Famiglia Cristiana OnLine

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Il Lotto istantaneo:
un gioco truccato?

 
Attualità.
di Alberto Laggia e Luciano Scalettari


INCHIESTA
VA ORA IN ONDA LA TRUFFA


LA TRAPPOLA MAGICA

Milioni di italiani vittime di ciarlatani che usano la Tv e altri mezzi, con la complicità di compagnie telefoniche e reti televisive, nonostante una legge, che nessuno applica.

Tutto comincia nel giugno scorso, pochi mesi fa. Il fidanzato l’aveva lasciata e lei non sapeva che fare per riconquistarlo. La trappola le si presenta navigando in Internet. Veronica – la chiameremo così – incappa in una pagina che promette mirabolanti poteri e una soluzione al suo problema: il sito di un sedicente sensitivo, occultista, esperto in rovesci di fortuna, d’amore e di lavoro.

Già, d’amore. «Risolverò il tuo problema», c’è scritto. Anzi, tra le tante voci ci sta proprio quella che fa per lei: far ritornare l’amato che se n’è andato. Veronica, un po’ incuriosita, un po’ lusingata dalle suadenti parole di presentazione («presente da molti anni nelle maggiori riviste specializzate», e ancora «pagamento a esito raggiunto»), prende contatto. Lei milanese, lui – il mago – con due studi a Milano, la cosa sembra anche semplice. E la ragazza si lascia accalappiare. «Rimasi subito un po’ interdetta dalla fretta che aveva il sensitivo di prendere subito un appuntamento», racconta. «Comunque, ci andai. Il sensitivo mi disse che la faccenda era molto complicata, che avrebbe dovuto ricorrere a degli speciali tabulati astrologici che doveva recuperare in India... Insomma, la cosa mi sarebbe costata parecchio: 15.000-20.000 euro, forse addirittura 40.000».Talella.

Le perplessità di Veronica, a quel punto, sono già divenute molto forti, e ha deciso di lasciar perdere. Il mago no. «Voleva subito fissare un secondo appuntamento, e insisteva per avere un anticipo: "Così fino a novembre sei a posto", diceva». Tali e tante le insistenze, che il ciarlatano la convince a incontrarsi alla Stazione Centrale di Milano, lo scorso agosto, mentre lei è sul piede di partenza per un viaggio: «Tanto fece che gli staccai due assegni, per un totale di 2.200 euro. Gli dissi però di non incassarli subito, perché non c’era abbastanza contante in banca».

Così, se da Internet è nato il problema, da Internet viene la soluzione: «Trovai il sito del Telefono antiplagio», spiega. «Li chiamai e mi consigliarono di far subito denuncia ai Carabinieri, di bloccare gli assegni e di telefonare al sensitivo minacciandolo di far intervenire l’Antiplagio. Non so come procederà la denuncia, ma il terrore che sguinzagliassi l’associazione di Cagliari ha funzionato: il mago non ha mai tentato di incassare i soldi».

Una storia fra le tante. Recente e finita bene. Molte altre, purtroppo, hanno esiti ben più drammatici, con esborsi talvolta di decine di migliaia di euro, case e beni venduti per pagare il ciarlatano, famiglie sul lastrico per le truffe di chi millanta poteri e soluzioni che non ha.

«Un fenomeno e un problema sociale che non dovrebbero nemmeno esistere», dice Giovanni Panunzio, fondatore del Telefono antiplagio. «La legge c’è e parla chiaro. L’articolo 121 del Tulps, Testo unico delle leggi di pubblica sicurezza, recita: "È vietato il mestiere di ciarlatano". E spiega anche cosa s’intende: "Sotto la denominazione di mestiere di ciarlatano si comprende ogni attività diretta a speculare sull’altrui credulità e a sfruttare o alimentare l’altrui pregiudizio, come gli indovini, gli interpreti di sogni, i cartomanti, coloro che esercitano giochi di sortilegio, incantesimi, esorcismi". Il problema è che non viene applicata e che, per di più, negli ultimi anni questi personaggi hanno imparato a utilizzare con astuzia i mezzi di comunicazione: la televisione, Internet, la pubblicità sulle Pagine utili e sulle Pagine gialle, le inserzioni sulle riviste popolari o di astrologia».

Così l’esercito dei truffati cresce, e, se è relativamente contenuto il numero di casi eclatanti, sono migliaia quelli che perdono qualche centinaio di euro, o che si trovano improvvisamente una bolletta telefonica da far strabuzzare gli occhi. Solo il 4 per cento dei bidonati fa denuncia, secondo le statistiche, per non avere grane o per vergogna.

