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UNA GRANDE INIZIATIVA DI FAMIGLIA CRISTIANA

  
Gli scrittori del ’900 europeo
Heinrich Böll
OPINIONI DI UN CLOWN
   

  a cura di FRANCESCO LICINIO GALATI
Famiglia Cristiana n. 52 del 31 dicembre 1997 - Home Page

 

LA GERMANIA DELLE MACERIE

La Germania di Böll è quella delle macerie – significativo il termine Trümmerliteratur, "letteratura delle macerie" –, quella dell’orribile sentore di morte, dello sbandamento e dell’assenza di speranza. È quella dell’anno zero che, per risorgere, tenta il tutto per tutto, persino lo scavalcamento della morale. È quella di Adenauer, accusata di compromessi con gli esponenti del passato regime nazista, cui Böll contrappone l’"altra Germania", pacifista e neutralista. È quella del miracolo economico che lo scrittore vede solo come il trionfo del capitalismo sui deboli. È quella della vittoria socialdemocratica che porta al governo Brandt e poi Schmidt cui Böll, per un certo periodo, accorda la propria fiducia. È quella del terrorismo nei cui confronti lo scrittore assume contestatissimi atteggiamenti, soprattutto allorché si batte per impedire la criminalizzazione dell’estremismo di sinistra

Non c’è dubbio che Heinrich Böll – «il poeta, il pazzo, il predicatore Böll», per dirla col critico Reich Ranicki – sia un artista, anche se sulla sua caratura di scrittore si continua a polemizzare e discutere.

È sufficiente tuttavia ricordarlo come autore di E non disse nemmeno una parola (1953), certamente il suo romanzo più riuscito, o del fortunatissimo Opinioni di un clown (1963), che Famiglia Cristiana pubblicherà assieme al numero 1 del 1998, per poter affermare che la sua figura è di tutto rispetto. Lecito anche definirlo "cronista" della sua Germania – puntiglioso, amaro, disperatamente innamorato – al punto che sarebbe difficile scrivere degli anni che vanno dal 1939 al 1985 senza averne letto romanzi, racconti, radiodrammi e saggi.

"Coscienza della Germania", ha avuto sempre gli occhi rivolti ai vari obiettivi che via via si presentavano: le testate nucleari che la Nato intendeva installare in Germania; i metodi della polizia nei confronti della banda Baader-Meinhof (in seguito Böll prenderà le distanze da quella difesa dei terroristi, che tanta perplessità aveva suscitato); il comportamento politico, a suo parere, errato, delle gerarchie ecclesiastiche, donde il rifiuto di continuare a pagare la tassa per il culto, in quanto non intendeva più far parte della "corporazione" del cattolicesimo tedesco; i rapporti con l’Urss e con gli altri Paesi comunisti, interrotti a causa della protezione da lui accordata ai dissidenti, in primo luogo ad Aleksandr Solzenicyn, ospitato nella propria casa subito dopo l’espulsione dall’Unione Sovietica, nel 1974. Anche dopo il suo rifiuto della "chiesa ufficiale" tedesca, formalizzato da un atto simbolico di abiura, Böll, attraversato dal senso del divino e dalla radicalità rivoluzionaria del Vangelo, interiormente rimase sempre cattolico, anche se di un cattolicesimo "protestante", ribelle e antigerarchico. 

Heinrich Böll nasce a Colonia il 21 dicembre 1917 e muore a Bornheim, presso Bonn, il 16 luglio 1985. Figlio di un falegname, non può terminare gli studi a causa della guerra, cui partecipa per tutta la sua durata. Ferito almeno tre volte, viene fatto prigioniero dagli americani che lo confinano in un campo di concentramento in Francia. Tornato a Colonia nel 1945, lavora come falegname nella bottega del fratello, quindi come impiegato presso il Comune. Sollecitato dalla moglie Annemarie Cech ad assecondare la sua vocazione letteraria, pubblica nel 1947 la prima raccolta di racconti e nel 1949 Il treno era in orario, romanzo tra autobiografia e cronaca dove l’esperienza della guerra è paesaggio interiore, i cui motivi ricorrenti, amore e morte, non l’abbandoneranno più. Il successo è immediato e il conferimento del premio dell’anno da parte del Gruppo 47 per il romanzo Dov’eri, Adamo? ne è la conferma, anche se la consacrazione ufficiale avviene nel 1972 con l’assegnazione del Nobel per la Letteratura.

  

IL ROMANZO / L’amore a termine tra il borghese anticonformista e la ragazza cattolica
  

Perfido, satirico, caricaturale: queste le qualifiche che da sempre accompagnano Opinioni di un clown. La perfidia maggiore è riservata ai cattolici – ma non se ne salvano nemmeno atei, protestanti, socialisti, fascisti, capitalisti e borghesi – resa ancora più acre dal fatto che ad avvalersene sia uno scrittore di estrazione cattolica, anche se dell’originaria fede ha perso smalto e sostanza. Il clown del titolo è il discendente di una famiglia di imprenditori che si è autoemarginato per dimostrare il suo rifiuto del mondo.

