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Spettacoli.
di Gigi Vesigna


MUSICA
IN UN TRIPLO COFANETTO I BRANI PIÙ BELLI DEL CANTANTE DI MONGHIDORO


TUTTO MORANDI
 MINUTO PER MINUTO

Si intitola Grazie a tutti e contiene 48 canzoni presentate in ordine cronologico, da Andavo a 100 all’ora a Stringimi le mani. «Il successo? Lo devo al mio pubblico», dice lui.

La fila alla posta è lunghissima: la gente mugugna, tasse da pagare, multe che si moltiplicano in un impressionante crescendo.

La signora davanti a me sta leggendo un opuscolo che, mi accorgo, anche altri in fila stanno sfogliando. Dò un’occhiata in giro e, in un contenitore, scopro l’oggetto del desiderio: un depliant che presenta, proprio in questo ufficio, che non è certo un negozio di dischi, la prima grande raccolta proposta per le feste da Gianni Morandi.

Sono tre cd che si possono avere a un prezzo davvero interessante: 24,90 euro. Il titolo è Grazie a tutti: il triplo album comprende 48 successi di Gianni per circa tre ore di musica. Si parte da Andavo a 100 all’ora, pubblicata nel 1962, e si continua con una serie di canzoni che hanno segnato la nostra vita e il nostro costume negli anni Sessanta.

Quegli anni furono davvero "favolosi" anche per Gianni, che pubblicò a raffica Fatti mandare dalla mamma, In ginocchio da te, Non son degno di te e altri dieci "hit" della musica leggera, tra cui C’era un ragazzo, Scende la pioggia, Occhi di ragazza e quel Un mondo d’amore che Morandi ripropone qui in una versione impreziosita dalla partecipazione di Claudio Baglioni.

Il cofanetto, in ordine cronologico, tocca anche il periodo in cui la stella di Gianni sembrava essersi appannata per sempre, con un paio di canzoni: Il mondo cambierà e Il mondo di frutta candita. Poi la "resurrezione" degli anni Ottanta, Canzoni stonate, La mia nemica amatissima, Uno su mille, decisamente autobiografica, Si può dare di più, che stravinse il Festival di Sanremo, sino all’oggi, che Gianni celebra con un inedito pezzo che, già al primo ascolto ti resta addosso. Si intitola Stringimi le mani, un invito a non aver paura e affidarsi a qualcuno che sappia comprenderti, aiutarti, ridarti la fiducia nella vita.

Gianni Morandi durante un concerto.
Gianni Morandi durante un concerto
(foto La Presse).

Confesso che, quando mi era stata anticipata l’uscita di questo triplo album di Gianni, qualche perplessità l’avevo avuta: l’anno appena trascorso l’industria del disco, più in crisi che mai, ha rovesciato sul mercato delle feste decine di raccolte, una quantità di "il meglio di…". Insomma, una specie di inflazione di mercato che poteva anche essere fatale all’iniziativa di Morandi. Il quale, a mio parere, ha avuto l’idea vincente di proporre la sua lunga carriera in modo cronologico fornendoci praticamente una macchina dei ricordi.

Il segreto del successo

Gianni è raggiante: «Grazie a tutti», ripete, «perché se sono arrivato dove sono lo devo a moltissime persone, alla mia famiglia, e agli amici che mi sono stati vicini. Il successo è una situazione preziosa e privilegiata che può dipendere molto dal carattere, dalla personalità di un artista, ma ancora di più da tutte quelle persone che gli sono a fianco. A cominciare, soprattutto, dai fan e dal pubblico, che mi ha sempre seguito e al quale spero possa piacere questa mia nuova produzione».

Gianluigi Morandi, nato nel 1943 a Monghidoro, un paesino sull’Appennino non lontano da Bologna (dove oggi vive abitualmente) ha percorso con me, sia pure su strade diverse, che però spessissimo si sono incrociate, circa quarant’anni di vita.

Lui faceva carriera e io, da cronista, la raccontavo: abbiamo avuto momenti di grande, sincero feeling. Praticamente gli sono stato vicino quando ha fatto il giuramento militare ad Arma di Taggia, quando ha conosciuto Laura Efrikian, o quando, militare a Pavia, lo andavo a prendere su una Seicento, lui scavalcava il muro della caserma e arrivavamo a Milano, alla Rai, dove si incideva una trasmissione che si chiamava Partita doppia e consisteva in "lezioni di musica classica" tenute da Gianni, l’idolo assoluto del mondo dell’altra musica, quella leggera.

Papà Renato, ciabattino, e mamma Clara, stiratrice, erano diventati, nei suoi racconti, quasi miei parenti. Mi confessò che il padre lo "obbligava" a leggere Due passi avanti e uno indietro di Lenin, Il Capitale di Marx e I quaderni dal carcere di Antonio Gramsci, e che il suo debutto canoro avvenne nella piazza di Monghidoro, dove un gruppo di altoparlanti a tromba di marca Geloso, piazzati sul tetto di una Fiat 1400, trasmise ai suoi cittadini il suo augurio: «Buon anno, buona fortuna».

Oggi, sul suo sito (www.morandimania.it), gli auguri Gianni li fa con la sua voce. E anticipa anche che nel 2008 andrà a trovare i suoi fan girando l’Italia con un teatro-tenda. Questo prototipo di ultrasessantenne praticamente infrangibile proprio non sa star fermo. Ma se piace a lui, figuriamoci ai suoi ammiratori: chissà, magari riusciranno a stringergli la mano. Lui certo non si tirerà indietro.

Gigi Vesigna
   
    
I "NUMERI" DI GIANNI

413 canzoni incise

34 album inediti

80 brani incisi in 4 lingue

49 milioni di dischi venduti in Italia e nel mondo

335 concerti tenuti in Italia

320 concerti tenuti all’estero, in 31 nazioni

6 partecipazioni al Festival di Sanremo, con 1 vittoria

18 film interpretati

1 musical in teatro, Jacopone (183 repliche)

7 fiction per la televisione (Rai e Mediaset)

412 presenze con la Nazionale cantanti di calcio in 26 anni di attività della squadra

57 milioni di euro raccolti dalla Nazionale cantanti e devoluti in opere di solidarietà in varie parti del mondo

1 autobiografia, Diario di un ragazzo italiano

9.750 iscritti al "Gianni Morandi Fan Club"


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