Incredibile Mina!
Esce un suo nuovo album con canzoni famosissime in lingua spagnola, e dopo
una settimana scarsa è già al primo posto in hit-parade. Il titolo è Todavia
e in ogni pezzo lei cambia partner pescando tra i numeri uno del mondo
sudamericano.
Del resto, che Mina fosse molto amata in America latina e
nei Paesi di lingua spagnola in generale è ben noto: basti ricordare che
sulle sue canzoni è stato imbastito un musical, Mina... che cosa sei?,
che dopo tre anni di repliche a Buenos Aires ha fatto una capatina anche in
Italia, dove però non ha avuto lo stesso successo. Perché, diciamo la
verità, la presenza fisica della signora ormai ci manca, vorremmo vederla
in Tv, o magari incontrarla come un tempo.
Allora, quasi quasi, io questa intervista me la invento,
rivolgendomi al doppio di Mina sulla copertina, visto che Marco Balletti,
il "Michelangelo" delle immagini dei suoi dischi, l’ha ritratta
come se si guardasse in uno specchio. Una Mina ha gli occhi azzurri, l’altra
marroni. Le domande sono mie, le risposte mi vengono dalle verità enunciate
nel foglio che accompagna il disco.
- Dunque, Mina, come nasce questo amore per la lingua
spagnola?
La risposta arriva da quella con gli occhi marroni: «Poche
volte ho inciso canzoni in lingue diverse dall’italiano, ma ho fatto ampia
eccezione per una lingua che considero parente stretta della nostra. Credo
di aver inciso in spagnolo più di cento pezzi, e non è poco».
- L’avventura poteva anche dimostrarsi rischiosa.
Quando hai capito che quel rischio era limitato?
Stavolta sembra che la risposta arrivi dalla Mina dagli
occhi cerulei. «Quando ho chiamato come compagni di viaggio artisti che
conoscevo e stimavo, tutti hanno accettato senza riserve, anche quando si
sono resi conto che la mia intenzione non era fare un disco
"latineggiante", ma dare una testimonianza di come sono, come mi
sento oggi "riflessa" in una lingua diversa dall’italiano».
Mina raramente rifà le sue canzoni e questo dà un motivo
in più per accostarsi con interesse a questo album anomalo, che tuttavia
potrebbe, chissà, costituire un precedente significativo. Della serie: mai
dire mai.
Andiamo dunque, sempre non intervistando Mina, alla
scoperta di alcune delle 16 canzoni che sono raccolte nell’album: un
duetto assai sfizioso è Agua y sal con Miguel Bosè, che
ricambia il favore fatto da Mina a Miguel per la sua apparizione in Papito.
Mina e Miguel s’erano già incontrati quando Pedro Almodóvar, grande
estimatore di Mina, aveva scritto il testo spagnolo di Un anno d’amore,
che Miguel mimava, travestito da donna. La dichiarazione di Miguel in
proposito è autentica: «Penso di amare Mina da quando ho l’uso della
ragione e per di più ciecamente, in modo incondizionato. Parlare delle sue
doti vocali è superfluo, tutti noi le conosciamo bene. Ma al di là della
sua voce unica, eccezionale, che ha osato ogni cosa, dal pop al jazz, dalle
ballate alla dance, Mina è stata per le donne il simbolo di una
rivoluzione generale. Audace, trasgressiva, potente, coraggiosa, sfacciata,
innovatrice, capricciosa, radicale... Sono solo alcuni degli aggettivi coi
quali saprei definirla. È stata la prima a depilarsi le sopracciglia, a
truccarsi in stile circense, a cantare storpiando l’italiano. Lei
continua, in assoluto, a essere "la grande diva", temo che sia l’ultima
della sua specie. E, ovviamente, quando "l’Imperatrice" mi ha
invitato a cantare insieme a lei, sono accorso immediatamente, come farebbe
un servo, perché un tale onore lei lo riserva solo ad alcuni, veramente
pochi, e lo concede di raro. Grazie, Mina, forse un giorno capirai».
Questione di feeling... nerazzurro
È la Mina con gli occhi azzurri che mi introduce al
duetto – l’unico – con un artista italiano: Cuestion de feeling,
cantata con Tiziano Ferro, suo ammiratore. Il quale chiarisce subito:
«Conoscere Mina credo sia una delle esperienze massime di ogni amante della
musica italiana; collaborare con lei è un’esperienza unica e altamente
formativa: sono assolutamente onorato per il fatto che abbia pensato anche a
me all’interno di un grande progetto internazionale. La registrazione è
stata veloce e toccante, un’esperienza memorabile!».
Infine, l’incontro più curioso, quello che non ci si
aspetta: Parole parole, il mitico duetto che Mina rese
indimenticabile con Alberto Lupo, è riproposto in questo album con Javier
Zanetti, il calciatore argentino capitano dell’Inter. Lui dice: «Non
mi sarei mai aspettato di far parte di un progetto così importante. Sono un
appassionato di musica ed essere presente con i migliori per me significa
realizzare un sogno. È troppo. Mi sento un privilegiato».
A questo punto, pur conoscendo da sempre la risposta,
rivolgo l’ultima domanda alle due Mine in copertina: niente niente siete
forse interiste?
La risposta non arriva né da destra né da sinistra.
Sarà un’illusione ottica ma mi pare che le due teste annuiscano con
forza. E allora mi rassegno, cara Mina: viva l’Inter!
Sarai contenta, adesso, sapendo quanto io sono
milanista...