Famiglia Cristiana OnLine

Sommario.

 

 
Attualità.
di Giuseppe Altamore


ECONOMIA
INTERVISTA AL PRESIDENTE ANTONIO CATRICALÀ


CORPORAZIONI TREMATE

L’Autorità antitrust plaude per i provvedimenti sulle liberalizzazioni varate dal Governo. Avviata un inchiesta sul carobenzina. Ma non finisce qui.

Antonio Catricalà, pur nella sua compostezza istituzionale, gongola: il pacchetto sulle liberalizzazioni, varato dal Governo il 25 gennaio, accoglie molte delle sollecitazioni dell’Autorità garante della concorrenza e del mercato (Antitrust). Qualcuno riferisce delle continue telefonate e delle richieste di analisi, ricerche e pareri da parte del ministro Bersani e dei suoi più stretti collaboratori. Catricalà, insigne giurista, consigliere di Stato e presidente dell’Antitrust, voluto dal Governo Berlusconi nel 2005, non si meraviglia: «Siamo un pezzo della Repubblica a tutela dei consumatori e quando è possibile anche un contropotere».

  • Professore, il Governo ha varato un ampio pacchetto di liberalizzazioni che si basano sui pareri e sulle segnalazioni dell’Autorità antitrust da lei presieduta. È soddisfatto?

«Dobbiamo studiare a fondo i provvedimenti prima di esprimere un giudizio. A caldo posso dire che è un’iniziativa positiva, sia perché ci sono norme dirette a tutelare i consumatori sia perché, agevolando la concorrenza, alla fine ci saranno vantaggi per tutti. Alcuni provvedimenti, come il sovrapprezzo sulle ricariche telefoniche o l’abolizione della penale sull’estinzione anticipata dei mutui, incidono direttamente sui bilanci delle famiglie. C’è ancora molto da fare, ma c’è già stata una prima riforma che stiamo attuando pur tra mille difficoltà. La volonta del Governo di non fermarsi è chiara. Mi sembra anche, al di là di qualche polemica, che ci sia l’approvazione dell’opposizione. Certo, per raggiungere l’obiettivo di una vera politica delle liberalizzazioni occorre un forte accordo bipartisan. Quando, negli anni ’70, si avviò il processo di liberalizzazione in America, l’economia fece un grande salto, soprattutto ne beneficiarono i redditi pro-capite. In quell’occasione ci fu un lavoro comune dei liberali di entrambi gli schieramenti».

Tabella: ogni famiglia risparmierà...

  • Insomma, l’Italia è in ritardo di qualche decennio...

«In Italia, l’Autorità antitrust nasce 16 anni fa, nel 1990. Negli Stati Uniti è stata costituita nel 1890: abbiamo il ritardo di un secolo...».

  • Dopo il cartello delle compagnie di assicurazione è la volta dei petrolieri che si sarebbero accordati danneggiando i consumatori. Nonostante l’azione dell’Antitrust, vincono sempre i petrolieri...

«L’inchiesta sulle compagnie d’assicurazione ha portato a una condanna confermata dai giudici. I petrolieri devono essere considerati innocenti fino a prova contraria. Vedremo che cosa salterà fuori alla fine della nostra indagine. Detto questo, ci sono alcune stranezze, proprio sull’andamento dei prezzi, soprattutto nel momento in cui il prezzo del petrolio saliva o scendeva: abbiamo constatato una sincronia di comportamenti sospetta che dà luogo all’idea che ci sia una capacità di comunicazione che presuppone un accordo oppure che queste ditte siano munite di veggenti che riescono a capire il giorno prima che cosa farà l’indomani il concorrente... Questa seconda ipotesi mi sembra la meno plausibile».

  • In realtà, c’è un luogo istituzionale in cui le compagnie si scambiano molte informazioni: la "cabina di monitoraggio e valutazione del mercato petrolifero" istituita presso il ministero per lo Sviluppo economico...

