Famiglia Cristiana OnLine

Sommario.

 


 L'altra vacanza

 Come tenere il cervello "aperto per ferie"

Tutte le proposte per una "Vacanza dello spirito" 2008

 
Attualità.
di Giulia Cerqueti


INCHIESTA
UNA GIORNATA NEL RIFUGIO PER FAMIGLIE DI DOUES, IN VAL D’AOSTA


QUELLA "CASA SERENA"
TRA NATURA AMICI E AMORI


Per Flavio Giacosa, che la gestisce, è puro volontariato. Ma è anche una grande passione di ricordi e spiritualità.

Flavio Giacosa non ama parlare troppo di sé. Un po’ per riservatezza torinese; ancora più per spirito di umiltà. Eppure, la sua vita è una storia. Quella di Casa Serena a Doues (Aosta), la Casa per ferie del Centro turistico giovanile (Ctg) che dipende dal Comitato provinciale di Torino. Per Flavio, 52 anni, è puro volontariato, una passione. La sua storia nel Ctg comincia all’età di 15 anni: «Chiesero a mia madre se voleva occuparsi di gestire la Casa per ferie di Cogne. Da allora ho trascorso lì 33 intere estati». Il punto di non ritorno arriva a 18 anni: «Quell’anno, per un problema familiare, mi ritrovai da solo a gestire la Casa per ferie. Ero un ragazzo con una responsabilità enorme. All’improvviso diventai adulto».

Cinque anni fa la Casa di Lillaz si è trasferita a Doues, tra la Valpelline e la Valle del Gran San Bernardo: 400 abitanti e 2.500 mucche, vocazione agricola e un posto d’onore nella produzione della fontina. Meta turistica più tranquilla; un enorme calore umano tra la gente.

Un luogo ricco di storia, ai piedi del Colle del Gran San Bernardo, vicino alla diga di Place-Moulin: da questa zona, si racconta, nel XVI secolo Calvino scappò in Svizzera, quando la Valle d’Aosta decise di rimanere fedele alla Chiesa cattolica. La Svizzera è lì, a pochi passi. Un tempo gli abitanti della zona la raggiungevano a piedi, in quattro ore di cammino. Proprio per la vicinanza al confine, questa era regione di contrabbandieri, soprattutto di sigarette.

Flavio è un fiume in piena di iniziative. Le foto all’ingresso della Casa testimoniano il passaggio dei tanti personaggi che hanno tenuto qui conferenze, da Luciano Violante al sindaco di Torino, Sergio Chiamparino. Per questa estate è in programma un incontro con la figlia di Aldo Moro, Agnese (il 18 luglio). «Ogni estate proponiamo almeno un paio di conferenze "importanti", poi due incontri settimanali a livello locale». Ogni sera, alle 18.30, la Messa. «Ho varie idee in testa: un festival della canzone d’autore e un laboratorio di inglese e matematica per ragazzi».

Nel giro di pochi anni Casa Serena – circa 50 posti letto – è diventata un punto di riferimento per Doues, coinvolgendo le istituzioni. Flavio, qui, è amico di tutti. A partire dal sindaco Eugenio Isabel. E Lorenzo Abram, sei figli (una, Denise, lavora nella Casa) e dodici nipoti, memoria storica di Doues: a Casa Serena si racconta di quando, nel 1943, Abram – allora undicenne – aiutò Luigi Einaudi a fuggire in Svizzera e il futuro presidente d’Italia gli regalò una moneta per comprarsi un orologio.

Poi, padre Francis Darbellay, priore svizzero della Casa ospitaliera di Château Verdun sopra a Doues: qui un tempo si producevano i viveri per rifornire la Casa dei canonici del Colle del Gran San Bernardo, che aiutavano i viandanti a passare il valico. Poi, con il traforo nel 1964, il modo di viaggiare è cambiato, così anche la loro missione.

