Famiglia Cristiana OnLine

Sommario.

 

 

Attenti alle droghe

«Genitori, non fate finta
di niente»

  Ma l'uso di droghe
non è mai "banale"

Informazioni e indirizzi

 
Speciale.
di Renata Maderna


INSERTO SPECIALE
LA PAROLA AI GENITORI


NON "GENDARMI", MA SEMPRE PRESENTI

Vanno costruiti legami saldi e profondi con i figli, per aiutarli in questa età di forti turbolenze. Sembra difficile, ma è assolutamente necessario.

Le immagini sono sotto gli occhi di tutti: il gruppo di adolescenti che stipa di grandi alcolici il carrello del supermercato, i poliziotti che conducono i cani ad annusare i ragazzini in attesa di entrare nella scuola media, e quelle fanciulle, raccontate dalle notizie quotidiane, a cui un non meglio precisato amico ha fatto provare una delle tante sostanze in grado di renderle arrendevoli.

Volti sorridenti, imbronciati oppure scostanti. In ogni caso, dietro a quegli occhi si stanno svolgendo fantastici e misteriosi mutamenti di tipo neurobiologico, delicati processi di maturazione cellulare, di interconnessione tra mattoni cerebrali, in frenetica opera creativa nell’affascinante stagione in cui si diventa uomini e donne.

È terribile sentire descrivere come tutto questo brulicare operoso che avviene nella mente di chi sta crescendo possa essere danneggiato e arrestato dall’effetto delle droghe che sempre più entrano nella vita dei ragazzi: i componenti delle sostanze intossicano il cervello, ne modificano il funzionamento biochimico, ne distorcono i processi di comunicazione tra neuroni...

A mettere in guardia in questa direzione, oltre ai dati molto chiari delle più recenti indagini riportati in queste pagine, sono anche le parole di Antonello Vanni, educatore, insegnante e autore di Adolescenti tra dipendenze e libertà, scritto per la San Paolo (per cui ha curato anche la documentazione scientifica di un altro testo basilare, Cannabis. Come perdere la testa e anche la vita di Claudio Risé). Il suo è un richiamo alla «necessità di un ritorno responsabile e competente da parte degli adulti a fianco degli adolescenti, in una delicata fase dell’esistenza in cui la capacità di scelta dei propri percorsi, come a un bivio, può diventare decisiva per l’intero progetto di vita». Le sue pagine, da cui ha preso le mosse questo dossier, hanno tra l’altro il pregio di non aggirare un dissidio comune a tante mamme e papà: come conciliare la responsabilità con la libertà dei figli, la competenza e l’attenzione con le richieste di indipendenza?

Anzi, lo affrontano di petto prendendo in considerazione proprio le domande dei genitori: come accorgersi che qualcosa non va? Come affrontare certi discorsi con i figli? Come essere credibili quando si danno regole e consigli che in prima persona non si sono seguiti? «A tutti questi interrogativi», spiega Vanni, «si aggiunge la consapevolezza del non essere più, in questa fase di vita dei ragazzi, le uniche figure che possono influenzare i loro comportamenti. Ma, come invitano a fare i risultati di molte ricerche purtroppo di frequente sconosciute in Italia, è decisivo che i genitori non si arrendano di fronte a dubbi e difficoltà. Troppo spesso noi insegnanti rileviamo l’assenza degli adulti, la cui attenta presenza invece potrebbe fare la differenza in quei bivi tra una strada rischiosa e una costruttiva. Presenza e attenzione che, si badi bene, dovrebbero essere messe in campo da noi insegnanti».

Il monitoraggio e la supervisione

Molte delle ricerche riportate nel libro di Vanni, che non ha figli, ma come dice lui «è una sorta di padre dei suoi 420 allievi», mettono in luce la correlazione stretta tra atteggiamenti dei genitori e prevenzione alle dipendenze: il monitoraggio e la supervisione che padri e madri hanno il dovere di esercitare sui tempi, gli spazi e le compagnie frequentate dai figli. «Non per fare i gendarmi, ma per essere presenti, per esprimere in modo valido lodi e apprezzamenti, per stabilire legami saldi, mantenendo un atteggiamento educativo fiducioso e ottimistico. Tutti i ragazzi si aspettano che i loro genitori svolgano un ruolo chiave nella loro vita, che madri e padri si pongano come guide sicure e che gli adulti siano fonti di aiuto e di consigli. Consigli che, nonostante l'apparente disinteresse, vengono presto o tardi sempre recepiti».

Renata Maderna
   
   
Qualche consiglio per mamme e papà

Osservate i cambiamenti

Vanno esaminati con attenzione alcuni segnali indicanti che nella vita dei ragazzi c è qualcosa che non va. In particolare i cambiamenti inattesi:

> un peggioramento nell’andamento scolastico

> assenze e ritardi poco giustificati

> difficoltà nel rapporto con gli insegnanti

> richieste ripetute di colloqui da parte dei docenti

> inaspettati e frequenti esiti negativi o, addirittura, bocciature

> perdita di motivazione allo studio

> intensificazione di richieste eccessive e continue di privacy, uso di incensi, deodoranti per nascondere altri odori

> cambiamenti nello stile di conversazione con gli amici (aumento della segretezza, uso di parole in codice...)

> frequentazioni di nuovi amici poco noti

> comparsa di abbigliamento o accessori che testimoniano simpatia verso il mondo della droga (braccialetti, magliette con la foglia di marijuana)

> aumento insolito delle richieste di soldi o prestiti

> comparsa di strumenti per il fumo (cartine da tabacco, pipe, filtri...)

> inusuale comparsa di prodotti inalabili e accessori correlati (solventi, colle, lacche...)

> aumento d’uso di colluttorio o di caramelle balsamiche

> scomparsa di determinate medicine dalla farmacia di casa, in particolare psicofarmaci
   

Non siate impreparati

Tutti gli studi affermano che l intervento contro la droga è più efficace quanto prima avviene la scoperta. Per questo motivo occorre:

> essere informati su questi argomenti per conoscerne la realtà prima di un possibile coinvolgimento diretto

> informarsi sulle sostanze più note, i loro nomi, nomignoli e i rischi connessi

> non sottovalutare il consumo di sostanze legali, come le sigarette e l’alcol

>notare sbalzi d umore, irritabilità, apatia, depressione, eccitazione, ansia, ostilità o rabbia

> farsi insospettire dalla tendenza a eludere le domande riguardanti i luoghi e gli amici frequentati e a evitare vecchi, buoni amici

> non sottovalutare le frequenti bugie e l’impulso a frugare negli oggetti altrui fino a rubare

> rilevare la perdita di motivazione e interesse rispetto alle precedenti abitudini o alle attività gradite sino a quel momento

> allarmarsi per il continuo isolamento dalla vita familiare ma anche dalla relazione con i compagni di scuola

> rilevare con attenzione sonnolenza e rallentamento fisico, difficoltà ad addormentarsi, iperattività, tremori, agitazione e nervosismo

> prestare attenzione agli occhi, per notare se sono sempre rossi o con le pupille dilatate, e anche al modo di parlare che diventa confuso


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