il cofano. Con lelettronica sono stati introdotti
rivoluzionari sistemi di controllo dei freni e delle
sospensioni, dispositivi per migliorare la sicurezza, ma
è nel motore, nel cuore dellautomobile, che si è
concentrato limpegno dei costruttori, con risultati
che coincidono con il vicino, ideale appuntamento
epocale.
Più che il
calendario, è stata lesigenza di ridurre i consumi
e i gas di scarico a spingere la ricerca verso indirizzi
molto avanzati per perfezionare lefficienza dei
motori. Una sfida improrogabile per i Paesi
industrializzati, impegnati ad abbattere i livelli di
anidride carbonica nellatmosfera per evitare
leffetto serra. Obiettivo che si tenta di
raggiungere per strade diverse.
Le più agevoli portano attualmente
allalimentazione a metano, a gas liquido o ibrida,
come la nuova versione "Bipower" della Fiat Marea,
funzionante sia a benzina che a metano. O come la Honda Civic
GX, presentata al Salone di Francoforte, funzionante
esclusivamente a metano con un motore che il costruttore
definisce il «più pulito del mondo», in vendita dalla
fine del 1998. Resta il problema di uno sfruttamento
ottimale del carburante attraverso il miglioramento della
combustione e il rendimento dei propulsori. Soluzioni
indispensabili per contribuire ad allontanare la minaccia
allambiente e per rispettare i limiti sempre più
severi che regolano la materia.
Linput viene dalla
California, Stato che per il suo clima è particolarmente
penalizzato dallinquinamento atmosferico, e che
dunque fa da avanguardia con severissime norme sui gas di
scarico. Già dal prossimo anno la legislazione della
West Coast impone per limmatricolazione delle
vetture "bassissime emissioni" e, sempre dal
1998, almeno il 2 per cento delle nuove auto ammesse a
circolare in California dovrà essere a "emissioni
zero". Nel 2001 la percentuale salirà al 5 per
cento e al 10 nel 2003.
E cè del nuovo infatti nei
motori: liniezione diretta. Per il Diesel non è
una novità assoluta, ma un nuovo sistema, il
"common rail" (condotto comune: in fondo, un
semplice tubo), adottato dallAlfa 156 e
presto dalle Mercedes Classe "A", "C"
ed "E", apre nuove strade. Così come
liniezione diretta, anche sui motori a benzina, al
debutto in Europa con la Mitsubishi Carisma GDI, con sensibili vantaggi per lefficienza
e le prestazioni ottenute con consumi ed emissioni molto
ridotti.
Il primo merito della
rivoluzionaria soluzione "common rail" spetta
al Centro ricerche Fiat. Un suo brevetto, ceduto poi alla
Bosch per lo sviluppo e lindustrializzazione, ha
preceduto un progetto analogo della Mercedes. Il colosso
tedesco dellelettronica, per far fronte alle
richieste di quasi tutti i costruttori, ha rilevato uno
stabilimento vicino a Bari, per costruire le pompe ad
alta pressione che sono alla base della tecnologia
dellinnovativo sistema. Tecnologia che rende molto
simile funzionamento e resa dei motori a benzina e a
gasolio.
Il "common rail" viene
considerato dai tecnici «un salto generazionale» per i
motori Diesel. La sua funzione innovativa è quella di
poter distribuire, attraverso un "condotto
comune" e gli elettroiniettori, il gasolio dalla
pompa direttamente nei cilindri a pressione molto più
alta (fino a 1.500 bar) e quindi meglio
nebulizzato. Nella camera a scoppio viene così a
formarsi una miscela quasi ottimale con un alto
rendimento termodinamico, rendendo possibile lo
sfruttamento più completo dellenergia del
carburante. Grazie al "common rail" e alla sua
costante pressione si avvantaggiano anche la resa ai
bassi regimi, lelasticità e la silenziosità del
motore.
La misura del progresso ottenuto
viene dai dati tecnici del solo modello al momento
disponibile sul mercato. Privilegio dellAlfa 156,
il cui nuovo motore 1.9 JTD confrontato con il precedente
1.900 Turbodiesel dellAlfa 155 risulta più
potente (105 CV contro 90 CV), più veloce (188 km/h
contro 180 km/h), con unaccelerazione da 0 a 100
km/h di 10,5 secondi (3 meno della 155) e un
consumo medio da utilitaria (5,8 litri/100 km rispetto ai
6,8 del motore più tradizionale).
Prestazioni a cui si avvicina
attualmente la Opel, che prevede di raddoppiare le
vendite di auto Diesel entro il 2005, con la nuova Vectra
98 mossa da un 2.0 TDI 16 valvole da 101 CV.
Motore a iniezione diretta con pompa in grado di arrivare
fino a 1.400 bar frutto di una tecnologia anticamera del
"common rail", in attesa di poterne disporre.
Il Diesel si propone
quindi come il motore del futuro. Con le più avanzate
soluzioni rese possibili dalla gestione elettronica non
si considera più tanto remoto il traguardo dei 3
litri/100 km e la proporzionale riduzione delle
emissioni. Intento che fa dilagare il contagio
delliniezione diretta ad alta pressione. Tra gli
altri il Gruppo Peugeot-Citroën, già ai vertici con i
suoi modelli nel risparmio di carburante, non nasconde
lintenzione di essere il primo a produrre motori
TDI "common rail" su vasta scala. E la stessa
VM di Cento, del Gruppo americano Detroit Diesel, che
fornisce i motori a diverse Case, ha annunciato una serie
di Diesel con il nuovo sistema a iniezione.
Se levoluzione del motore a
gasolio parte dallEuropa, dal Giappone arriva la
controffensiva con i primi segnali di una svolta epocale
anche per i motori a benzina. Artefici la Mitsubishi e,
ancora, liniezione diretta del carburante nei
cilindri, che ottiene una miscela molto
"magra": una parte di benzina ogni 40 di aria,
meno della metà dei motori normali, con consumi ridotti
del 20 per cento. Questa è una delle prerogative della
Mitsubishi Carisma 1.8, la prima vettura a montare
in Europa un motore GDI, Gasoline Direct Injection,
dove "gasoline" sta per benzina. Gli altri
vantaggi del nuovo motore, che giustificano un impegno di
dieci anni di studi e investimenti proporzionati: il 10
per cento di potenza e coppia in più di un tradizionale
1.8 benzina e la riduzione del 20 per cento delle
emissioni nocive. La potenza passa a 125 CV, la velocità
massima a 200 km/h e il consumo medio a 6,2 litri/100
km/h. Il GDI Mitsubishi dà il meglio sotto i 3.200 giri
a velocità costante. Così il consumo si riduce a quasi
20 km/litro.
Anche per i motori a benzina ad
iniezione diretta è iniziata la rincorsa. Mitsubishi,
cui spetta la paternità, equipaggerà con i GDI tutta la
sua gamma entro i prossimi cinque anni, cedendo il 1.800
pure alla Volvo per le sue "S40" e
"V40". Anche Toyota non ha perso tempo e
dispone già di un proprio motore simile, mentre gli
altri costruttori giapponesi si stanno ormai adeguando.
Tra le marche europee la prima sarà lAudi.
Neri Fallani
Segue: Va su quattro ruote la spesa degli
italiani
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