Famiglia Cristiana OnLine

Sommario.

 


 Come tenere il cervello "aperto per ferie"

Quella "Casa Serena" tra natura amici e amori

Tutte le proposte per una "Vacanza dello spirito" 2008

 
Attualità.
di Alberto Chiara


INCHIESTA
UNA GUIDA PER VIVERE LE PROPRIE FERIE IN MODO INTELLIGENTE, TRA RELAX E IMPEGNO


L’ALTRA VACANZA

Al mare, in collina, al lago o ai monti, ecco come trasformare un periodo di riposo in un’esperienza di ricreazione che rigenera il corpo, la mente e l’anima.

Più corte. Possibilmente ripetute. Con l’occhio fisso sui prezzi, va da sé. Ma con l’accresciuto desiderio – ed è qui semmai la novità – di fare il pieno di conoscenze e non soltanto di assolato relax.

Vacanze 2008, si comincia. Da un lato le famiglie, e all’interno di esse in primo luogo i giovani. Dall’altro l’industria turistica, uno dei principali pilastri economici del Belpaese con le sue 400 mila imprese (dagli alberghi alle agenzie di viaggio), con le sue schiere di addetti (sono complessivamente 2 milioni) e con un ragguardevole volume d’affari, pari al 12 per cento del Pil italiano. Nel mezzo, però, c’è un dato che fa riflettere e, al tempo stesso, inquieta: un italiano su due se ne starà a casa, dicono i sondaggi fin qui realizzati.

«Dal 2002 giochiamo in difesa», ammette Giovanni Bastianelli, coordinatore nazionale di Confturismo. «Da allora, complici le aumentate difficoltà economiche, è già tanto se d’estate si mantengono le posizioni. Archiviata la villeggiatura (solo un ristrettissimo numero di persone può permettere alla propria moglie e ai propri figli un mese, se non due, al mare, al lago o in montagna), si fanno i conti con vacanze-spot, lunghe in media una settimana».

Il Paese appare spaccato. Questa volta, sia chiaro, per necessità (chiamasi crisi economica o sindrome da quarta settimana), e non per inguaribile vocazione al litigio. «Stando alle rilevazioni più recenti, realizzate nella seconda metà del maggio scorso, quest’estate dovrebbero andare in vacanza (dormendo almeno una notte fuori) circa 23 milioni di italiani, il che significa il 49,1 per cento della popolazione maggiorenne», spiega Bastianelli. «Quasi 21,4 milioni di connazionali non si muoveranno dalla propria abitazione (45,2 per cento). O non lo faranno tra giugno e settembre. Al momento della ricerca, gli indecisi rappresentavano il 5,7 per cento del totale, quasi 3 milioni di italiani sopra i 18 anni. Tra coloro che faranno vacanza, il 70,2 per cento resterà in Italia».

Tabella. Fonte: Federalberghi/ Dinamiche.
Fonte: Federalberghi/ Dinamiche

Alcune tendenze rimangono invariate: la spiaggia batte il sentiero alpino e agosto è il mese più gettonato. Tuttavia qualcosa cambia. «Tra le modalità di prenotazione, ad esempio, Internet (24,3 per cento) balza in testa», sottolinea Bastianelli. «Proprio perché i soldi in tasca diminuiscono, poi, si è più attenti alle proposte. Tra una località che offre il bel mare e basta e un’altra che propone il bel mare accanto a una o più escursioni, a uno o più appuntamenti di varia natura (dal folclore alla mostra d’arte), si sceglie la seconda. Cultura, ecologia ed enogastronomia contano sempre di più quando gli italiani devono decidere dove andare in vacanza. Un peso specifico crescente ce l’hanno, infine, anche i luoghi dello spirito, dai monasteri alla Via Francigena».

L’offerta è ricca e variegata, come provano gli articoli e le segnalazioni pubblicati nelle pagine seguenti. Volendo aggiungere tre ulteriori esempi conviene ricordare il continuo fiorire, in Terra Santa, di campi di lavoro, di pellegrinaggi di giustizia, di itinerari studiati appositamente per incontrare persone e culture oltreché per visitare monumenti e luoghi santi, un modo per facilitare l’incontro tra turisti-pellegrini con la locale società civile, fatta di ebrei, musulmani e cristiani. Così come giova ancora dire che l’antica certosa di Pesio (Cuneo), tra il 18 e il 22 agosto, accoglierà intere famiglie, bambini inclusi, per un periodo di ritiro o che l’ex forte militare di Santa Chiara, a quota 1.513 metri, in quel di Giaglione, sopra Susa, provincia di Torino, tornerà a risuonare di canti, preghiere, riflessioni e risate dei ragazzi che saliranno lassù, a turno, per le "settimane dello spirito", dal 22 giugno fino alla fine di agosto.

«È la vacanza che veramente si fa momento di ri-creazione, ovvero che rigenera il corpo, certo, ma anche l’anima», commenta Maria Pia Bertolucci, una dinamica imprenditrice toscana di 47 anni, che impiega il proprio tempo libero per organizzare il tempo libero altrui e che nel 2006 è stata eletta presidente nazionale del Centro turistico giovanile (la sigla è Ctg).

«Nata a Torino nel 1949, in seno all’Azione cattolica, l’associazione s’è presto radicata in tutta Italia con l’obiettivo di educare al turismo responsabile, coltivando la curiosità, che ci rende investigatori di bellezza, e la gioia che ci dà il gusto della scoperta. Oggi contiamo 30 mila soci, attivi in 180 gruppi. Sin dai suoi esordi, il Ctg ha puntato molto sulle case per ferie: attualmente, nelle varie regioni, ne esistono circa 3.000; di esse, 160 sono collegate con noi».

Le differenze tra le case per ferie e gli alberghi partono indubbiamente dal prezzo («Nelle nostre strutture si pagano mediamente 50 euro al giorno, anche a Ferragosto», assicura la Bertolucci), per arrivare soprattutto al clima d’accoglienza e ai programmi di iniziative culturali e religiose. «Si va dalla Valle d’Aosta e dal Trentino fino alla Sicilia e alla Sardegna», conclude Maria Pia Bertolucci. «Nel nostro sito (www.ctg.it) c’è l’elenco ragionato di tutte le case per ferie, che spesso si prestano anche a vacanze solidali: penso all’esperienza che facciamo ad Antignano (in provincia di Livorno) per bambini di famiglie meno abbienti».

Alberto Chiara

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