Famiglia Cristiana OnLine

Sommario.

 


C'era una volta...

 
Attualità.
di Gigi Vesigna


INIZIATIVE 
IL PRIMO VOLUME: "PINOCCHIO", VISTO DA LORELLA CUCCARINI


"MA QUEL BURATTINO
È PROPRIO UN CREDULONE"


Mamma di quattro figli, racconta spesso le favole alla sua tribù.
Ama tutte le fiabe, ma ce l’ha con Lucignolo...

Cera una volta… È una frase che tutti abbiamo ascoltato, da bambini, quando ci raccontavano una fiaba, o abbiamo pronunciato, in seguito, da genitori o da nonni.

«Io», confessa Lorella Cuccarini, «non ho una percezione così netta del "C’era una volta" pronunciato come esordio di una bella storia, papà non viveva con noi e tutto era sulle spalle di mamma, che si arrabattava tutto il giorno per noi figli. La mia razione di favole me la sono presa prima guardando le figure dei libri colorati, e poi, quando ho imparato a leggere, me le sono lette e rilette tutte, e così quando sono diventata mamma a mia volta ero pronta a esibirmi in tutto il mio repertorio».

Magia di una mamma che racconta favole ai figli. Continua Lorella: «Certo che vedere gli occhi sgranati di Sara, la mia primogenita che oggi ha 12 anni, è stato un momento indimenticabile. E poi con lei ho fatto una grande figura, perché le fiabe gliele ho raccontate a memoria, solo più tardi sono comparsi i libri. La stessa esperienza l’ho avuta quando, due anni dopo, è arrivato Giovanni, anche se, cominciando con i primi "C’era una volta", Sara non mancava di guardarmi con rimprovero e le si leggeva negli occhi la frase: "la so già". Le fiabe fanno parte del mio mondo, e quando al cinema ho visto i primi cartoni animati di Walt Disney ne sono rimasta totalmente conquistata. La mia fiaba preferita è Cenerentola. E non è un caso che il mio film preferito sia Pretty woman, con Julia Roberts, che è chiaramente una versione moderna della fiaba di Cinderella, come si chiama in America. Ecco, Cenerentola l’ho raccontata non so quante volte alle mie bimbe, e adesso che Sara ha sei anni più di Chiara, che ho avuto con un parto gemellare insieme a Giorgio, l’ho sentita raccontare quella storia a sua sorella. Io da piccola mi sono spaventata parecchio quando ho letto e poi visto Biancaneve e i sette nani. La strega mi ha terrorizzato. Quando ho fatto vedere la cassetta ai miei figli, mi sono resa conto che provavano lo stesso terrore, e mi sono consolata: le mie paure di bimba non erano infondate. Poi ho saputo che recentemente in America il film di Disney è stato proibito ai più piccini e mi sono trovata d’accordo».

  • Solo tu racconti fiabe?

«No, mio marito Silvio è un vero campione: lui se le inventa e riesce a incantare i quattro della "tribù". Ed è buffo quando Giovanni o Chiara gli chiedono di raccontare di nuovo una di quelle favole, e lui se le è già dimenticate e cerca di ricostruirle; allora i ragazzi, implacabili, lo guardano fisso negli occhi e dicono: "Papà, ti sei sbagliato, l’altra volta era diversa…". Io non corro di questi rischi: anche se a braccio, mi affido sempre ai miei classici e non c’è pericolo che mi senta smentita. Sara e Chiara sono affascinate dalle favole con il lieto fine, le loro eroine sono le fate, che sono positive. Adorano le tre fate di La bella addormentata nel bosco e non mancano mai di indignarsi quando alla festa della principessa arriva la fata resa cattiva dal mancato invito. Trovano che la maledizione della puntura del fuso per filare che la farà dormire cento anni, o almeno sino a quando non arriverà il solito attesissimo Principe azzurro, sia una vera porcheria. Per fortuna nelle favole cent’anni passano alla svelta e… alla fine tutti vissero felici e contenti».

  • E Pinocchio, Lorella?

«Con lui ho un rapporto di amore e odio: trovo che quel burattino si faccia infinocchiare troppo spesso dal Gatto e la Volpe, da Mangiafuoco che vuole addirittura bruciarlo come legna da ardere, e da Lucignolo che lo porta nel Paese dei balocchi dove viene trasformato in ciuco. Ecco, io non sopporto Lucignolo e i tanti come lui che spesso incrociano le nostre vite. Con la "tribù" siamo andati al cinema a vedere il Pinocchio di Benigni e loro alla fine mi hanno detto che l’hanno trovato troppo lungo. I miei figli sono nettamente divisi sul concetto di fiaba, i due maschi prediligono le storie di cavalieri con la corazza che vanno a salvare le fanciulle imprigionate dal sortilegio e guardate a vista dal drago, le due "ragazze" sono più romantiche. La più piccola ha compiuto un percorso accelerato perché la maggiore le ha trasmesso alla svelta le sue esperienze di "sorella grande", ma anche tra i maschi è andata così e per Giorgio l’accelerazione è scattata implacabile».

  • E tu sei rimasta affascinata dal magico mondo delle fiabe?

«Eccome. Le favole abitano in casa mia perché la prima a crederci ancora sono io. E sono molto felice di tenere a battesimo questa bella iniziativa di Famiglia Cristiana: nella vita c’è sempre bisogno di favole. E c’è tanto, tanto bisogno di sognare!».

Gigi Vesigna
     
   

E ORA INVENTATE UNA FAVOLA ANCHE VOI

Rileggere tante belle favole, insieme ai vostri figli o ai vostri nipoti, potrebbe farvi tornare alla mente un racconto originale che ascoltavate quando eravate bambini, oppure una piccola storia che voi stessi avete inventato per i più piccoli di casa; o anche, infine, ispirarvi a crearne ora una nuova.

Vi invitiamo a mandarcele per l’iniziativa "Raccontaci una favola", che seguirà passo passo la pubblicazione dei volumi delle Favole in famiglia.

Tra le favole che arriveranno in redazione ne saranno scelte dieci, che verranno premiate con una targa, e tra queste le prime tre saranno pubblicate su Famiglia Cristiana. Potete inviare i testi scritti al computer, a macchina o comunque con calligrafia ben leggibile, della lunghezza massima di una cartella e mezza (2.700 battute), a Raccontaci una favola - Famiglia Cristiana, via Giotto 36 - 20145 Milano, entro e non oltre il 30 marzo, specificando i vostri dati (nome e cognome, indirizzo, telefono, età e professione). Potete anche inviare una e-mail: direzionefc@stpauls.it (specificando "Raccontaci una favola").

Per informazioni: tel. 02/48.07.27.87 oppure 02/48.07.22.60.

La giuria formata dal direttore di Famiglia Cristiana, don Antonio Sciortino, dal direttore del Giornalino, don Antonio Tarzia, dalla scrittrice Vivian Lamarque, da Antonio Faeti da Lorella Cuccarini e da Renata Maderna, curatrice de "La stanza dei ragazzi", si arricchirà di altri personaggi che, nelle prossime settimane, racconteranno il loro rapporto con le favole.


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