Famiglia Cristiana OnLine

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Spettacoli
di Gigi Vesigna


MUSICA
BOCCIATA A SANREMO, IN TESTA ALLE CLASSIFICHE


DOLCENERA
ELIMINATA E CONTENTA


La cantautrice pugliese non ha un buon rapporto con il Festival. Ma il suo sogno è un altro: «Trovare una canzone per Vasco».

«Manu, mi dispiace ma non ce l’hai fatta». L’annuncio è arrivato a sorpresa perché nessuno si aspettava l’eliminazione di Il mio amore unico, la canzone di Dolcenera considerata una delle migliori dalla critica. Lei, che ha cancellato il dark look e il trucco pesante agli occhi trasformandosi in una ragazza acqua e sapone, ha alzato le spalle, respinto un accenno di magone e poi: «Pazienza», ha detto, «mi rifarò con il disco. Ormai è chiaro che Sanremo non mi vuol bene».

Fatalismo? Più facilmente una rapida statistica dei suoi rapporti con il Festival, incominciati alla grande quando, nel 2003, partecipò per la prima volta come nuova proposta, vinse e si impose all’attenzione del pubblico. Per diritto avrebbe dovuto essere promossa tra i big del Festival successivo. «Fu Tony Renis, che era il direttore artistico, a non volermi e così...». Così non partecipasti a uno dei peggiori Festival della storia.

Dolcenera (vero nome Emanuela Trane).
Dolcenera (vero nome Emanuela Trane
- foto La Presse).

«Quindi mi è andata bene?».

Quell’edizione nacque male e finì peggio. Non è un tentativo consolatorio, però, obiettivamente ha ragione Dolcenera quando sospetta che tra lei e Sanremo ci sia una specie di barriera: nel 2006, quando la ammettono tra i big, si presenta con una canzone davvero bella, Com’è straordinaria la vita, che tutti pronosticano vincitrice. Alla fine, invece, vince Povia con Vorrei avere il becco, un risarcimento alla squalifica dell’anno prima quando si scoprì che I bambini fanno oh non era inedita.

Dolcenera non se la prese: «Visto che ero una vincitrice annunciata», commentò, «se fosse successo davvero probabilmente sarei diventata antipatica».

  • Va bene ma poi succede, come quest’anno, che il vincitore annunciato vince davvero…

«Non tirarmi dentro una polemica… Certo che da vincere a essere eliminata… Mi è dispiaciuto perché avevo un vestitino carino per la serata finale».

La rivincita Dolcenera se l’è presa subito: infatti è prima nella classifica delle radio, dove Il mio amore unico, visto che è molto cantabile, si sta imponendo alla grande. E anche l’album Dolcenera nel paese delle meraviglie sta già scalando la hit parade.

  • Toglimi una curiosità: perché dopo la mancata vittoria al Festival di Sanremo del 2006 sei sparita?

«Macché sparita, ho lavorato come una matta, sono diventata testimonial dell’Unicef per la campagna globale "Uniti per i bambini. Uniti contro l’Aids". Sono stata in tournée in tutta Europa, il mio album Un mondo perfetto mi ha "costretta" a replicare la tournée in Germania; ho scritto la colonna sonora di La notte del mio primo amore e di Finché nozze non ci separino, un film francese. Ho persino recitato in Scrivilo sui muri con Cristiana Capotondi. Poi un concerto al Deutsches Theater di Monaco, un altro a Parigi, al Grande Arche de la Defense in occasione dell’assegnazione all’Italia dell’Expo 2015. Ancora, ho aperto i concerti di Zucchero, ho cantato a Monaco all’inaugurazione del Museo del Rock, il più grande del mondo, e lì dentro ci hanno messo anche me… Devo andare avanti?».

  • Però in Italia ti si è vista poco, soprattutto in televisione...