«È stato un errore amministrativo che noi abbiamo segnalato al Governo insieme alla possibilità di vendere la benzina nei supermercati. La "cabina" è un luogo di scambio di informazioni anche troppo trasparente se non addirittura di concertazione. Con i petrolieri l’Antitrust ha la necessità di fare un’indagine molto approfondita, perché nel 1999 ci fu un’istruttoria che si concluse nel 2000 con una condanna severissima confermata dal Tar, ma il Consiglio di Stato annullò la maximulta, sulla base dell’idea che non c’era la prova di un’intesa tra i petrolieri. Questa volta non intendiamo ripetere l’errore, cercheremo di portare le prove necessarie».

  • Gli eventuali introiti derivanti dalle sanzioni comminate alle compagnie petrolifere possono essere restituiti agli automobilisti, come chiedono le associazioni di consumatori?

«Quando c’è una pronuncia di colpevolezza, i singoli consumatori possono recarsi dal giudice di Pace per ottenere un risarcimento. Nel caso della multa alle compagnie di assicurazione, intervenne il Governo che andò incontro agli assicuratori con una norma che toglieva la competenza ai giudici di Pace perché imponeva sentenze secondo diritto e non secondo equità. Nel caso dei carburanti è ancora più complicato, perché occorrerebbe mostrare gli scontrini... Sarebbe più efficace, se ci sarà una multa, che il Governo la usi per ridurre le accise sui carburanti».

Nel prezzo delle ricariche telefoniche non sarà più previsto un sovrapprezzo.
Nel prezzo delle ricariche telefoniche non sarà più previsto
un sovrapprezzo
(foto Ansa/La Presse).

  • L’Eni avrebbe un ruolo centrale nel cartello dei petrolieri. Eni significa anche metano, come mai non si conosce il prezzo del gas all’origine?

«Noi sappiamo che il prezzo aumenta vertiginosamente a ogni singolo passaggio di frontiera. Non c’è chiarezza sui prezzi alla fonte, per una comprensibile riservatezza industriale, ma altra cosa è l’incremento notevole dei prezzi a ogni passaggio».

  • Dal 1° luglio ci sarà la tanto attesa liberalizzazione del mercato dell’energia elettrica: quali benefici ci saranno per gli utenti?

«Sul piano teorico ci dovrebbero essere dei vantaggi, perché ogni famiglia potrà rivolgersi alla compagnia che preferisce. In pratica, la forza contrattuale di chi ci fornisce l’elettricità si farà sentire, in modo che i prezzi tengano o addirittura aumentino. Noi auspichiamo che l’Autorità per l’energia, che perderà il potere di fissare le tariffe, dia comunque dei prezzi di riferimento, perché farà capire al mercato che chi va sopra cerca extraprofitti».

  • La liberalizzazione e la privatizzazione dei servizi idrici: secondo l’ultimo rapporto di Mediobanca, i gestori idrici macinano utili, la qualità del servizio però non è sempre all’altezza, mentre le tariffe tendono a lievitare...

«Non sono un massimalista. Non mi piace affermare che tutto ciò che è privatizzato funziona meglio del pubblico. Ci sono aziende pubbliche che vanno bene e sono efficienti. Ma in linea di massima sono delle eccezioni, perché il servizio pubblico appaltato a un’azienda pubblica è soggetto alle pressioni della politica locale, sia per la scelta dei manager sia per alcune scelte commerciali. Dovendo scegliere dico che è meglio il privato, perché il pubblico, così come si sta sviluppando, sottrae risorse al mercato. Però la privatizzazione, soprattutto nei servizi pubblici locali, dev’essere accompagnata dalla concorrenza. Certo, ci vuole una forte azione dell’autorità pubblica che deve vigilare sui contratti di servizio».

Il ministro Pierluigi Bersani.
Il ministro Pierluigi Bersani
(foto Ansa/La Presse).

  • Banche: poca trasparenza e servizi cari. Che cosa si può fare per tutelare davvero i consumatori?

