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Nel cammino verso il Grande Giubileo
del Duemila, il 1998 è lAnno dello Spirito Santo.
Allegata ad ogni copia di questo numero, i lettori
troveranno la preghiera scritta appositamente dal Santo
Padre. Di seguito, anche come auspicio e augurio per
lAnno Nuovo, pubblichiamo una intensa meditazione
sulla Terza Persona della Trinità, dettata da monsignor Bruno Forte. Allinizio di questanno a te
dedicato, vorrei parlare di te, Spirito Santo, in modo da
farmi capire da tutti. Devo ammettere che non è facile,
anche perché sembra che tu abbia fatto di tutto per
rimanere nascosto: la stessa parola che usiamo per
nominarti richiama la leggerezza del soffio, la libertà
del vento, qualcosa di inafferrabile e sottile. Se poi
ricorriamo alle figure con cui ti sei manifestato
lombra che copre Maria, la colomba che scende dal
cielo, le lingue di fuoco che si posano sugli Apostoli
nel Cenacolo non ne ricaviamo che sprazzi di luce
su ciò che fai, ma non una comprensione adeguata di chi
tu sei.
Eppure, la tua venuta fra noi è
così importante che Gesù arriva a dire di te parole
forti come queste: «È bene per voi che io me ne vada,
perché, se non me ne vado, non verrà a voi il
Consolatore; ma quando me ne sarò andato, ve lo
manderò» (Gv 16,7). Chi sei, dunque? Te lo chiedo con
le parole di una grande mistica del nostro tempo, Edith
Stein: «Chi sei, luce che mi inondi e rischiari la notte
del mio cuore?... Tu, più vicino a me di me stesso, più
intimo a me dellanima mia?».
Per tentare di dire qualcosa di te
comincio da quanto Gesù ci ha rivelato di Dio: «Dio è
Amore» (1 Gv 4,8.16). Dio non è Amore in un senso
generico, astratto: Dio è il Padre di Gesù, che si è
rivelato come amore proprio perché non ha esitato a
consegnare suo Figlio alla morte per noi. Dio è Colui
che ama da sempre e per sempre, leterno Amante, che
non è mai stanco di cominciare ad amare. Amando da
sempre, prima che il mondo fosse, Dio ha da sempre un
Altro da amare, eterno come lui: leterno Amato, il
Figlio. In Dio dunque cè chi da sempre comincia ad
amare, il Padre, sorgente inesauribile di amore, e
cè chi da sempre accoglie lamore, il Figlio,
gratitudine infinita.
E tu, Spirito dellUno e
dellAltro? Fra lAmante e lAmato tu sei
il vincolo della loro unità, la loro pace, lamore
che ciascuno dei due riceve e dona. Tu sei lAmore
in persona: perciò, quando entri nei nostri cuori, tu li
trasformi da cuori di pietra in cuori di carne e ci
contagi la capacità di amare come mai avremmo potuto.
Per mezzo tuo «lamore di Dio
è stato effuso nei nostri cuori» (Rm 5,5). E questo è
un dono di cui abbiamo immensamente bisogno: in una
società come la nostra dove cè tanta solitudine e
dove lindifferenza crea barriere che sembrano
insormontabili anche fra gente che vive gomito a gomito,
tu sei il Maestro interiore che può produrre il miracolo
dellamore, e trasformare il deserto delle
solitudini nel giardino di un incontro possibile con gli
altri.
Cè però anche un altro
aspetto che la rivelazione del Dio amore ci fa intuire di
te: tu sei il "terzo" nellamore. Tu
spezzi il cerchio di ogni amore che sia chiuso: tu ci fai
capire che «lamore non è stare a guardarsi negli
occhi, ma guardare insieme verso la stessa mèta»
(Antoine de Saint-Exupéry). E questo sin nelle
profondità di Dio: il Padre e il Figlio amandoti escono
da sé, vanno verso lAltro, sono liberi
nellamare. È in questa generosità del loro amore
che cè spazio per la creazione del mondo e per la
nostra salvezza.
Ogni volta che Dio esce da sé lo fa in te,
Spirito di vita: tu aleggiavi sulle acque della prima
creazione, tu scendi sui profeti, tu copri la Vergine
Maria allinizio della nuova creazione, tu riempi il
cuore dei discepoli e formi la Chiesa nel giorno di
Pentecoste. Tu sei la libertà con cui lamore
divino esce da sé per donarsi a tutte le creature.
Tu ci contagi la libertà di amare,
rompendo le difese che le nostre angosce tendono a
costruire sempre di nuovo. Di questa libertà tutti
abbiamo bisogno per uscire dalle nostre chiusure e
scoprire che laltro non è il nemico da combattere,
ma il dono da ricevere. Crescere nellunità con
tutti e nella libertà del cuore, oltre le lacerazioni e
le solitudini, le prigioni e le paure, che ci frenano, mi
sembra allora il senso profondo di un anno a te
consacrato.
Vieni, dunque, Spirito Santo, e
fa che in ciascuno di noi, nella Chiesa che amiamo,
nel tempo complesso che abitiamo, si realizzi la parola
che di te dice lApostolo: «Dovè lo Spirito
del Signore, cè la libertà» (2Cor 3,17).
Bruno Forte
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