«Chi consuma la musica dal vivo, quella dei grandi concerti, sa bene che non mi sono volatilizzata: in giugno Vasco Rossi mi ha chiamata come supporter ai suoi concerti di Ancona. E io, da incosciente, ho accettato ma ho chiesto di aprire da sola, voce e piano, davanti a una marea di fan che voleva solo Vasco: credevo che mi avrebbero linciata, invece tutti zitti a sentire ma poi, quando ho cominciato col rock e il mio gruppo be’, è stata una grande soddisfazione, tanto che Vasco in persona è venuto a complimentarsi e io, con una faccia di bronzo, gli ho chiesto se se la sarebbe sentita di cantare una canzone scritta da me. "Perché no", mi ha risposto, e mi ha dato anche la sua mail. Di canzoni ne sforno in continuazione: solo l’anno scorso ne ho scritte una settantina. Ma adesso il problema è di trovarne una che gli faccia dire di sì».

Emanuela Trane, vero nome di Dolcenera, è nata a Galatina (Lecce) il 16 maggio 1977. Vive a Firenze, in un piccolo appartamento che ha dovuto far insonorizzare perché i suoi vicini, pur pazienti, cominciavano a dar segni di insofferenza. «Suono di notte, sino alle quattro del mattino, poi mi metto a vedere telefilm, Lost e Dr. House in testa».

  • Quindi non dormi mai?

«Dormo, dormo. Anzi vado in letargo verso l’alba e mi sveglio quando mi sveglio, sempre che non abbia impegni».

È fidanzata da 12 anni con Gigi, un avvocato di cui non rivela mai il cognome. Un giorno della scorsa estate, involontariamente, l’ho sostituito. Ero in vacanza, al cinema, quando ricevo un Sms: «Sto chiamando il pronto intervento», e sul display mi appare il nome di Dolcenera. Chiamo e sento un trambusto, poi cade la linea.

Ora il mistero è chiarito. Lei non si ricorda del messaggino ma io l’ho conservato e allora le viene in mente: le si era rotta la caldaia e la casa si stava allagando, ma non ero io il Gigi che cercava.

  • Qual è il sogno che vorresti realizzare adesso, subito?

«Trovare la canzone giusta e avere il coraggio di spedirla a Vasco: magari lui mi vuol più bene di Sanremo!».

Gigi Vesigna
   
   
E LE CLASSIFICHE DICONO CHE...

1 SINCERITÀ
Arisa - (Warner Bros) W.M.I.

2 BROKEN STRINGS
James Morrison - (Polydor) Universal

3 LUCA ERA GAY
Povia - (Sound Spettacoli) W.M.I.

4 LA FORZA MIA
Marco Carta - (Atlantic) W.M.I.

5 IL MIO AMORE UNICO
Dolcenera - (Columbia) Sony Music

6 VIVI PER MIRACOLO
Gemelli Diversi - (RCA) Sony BMG

7 MERAVIGLIOSO
Negramaro - (Sugar) W.M.I.

8 BIANCANEVE
Alexia & Mario Lavezzi - (Lungomare)

9 THIS IS THE LIFE
Amy MacDonald - (Mercury) Universal

10 COME IN OGNI ORA
Karima - (Columbia/Di and Gi) Sony Music

Fonte: Musica e Dischi
  

Basta un’occhiata alle classifiche per dedurre che il Festival di quest’anno ha funzionato come vetrina di nuove canzoni e un po’ meno come traino di progetti a più ampio respiro (in quella degli album, a parte la compilation, solo Carta è nella top-ten). È ancora presto, ma qualcosa si può già azzardare. Non tanto sulla "tenuta" delle canzoni quanto su quella di alcuni personaggi.

I plebiscitari consensi su Arisa han trovato conferma anche sui mercati grazie alla sua simpatia e originalità. Una genuinità assai lontana dai cliché sanremesi, e il fatto che il suo singolo stia surclassando quello di Carta dovrebbe far riflettere molti addetti ai lavori. Idem dicasi per gli esiti del brano di Povia, oggetto da settimane di attacchi francamente sproporzionati e talvolta anche pretestuosi. Il futuro ci dirà di più e meglio chi ha davvero vinto o perso questo 59° Sanremo, e soprattutto se si sia trattato di una vera risurrezione o solo di un inutile accanimento terapeutico.

Franz Coriasco


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