Buono e trasparente, ma privo di religiosità, incontra sempre e soltanto cattolici formalisti e ipocriti, tanto da sentirsi autorizzato a concludere che essere cattolico equivale ad essere umanamente deformato. Hans Schnier – questo il suo nome – è innamorato di Maria, ragazza cattolica con la quale, riamato, convive, ormai da sei anni. Ma questa, non volendo più vivere nel disordine morale, pensa di regolarizzare col sacramento cristiano la sua posizione. Hans però rifiuta in quanto non accetta di sottoscrivere l’impegno di educare nella religione cattolica gli eventuali figli.

Maria decide così di sposare il cattolico Züpfner e Hans si convince che, al di sopra della volontà individuale, esistono regole di un ordine superiore cui bisogna sottostare, ma che lui non si sente di accettare. Non gli restano allora che il rimpianto e la speranza di riuscire a commuovere Maria allorché, al suo ritorno dal viaggio di nozze con Züpfner, si farà trovare povero e lacero sui gradini della stazione e canterà per lei, accompagnandosi con la chitarra, le litanie della Madonna che le piacevano tanto.

Così si conclude il romanzo che, dietro le maschere grottesche, vuol essere accusa al neocapitalismo, alla società borghese della Germania e, soprattutto, al perbenismo che, secondo Böll, è soltanto bigottismo ipocrita.

COMINCIA COSÌ. . .

Era già buio quando arrivai a Bonn.
Feci uno sforzo per non dare al mio arrivo quel ritmo di automaticità che si è venuto a creare in cinque anni di continuo viaggiare: scendere le scale della stazione, risalire altre scale, deporre la borsa da viaggio, levare il biglietto dalla tasca del soprabito, consegnare il biglietto, dirigersi verso l’edicola dei giornali, comperare le edizioni della sera, uscire, far cenno a un tassì. Per cinque anni quasi ogni giorno sono partito da qualche luogo e sono arrivato in qualche luogo...

  

UN NARRATORE AMATO DAL CINEMA
   

Scrittore fecondo, anche se di diseguale tenuta artistica, Böll pubblicò molte altre opere, quasi tutte tradotte in italiano. Tra le principali, anzitutto i racconti: Viandante, se giungi a Spa... (1950), Le pecore nere (1951), Tutti i giorni Natale (1952), Casa senza custode (1954), Il pane dei verdi anni (1955), Così fu sera e mattina (1955), La raccolta di silenzi del dottor Murke (1958) e poi i romanzi: Biliardo alle nove e mezzo (1959), Lontano dall’esercito (1963), Termine di un viaggio di servizio (1966), Foto di gruppo con signora (1971), in cui sembrano concentrati tutti i temi di Böll, L’onore perduto di Katharina Blum (1972), un grandissimo successo in cui vengono denunciati i metodi scandalistici della stampa di Springer, Rapporto sui sentimenti politici della nazione (1975), Che cosa faremo di questo ragazzo? (1981), scritto autobiografico sulla propria giovinezza, Il legato (1982) e La ferita (1983), opere giovanili che si credevano perdute, infine i romanzi postumi Donne con paesaggio fluviale (1985), L’angelo nacque, scritto fra il 1949 e il 1951, pubblicato nel 1992, e Il cane pallido (1995). Autore di poesie, raccolte e tradotte in La mia Musa (1974), dev’essere ricordato anche come polemista e saggista. Importanti la Lettera a un giovane cattolico (1961), apparsa in versione italiana nel 1967, Scritti di politica e letteratura 19521976 (1979), nonché La capacità di soffrire. Scritti e discorsi (19831985), a cura di Italo A. Chiusano.

La fama di Böll è da ascriversi certamente alla sua attività di narratore ma, per quanto di minore importanza, si devono ricordare i lavori teatrali, quelli per la radio e la Tv. Partiamo da Un sorso di terra (1962), per proseguire con Al tè del dott. Borsig (1964), Violazione di domicilio e soprattutto Lebbra, del 1969. Molti dei testi televisivi sono raccolti in Meditazioni politiche sulla felicità e La vanità (1973). Tra le versioni cinematografiche di opere di Böll ricordiamo Il pane degli anni verdi (1961) di Herbert Vesely; Machorka-Muff (1963, dalla novella Hauptstädtisches) di Jean-Marie Straub; Non riconciliati (1965, da Biliardo alle nove e mezzo) sempre di Straub, e Il caso Katharina Blum (1975, da L’onore perduto di Katharina Blum) di Volker Schlöndorff e Margarethe Von Trotta.

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