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Cultura
di Stefano Stimamiglio - culturafc@stpauls.it


GRANDI EVENTI
UN CD CON UN INTERPRETE D'ECCEZIONE


IL CANTO DI BENEDETTO

L’idea è nata quando all’Angelus il Papa ha intonato, a sorpresa, il Regina Coeli. Un momento di pura emozione, ora a disposizione di tutti, grazie all’apporto di tre grandi musicisti.

Alma Mater. Così, dal nome dell’antico inno medievale (il cui titolo completo è Alma Redemptoris Mater) del monaco Ermanno di Reichenau vissuto nell’XI secolo, si intitola il nuovo album dedicato alla Vergine, che uscirà il 29 novembre e che vede nel "cast" un personaggio veramente d’eccezione: Benedetto XVI.

L’opera, frutto della collaborazione di Multimedia San Paolo, Universal e Radio Vaticana, verrà presentata in Campidoglio a Roma il prossimo 10 novembre. Figlio della scommessa di far sposare modernità e tradizione nel campo musicale, si può dire senza tema di smentita che essa è stata vinta. Alma Mater è infatti un riuscitissimo esperimento, frutto del lavoro di artisti di primissimo piano e nato da un’idea originale del sacerdote paolino don Giulio Neroni. «L’idea mi è venuta come un lampo quando il 1° maggio 2005, in occasione dell’Angelus, il Papa, con grande sorpresa di tutti, ha intonato personalmente l’inno del Regina Coeli, sostituendo di fatto il solista del coro. È stato un momento di grande emozione sentir cantare l’inno direttamente dal Santo Padre, la cui devozione a Maria è nota a tutti», afferma con orgoglio don Giulio.

Una buona idea per coltivare il proprio spirito, dunque, e – perché no? –, un utile strumento per quella che viene chiamata "nuova evangelizzazione", che altro non significa se non dire con i linguaggi di oggi le verità di sempre.

«L’idea», continua il sacerdote, «è stata quella di creare un filo rosso che legasse tra loro vari interventi che il Pontefice ha fatto durante le visite ad alcuni santuari mariani nel corso del suo pontificato, tutte suggestioni che costituiscono delle autentiche "perle di catechesi" e stimoli alla riflessione».

Le parole di Benedetto XVI sono state "catturate" in diverse occasioni, come ad esempio in piazza di Spagna a Roma (8 dicembre 2005), alla Mariensäule, la Colonna della Vergine a Monaco di Baviera (9 settembre 2006), a Lourdes (13 settembre 2008), ad Aparecida, in Brasile, in occasione della V Conferenza generale dell’episcopato latinoamericano e del Caribe (12 maggio 2007).

Un anno di impegnativo lavoro alla fine ha dato il suo frutto. L’album riesce infatti, come detto, a coniugare tradizione e modernità: gli elementi delle composizioni di ognuno degli otto brani sono costituiti, oltre che dagli interventi del Papa in diverse lingue, anche da invocazioni tratte dalle litanie lauretane e da un inno mariano, a eccezione dell’ottavo brano ove ci sono le antifone Suscipe nos e Oremus pro Pontifice. Ecco i sette inni mutuati dalla tradizione popolare: Gaude Virgo, Inviolata, Alma Redemptoris Mater, Magnificat, Ave Mundi Gloria, Ave Regina Coelorum e Regina Coeli.

Il cast comprende musicisti del calibro di Simon Boswell, Stefano Mainetti e Nour Eddine, artisti di fama internazionale che hanno, ognuno con il proprio stile, composto le musiche. La parte corale gregoriana è stata invece affidata all’Accademia filarmonica romana diretta dal maestro Pablo Colino, che ha eseguito le registrazioni delle litanie e degli inni mariani nella cappella Giulia in Vaticano, mentre le parti orchestrali sono state registrate dalla Royal Philarmonic Orchestra negli Abbey Road Studios di Londra.

«Coordinare il progetto non è stato semplice», confida Vincent Messina, che ha seguito la produzione del Cd e che è già stato in passato il curatore di Abbà Pater e Santo subito! «Quando mi è stato proposto di collaborare al progetto», prosegue Messina, «ho sussultato ascoltando gli estratti audio di Benedetto XVI perché ho colto in queste sue parole "dal vivo" una dolcezza straordinaria, è come se cantasse parlando». 

«Mi ha molto colpito, poi», prosegue il produttore, «il ritmo regolare delle litanie lauretane, che mi richiamava molto quello del rap e del reggae, stili musicali molto amati dai giovani. Questo fa di Alma Mater un’opera diretta anche a loro».

La realizzazione dei brani ha richiesto anche un lungo lavoro di casting: «Abbiamo contattato diversi compositori con una grande esperienza nel campo delle colonne sonore. La selezione è caduta su Simon Boswell, Stefano Mainetti, che è cattolico, e Nour Eddine, musulmano, perché, oltre a essere tre grandi artisti, sanno miscelare stili musicali molto diversi tra loro e hanno costituito, nei lunghi giorni di lavoro, un ottimo esempio di come l’arte affratelli uomini di diverse provenienze religiose e differenti culturali».

Stefano Stimamiglio
   
   
FEDI E STILI DIVERSI, MA FASCINO UNICO

Sono tre "prime scelte" nel campo della composizione musicale mondiale. Si tratta di Simon Boswell, Stefano Mainetti e Nour Eddine, i tre artisti che hanno realizzato le musiche originali dell’album Alma Mater.

Boswell, inglese, è un artista poliedrico che ha realizzato in carriera oltre 90 colonne sonore, collaborando tra gli altri anche con Dario Argento (Phenomena). Mainetti è un compositore classico: è sua la colonna sonora della famosa serie televisiva Orgoglio, miglior tema dell’anno per la fiction italiana al Festival di Ravello 2005. Nour Eddine invece è un compositore arabo, originario del Marocco, che vive da molti anni in Italia. Si cimenta principalmente con la musica etnica, soprattutto berbera, ma non disdegna incursioni negli stili più innovativi e moderni del panorama contemporaneo.

Ascoltando i diversi brani di Alma Mater si coglie subito una differenza di stile, che conferisce all’intera opera uno charme del tutto particolare. «È stata una grande emozione per me lavorare in questo progetto», dice con enfasi Boswell, «ricordo con emozione le registrazioni fatte in una basilica di San Pietro completamente vuota. Mi ha molto colpito lavorare su brani dedicati a Maria avendo lì vicino, a due passi, una delle più belle opere a lei dedicate, la Pietà di Michelangelo».

Più "tecnico" il commento di Mainetti: «È stata un’esperienza professionale diversa dalle altre: di solito, infatti, lavoro direttamente sulla sceneggiatura, mentre questa volta la base era costituita dal canto gregoriano del coro dell’Accademia Filarmonica Romana e dalle parole del Papa». Afferma infine Nour Eddine: «Vengo da una famiglia di musicisti e fin da bambino sono stato allevato con una particolare sensibilità artistica. La musica è diventata per me nel tempo un modo singolare per raggiungere Dio e ho scoperto, lavorando a questo progetto, che canto gregoriano e musica araba si sposano molto bene. Così come ho trovato affascinante lavorare su un progetto con persone di religioni differenti. Penso, anzi, che la musica possa essere, soprattutto oggi, un modo davvero unico e straordinario per comunicare tra persone di culture e credo diversi».

S.St.
   

‘‘Sono convinto che la musica sia veramente il linguaggio universale della bellezza, capace di unire fra loro gli uomini di buona volontà su tutta la terra’’

Benedetto XVI


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