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Attualità.
di Emilia Patruno


SALUTE
I CONSIGLI DELL'ESPERTO PER EVITARE PROBLEMI DI VISTA


UN’OCCHIATA AGLI OCCHI

Non trascurate i fastidi comuni, che possono nascondere disturbi più seri, dice l’oftalmologa. Secchezza, bruciore, affaticamento: per vedere bene, fatevi vedere. Dal medico.

La dottoressa Letizia Mansutti, oftalmologa a Milano, dice che la cosa più importante è non sottovalutare i fastidi comuni agli occhi: «Affaticamento, secchezza, bruciore, lacrimazione, occhi rossi, congiuntivite, calo visivo, visione distorta, mosche volanti e lampi di luce».

Con gli occhi non si scherza, e anche i fastidi comuni non vanno presi sottogamba: il controllo è d’obbligo. L’affaticamento visivo, per esempio, può derivare da un difetto ipermetropico, che implica uno sforzo esagerato dei muscoli della messa a fuoco (accomodazione), o da un’insufficiente capacità di convergenza degli occhi durante la visione da vicino. Spesso è accompagnato da cefalea o sfuocamenti durante la lettura prolungata.

L’occhio secco deriva da uno squilibrio tra la componente acquosa e quella grassa delle lacrime. A volte la causa può essere una malattia sistemica. La terapia consiste nell’uso di lacrime artificiali (colliri lubrificanti). Se il film lacrimale non è sufficiente, la cornea ne risente e si irrita fino a danneggiarsi (epiteliopatia). Quando la cornea diventa così sofferente, è necessario aiutare la sua superficie a rimarginarsi, pena gravi conseguenze.

Corpi estranei e bruciori

Il deficit lacrimale può essere favorito da alcuni farmaci o dall’uso di lenti a contatto e diventare un problema in chi presenta un’insufficienza lacrimale anche lieve. I disturbi si accentuano ancor più davanti al video, perché la situazione di concentrazione da vicino fa diminuire la frequenza dei battiti palpebrali e di conseguenza la diffusione delle lacrime.

Quando si ha la sensazione di corpo estraneo o bruciore, e non si ha arrossamento o questo è molto lieve, è facile che si tratti di una reale presenza di corpo estraneo nell’occhio, di congiuntivite allergica o di occhio secco. «In questi casi solo l’oculista è in grado di formulare la diagnosi e prescrivere la terapia», spiega la dottoressa Mansutti.

E quando l’occhio lacrima? «Se c’è anche bruciore, o sembra di avere qualcosa di estraneo, si tratta sempre di irritazione dell’occhio (congiuntivite, occhio secco, cheratopatia da lenti a contatto, glaucoma acuto, uveite). Quando è un semplice fastidio che obbliga ad asciugare frequentemente gli occhi, può indicare un’ostruzione delle vie lacrimali. Il problema può essere risolto almeno temporaneamente dall’oculista con una procedura indolore: il lavaggio delle vie lacrimali».

Se l’occhio si arrossa in un settore ma senza dare fastidio, «significa che si è rotto un capillare della congiuntiva, con conseguente travaso di sangue (emorragia sottocongiuntivale). Il suo riassorbimento richiede qualche giorno. Può essere la conseguenza di uno sfregamento, di un colpo d’aria o di una particolare fragilità dei vasi dell’occhio. Se si ripete può essere un campanello d’allarme per un problema circolatorio e allora è opportuno eseguire ulteriori accertamenti. Quando l’arrossamento congiuntivale è accompagnato da bruciore o dolore, di solito si tratta di una congiuntivite», cioè l’infiammazione della congiuntiva, che diventa arrossata e s’ispessisce, producendo a volte secrezione. Di solito la congiuntivite è infettiva o allergica. I sintomi sono spesso simili: fastidio alla luce, bruciore, lacrimazione e arrossamento, con eventuale edema congiuntivale e palpebrale.