La "telemagia", dunque. Che sia un vero business non se ne sono accorti solo i maghi che si fanno pubblicità in televisione e comprano ampi spazi di ore intere di palinsesto, ma soprattutto i gestori telefonici, le Tv e i giornali: i primi vendendo i numeri 899 e 892 e i secondi vendendo la pubblicità ai ciarlatani di turno. «Ogni giorno e in tutte le fasce orarie, maghi e indovini invadono Tv e televideo con ingannevoli e truffaldine televendite, reclamizzando numeri da chiamare col prefisso 899 e 892», denuncia Panunzio. «Questi due numeri sono servizi "a valore aggiunto", ma in realtà possono venire utilizzati da truffatori che, lungi dal vendere servizi veri, ti imboniscono e fanno man bassa nelle bollette delle famiglie degli italiani».

Come? I numeri telefonici che iniziano con 899 e 892 e che ti rimandano a maghi, sensitivi, lottologi e cartomanti li trovi facilmente in Mediavideo, Televideo, su molti giornali e guide telefoniche. «Solo Mediavideo pubblicizza 230 pagine promozionali di questi soggetti», sottolinea il fondatore dell’Antiplagio, «e per rimanere nell’ambito dei cosiddetti lottologi, sono circa un migliaio questi numeri speciali che arricchiscono altrettanti ciarlatani, attraverso la bolletta del telefono dei malcapitati». Una chiamata a uno di questi numeri è un salasso: già il solo scatto alla risposta può costare anche 15 euro, altre volte invece il prezzo è a tempo.

Al telefono il mago non c’è, perché, ovviamente, non esiste. Al di là del filo risponde un finto mago, un centralinista ammaestrato non tanto in cartomanzia, ma per far trascorrere i minuti e far parlare il cliente. Lui, invece, indugia in lunghe pause o interrompe la comunicazione, costringendo l’ignaro interlocutore a richiamare (e a spendere ancora). «Alla fine», ironizza Panunzio, «i veri numeri magici, che portano denaro sicuro, sono l’899 e l’892, non a chi telefona ma a chi comanda "il gioco": a Telecom, alle società che acquistano il numero, e a chi li pubblicizza. È questa la vera magia».

I contorni del business? Ecco un dato: alcune emittenti locali arrivano ad avere il 60 per cento dei loro introiti dalla pubblicità di maghi e linee erotiche. Tuttavia, non dovrebbe più essere così: da un anno il Consiglio di Stato ha confermato la sentenza del Tar del Lazio per cui le trasmissioni a pagamento degli occultisti possono andare in onda solo fra mezzanotte e le sette del mattino. Ed è di pochi mesi fa la norma che vieta del tutto le trasmissioni che reclamizzano linee erotiche e pornografiche.

«Il problema?» conclude Panunzio. «Non è cambiato nulla. Basta fare un po’ di zapping per vedere che le regole vengono quotidianamente violate. E nessuno controlla».

Alberto Laggia e Luciano Scalettari
   
   

TUTTE LE BATTAGLIE DELL’ANTIPLAGIO

Telefono antiplagio (338/83.85.999) nasce nel 1994, «quando iniziano a piangere le Madonnine», racconta Panunzio, che insieme ad alcuni amici decide di aprire una linea telefonica per dar voce ai cittadini in merito al "fenomeno lacrimazioni".

Ben presto il telefono, che si definisce "Comitato italiano di volontariato in difesa delle vittime di ciarlatani e santoni e contro gli abusi nelle telecomunicazioni e nei confronti di minori", passa a occuparsi delle truffe di maghi, veggenti e medium. Nel 1995 il primo colpo eclatante: la denuncia contro Wanna Marchi. Poi, nel 1997, quella contro il santone siriano Gabriel Basmagi, condannato nel 2004 per abusi sessuali, lesioni e sequestro di persona. Quindi la "telenovela" giudiziaria con Striscia la notizia. Tutto prende avvio dalla scoperta del fondatore dell’Antiplagio: il Gabibbo è un’imitazione dell’americano "Big Red", mascotte di un’università americana. La rivelazione porta a una battaglia legale sul copyright e a una trattativa sull’utilizzo della famosa mascotte che è ancora in corso.

Gradualmente le denunce dell’Antiplagio si spostano sempre di più su chi sfrutta, a livelli sempre più alti, il business della magia, da quello dei singoli ciarlatani ai gruppi occultistici ed esoterici, fino al "terzo livello": chi trae lucro da questo mondo ignorandone i danni sociali (editori, concessionarie pubblicitarie, compagnie telefoniche), e chi non emana le norme per fermare i ciarlatani, ossia politici e istituzioni. Così oggi il Telefono antiplagio può vantare 185.000 contatti Internet dalla nascita del sito, e 12.500 segnalazioni di abusi e raggiri. E decine di indagini partite dai suoi esposti.

A.L. e L.SC.


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