Ospiti da tutta l’Italia

Gli ospiti di Casa Serena vengono da tutta Italia: da Napoli, Milano, dalla Sicilia. Si comincia a giugno-luglio con i giovani; ad agosto è la volta delle famiglie, spesso organizzate in gruppi parrocchiali. La Casa è aperta tutta l’estate, su richiesta tra Natale e Capodanno. E poi ci sono i fedelissimi, i soci storici del Ctg che, sfidando il tempo inclemente, sono arrivati da Torino per un week-end di inizio giugno. Seduti nel cortile davanti alla Casa raccontano dei vecchi tempi, le prime vacanze e gli amori sbocciati nel Ctg. Come quello tra Massimiliano Lano e sua moglie Carla: «Ci siamo conosciuti nell’estate ’64 in una Casa per ferie a Cervinia; siamo sposati da 42 anni». Ricordano quelli che cominciarono l’avventura, da Emilio Chiara a Romano Giacosa a Roberto Garavini. E poi le Feste della neve, quando si portavano i ragazzi in pullman nelle località alpine per una giornata di gare di sci e pupazzi di neve. «Negli anni ’60-70 molti non avevano l’auto», ricorda Vincenzo Ferraro, «e il turismo individuale non era ancora sviluppato». Ctg significava comunità, accoglienza. «Io sono calabrese; arrivai a Torino per lavoro a 27 anni. Erano tempi duri per gli emigrati. Al Ctg ho trovato una famiglia».

Giulia Cerqueti
   
   
BIBBIA, ARTE, SAN PAOLO: ECCO LE OFFERTE

Si va da Alba, in Piemonte, fino ad Alghero, in Sardegna, da Selva di Val Gardena (in provincia di Bolzano) a Gioiosa Marea (nel Messinese), passando per molte località dell’Umbria e della Toscana, tradizionalmente legate a esperienze di fede e di spiritualità, ma anche a quei punti di riferimento sul territorio che sono Congregazioni e Ordini religiosi: Gesuiti, Francescani, Benedettini, Domenicani, Salesiani, Paolini offrono accoglienza nelle loro strutture venendo incontro alle molteplici esigenze e richieste di approfondimento, in ambienti sereni e spesso paesaggisticamente suggestivi. Ma ci sono anche diocesi, organismi ecclesiali e associazioni che si mettono a disposizione per chi vuole valorizzare il suo tempo libero per crescere nello spirito.

I Paolini, per esempio, in occasione dell’Anno dedicato a san Paolo, offrono numerose opportunità soprattutto per far accostare i giovani alla figura dell’Apostolo delle genti e al fondatore della Famiglia Paolina, don Giacomo Alberione. Nei centri legati alla tradizione monastica, da Camaldoli (Arezzo) a Vallombrosa (Firenze), è un fiorire di corsi biblici, sulla liturgia, l’iconografia e il canto. La Sacra Scrittura è la preoccupazione dell’Associazione biblica italiana (Abi) che propone corsi da Ariccia (Roma) ad Alghero (Sassari) e alla Verna (Arezzo). Variegata è l’offerta dei padri Gesuiti, che spaziano dai corsi su tematiche di spiritualità familiare a temi che riguardano la politica e l’educazione alla legalità.

Semmai, rispetto al passato, la novità è che oggi le comunità religiose dimostrano grande apertura e disponibilità all’accoglienza, non solo verso i giovani che sono in ricerca vocazionale, ma anche verso tutto il nucleo familiare, permettendo di attingere alla ricchezza di spiritualità custodita tra le mura di conventi, abbazie e monasteri, con la possibilità di partecipare in parte o in toto alla vita quotidiana dei religiosi.

Le proposte che sono giunte al giornale sono tantissime e le elenchiamo in "Cara Famiglia", a partire dalla pagina 141. Vale la pena dargli un’occhiata. Ma terremo aggiornato l’elenco anche sul nostro sito. 

g.t.


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