Nel caso di infezione l’arrossamento può essere maggiore, si può avere secrezione densa (giallastra) o schiumosa (trasparente) e leggero dolore. La terapia è diversa nel caso di infezione virale, batterica o di allergia. La cura efficace per una forma può peggiorarne un’altra, e anche in questo caso la diagnosi deve essere fatta dal medico.

Nelle congiuntiviti croniche, la diagnosi può essere ancora più difficile e richiedere esami particolari. E se ci sono improvvisi peggioramenti della vista? «A volte una presbiopia o un progressivo peggioramento della vista per la cataratta possono essere percepiti come cali di vista improvvisi. In realtà il fenomeno è lento, ma l’occhio tenta di reagire adattandosi al disturbo fino a quando non ce la fa più e si scompensa. Diverso è il caso di una perdita di vista completa, in parte o in tutto il campo visivo, che spesso è sintomo di un distacco di retina, da operare urgentemente. Altre volte una cecità più o meno completa può essere causata da una trombosi dei vasi retinici. Quando il calo visivo improvviso è accompagnato da dolore la causa può essere un’infiammazione del nervo ottico o un improvviso rialzo della pressione dell’occhio, vere e proprie emergenze oculistiche in cui l’intervento del medico può essere risolutivo solo entro le prime ore dall’episodio acuto».

Mosche volanti e lampi luminosi

«Se si vede storto o doppio», continua Letizia Mansutti, «solitamente si tratta di un difetto nella correzione ottica o di alterazione della macula, con deformazione delle immagini. Nel primo caso si risolve adeguando la prescrizione ottica. La maculopatia necessita di essere rapidamente valutata dall’oculista per gli opportuni provvedimenti terapeutici (eventuale laser). A volte capita di vedere filamenti scuri o piccole macchie che si muovono con i movimenti degli occhi (mosche volanti). La causa è un’alterazione della consistenza della gelatina nell’occhio (corpo vitreo), che può staccarsi dalla retina. Nel 15 per cento dei casi circa la retina si può rompere. Se sono sintomi improvvisi, bisogna andare con urgenza dall’oculista. I lampi luminosi (fosfeni) si verificano in un solo occhio e durano una frazione di secondo. Ciò li distingue dai lampi di luce tipici dell’emicrania oftalmica, i quali appaiono come linee frastagliate».

Emilia Patruno
   
   
E CON LE LENTI A CONTATTO FATE COSÌ

Avete fastidi con le lenti a contatto? Ecco i consigli della Soi, Società oftalmologica italiana.

Togliere le lenti almeno un’ora prima di andare a letto. Fare riposare l’occhio durante la giornata per almeno un’ora. Non portare le lenti per periodi lunghi. Fare un controllo ogni 6-12 mesi. Sostituire le lenti "usa e getta" tassativamente entro il numero di giorni riportato sulle confezioni per evitare infezioni. Non applicare mai le lenti in caso di congiuntivite, cheratite o anomalie nella produzione delle lacrime o alterazioni palpebrali. Svolgere le manovre di inserimento della lente sull’occhio non in modo frettoloso o maldestro, perché potrebbero provocarsi delle piccole abrasioni corneali. Lavarsi le mani prima di maneggiare le lenti. Applicare le lenti sempre pulite. Disinfettare e pulire le lenti ogni volta che vengono tolte.

Detergere sempre le lenti strofinandole leggermente tra le dita con i liquidi consigliati. Non usare saliva o acqua di rubinetto per pulirle. Non riutilizzare la soluzione conservante, e accertarsi che le soluzioni non siano scadute. Lasciare asciugare il portalenti all’aria dopo averlo lavato, pulirlo settimanalmente all’interno e all’esterno con una soluzione detergente per lenti, e sostituirlo ogni 3-6 mesi. Preferibilmente, utilizzare soluzioni uniche per la disinfezione. Per qualsiasi sintomo strano o inusuale, consultare un oculista.


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