«Abbiamo condotto un’indagine conoscitiva sui costi dei servizi bancari che renderemo nota tra pochi giorni. L’Ocse ha studiato il nostro sistema bancario concludendo che i prezzi sono alti. Ma il vero nodo è la necessità di fare chiarezza. L’impressione che stiamo ricavando dalla nostra indagine è che il rapporto contrattuale è oscuro. Le clausole sono complicate e difficili anche per il cliente più preparato. Ho letto la guida per il consumatore di Patti chiari (un consorzio di Banche, ndr.) e non ho capito un granché. Per fortuna, il decreto Bersani ha tolto alle banche la possibilità di modificare unilateralmente i contratti senza neanche avvisare i clienti. Per dirla tutta, dopo un nostro intervento cautelare e repressivo le cose sono migliorate. Non basta solo la legge, ci vuole un’autorità che vigili. Abbiamo sospeso la circolare dell’Abi sui costi della chiusura dei conti correnti, così come siamo intervenuti sui grossisti di farmaci che, per motivi corporativi, non rifornivano le parafarmacie in tre Regioni. Abbiamo usato i poteri della Legge Bersani che ci permette di agire subito. Il cittadino deve sapere che c’è una parte della Repubblica che lavora per lui. Se serve siamo un contropotere».

  • Quanto si spende per tenere in piedi l’Autorità antitrust?

«Spendiamo 21 milioni di euro l’anno e siamo in duecento».

  • Perché l’Italia stenta a diventare un Paese "normale" nel campo della tutela del consumatore?

«Stiamo diventando un Paese europeo. Per raggiungere il traguardo degli Stati Uniti, dove la libertà di mercato è considerata un bene costituzionale e la violazione delle leggi antitrust è sanzionata addirittura con la prigione, ci vuole molto tempo. Ma sempre più spesso sindacati e, soprattutto, Confindustria pongono al centro del dibattito la concorrenza».

  • Quali sono le lobby che frenano il processo di liberalizzazione?

«Le lobby sono prioritariamente le corporazioni e i poteri locali, perché la moltiplicazione delle piccole Iri comunali nel campo dei servizi pubblici locali è un problema serio per il Paese. Anche la burocrazia avrebbe bisogno di un serio esame».

  • Vuole liberalizzare persino gli uffici pubblici?

«Se si potesse... Ci sono troppe sovrapposizioni e inefficienze che portano via il 43 per cento delle risorse. In alcuni ministeri e perfino alla presidenza del consiglio esistono grandi strutture per la gestione del personale, che si sovrappongono ad altre analoghe funzioni. Anche la riforma della presidenza del consiglio genera ulteriori sovrapposizioni e possibili sprechi».

Giuseppe Altamore
   
    

AUTORITÀ ANTITRUST: A CHE COSA SERVE?

L’Autorità garante della concorrenza e del mercato è un ente pubblico che ha il compito di vigilare sulle intese restrittive della concorrenza; sugli abusi di posizione dominante; sulle operazioni di concentrazione che comportano la costituzione o il rafforzamento di una posizione dominante in modo tale da eliminare o ridurre in misura sostanziale e duratura la concorrenza. L’Autorità ha anche il compito di tutelare i consumatori in materia di pubblicità ingannevole e di pubblicità comparativa.

L’Antitrust vigila pure sui conflitti di interessi che possono coinvolgere membri di governo nell’esercizio delle loro funzioni, in modo da evitare che talune decisioni possano influire sulle attività economiche private. A tutto questo si aggiungono l’attività di segnalazione al Parlamento e al Governo e l’esercizio dell’attività consultiva. Introducendo una normativa antitrust nazionale, il legislatore ha voluto, tra l’altro, dare attuazione all’articolo 41 della Costituzione, che riconosce espressamente la libertà di iniziativa economica privata, e adeguare il nostro ordinamento a quello comunitario.

Anche i singoli cittadini possono segnalare situazioni anomale scrivendo a: Autorità garante della concorrenza e del mercato Piazza Giuseppe Verdi 6/a - 00198 Roma.

    

MISURE ANCORA DA APPROVARE

Nel consiglio dei ministri del 25 gennaio è stato votato un disegno di legge sulle liberalizzazioni che deve passare al vaglio del Parlamento oppure può essere in parte approvato con un apposito decreto legislativo.

Pubblico registro automobilistico. Sparisce un doppione: la sua funzione di anagrafe dei veicoli è già svolta dalla motorizzazione civile. Stop ai costi sostenuti per le marche da bollo e i diritti di segreteria per le immatricolazioni e i passaggi di proprietà al Pra.

Gpl. Chi utilizza il Gpl nelle proprie abitazioni non sarà più obbligato a rifornirsi dall’azienda distributrice che ha installato il serbatoio. Quest’ultimo non potrà più essere installato in comodato d’uso con il vincolo di esclusiva sul rifornimento di Gpl per un determinato numero di anni (spesso 10). Ora il serbatoio dovrà essere concesso in locazione e il titolare dell’utenza avrà la facoltà di acquistare il gas in regime di libera concorrenza.

Benzinai. Spariscono vincoli di distanza minima, parametri numerici e limiti all’abbinamento oil e non oil; l’installazione e l’attività di un impianto di distribuzione dei carburanti non può essere subordinata al rispetto del criterio della distanza minima o di parametri numerici prestabiliti. Lo scopo è quello di assicurare un corretto funzionamento del mercato secondo i princìpi della concorrenza, nonché una maggiore accessibilità al servizio da parte del consumatore.

Banche. Nullità della clausola di massimo scoperto. La commissione di massimo scoperto è l’interesse che la banca applica per tenere a disposizione del cliente una determinata somma e per un tempo stabilito. Sono nulle le clausole contrattuali sulla commissione di massimo scoperto, o comunque denominate, che prevedono una remunerazione a favore della banca per la messa a disposizione di fondi a favore del cliente indipendentemente dall’effettivo prelievo della somma.

Pagamenti elettronici. Gli uffici pubbici si devono attrezzare per ricevere carte di credito e bancomat.

    

MISURE INSERITE NEL DECRETO

Queste misure, essendo state inserite nel un decreto legge, saranno operative dopo la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale.

Telefonini. Per la ricarica dei cellulari si paga quello che si consuma: stop ai costi fissi e ai contributi per la ricarica di carte prepagate (anche via bancomat o in forma telematica) aggiuntivi rispetto al costo del traffico telefonico richiesto. Il credito telefonico delle carte prepagate non può più avere una scadenza (oggi è generalmente pari a 12 mesi).

Telefono fisso. i contratti devono prevedere la facoltà di recedere dal contratto in qualsiasi momento e senza spese non giustificate da costi dell’operatore (alcuni operatori attualmente impongono la fornitura del servizio per 12 mesi). Gli operatori non possono, inoltre, imporre un obbligo di preavviso superiore a 30 giorni.

Carburanti. Tabelloni posti all’inizio e lungo la tratta daranno informazioni su: listino prezzi comparati delle stazioni di servizio presenti lungo il percorso; gravi limitazioni del traffico che saranno segnalate prima del pagamento del pedaggio; apposite convenzioni consentiranno all’automobilista di ricevere le stesse informazioni via radio e sms.

Aerei. Stop a offerte non trasparenti: le compagnie devono indicare il prezzo effettivo del servizio (prezzo netto + componenti del supplemento).

Alimenti. Finalmente la data di scadenza dei prodotti alimentari confezionati salterà agli occhi immediatamente.

Assicurazioni. Le compagnie non possono stipulare con i propri agenti contratti che prevedano clausole di distribuzione esclusiva di polizze relative al ramo danni.

Mutui casa. Dopo aver pagato il mutuo bancario, il cittadino non dovrà più affrontare nuove spese per cancellare l’ipoteca sulla casa: una volta estinto il mutuo contratto con la banca, non è più necessaria l’autentica del notaio. Annullata la penale sull’estinzione anticipata.


torna all'indice