Famiglia Cristiana OnLine

Sommario.

 


Il patto col diavolo

«Ma con satana
non si scherza»

«Avrei dovuto entrare
in quel pub maledetto»

 
Attualità.
di Alberto Bobbio


INCHIESTA
INTERVISTA A PADRE GABRIELE AMORTH, DECANO DEGLI ESORCISTI


«CHI PREGA E VIVE CON DIO
NON HA NULLA DA TEMERE»


«I preti credono poco agli esorcisti. Ma Giovanni Paolo II mi disse: chi non crede al demonio non crede nel Vangelo».

Ti avvisa subito con la voce registrata: «Chi non riesce a telefonare comprenda che padre Gabriele Amorth, 82 anni, ha troppe richieste e si rivolga al Vicariato per cercare altri esorcisti. Benedico nel nome del Padre...».

  • Padre Amorth, ma lei ha così tanto lavoro?

«Ininterrottamente».

  • Perché?

«Mi permette di essere superbo? Sono, purtroppo, l’esorcista più noto del mondo, ma anche la più schiappa. La gente confonde la notorietà con il valore. E mi chiamano da tutta Europa».

  • Mi spiega come funziona?

«Funziona male perché preti e vescovi credono poco agli esorcismi».

  • Satana c’è?

«Eccome e lavora benissimo, soprattutto quando si pensa che non esista. Chi non crede a Satana commette peccato mortale. Ma ci sono intere diocesi e intere nazioni senza esorcisti».

  • Per esempio?

«Germania, Austria, Svizzera, Spagna, Portogallo. Per tre secoli, dopo la caccia alle streghe messe al rogo, come reazione a un orrore e a una pazzia, la Chiesa ha abbandonato completamente gli esorcismi».

  • Chi ha cambiato le cose?

«Paolo VI con il discorso del 15 novembre 1972, un’udienza generale del mercoledì, dove spiegò che chi non crede al demonio si mette fuori dalla Chiesa. Una volta ho parlato con Giovanni Paolo II dei vescovi che non credono al diavolo. E lui mi ha risposto secco: chi non crede al demonio non crede nel Vangelo».

  • Chi viene da lei?

«I casi difficili, gente che ha già ricevuto una benedizione dal parroco o in gruppi di preghiera. Una decina di persone al giorno, sette giorni su sette. E poi ci sono le lettere e le telefonate».

  • Fa esorcismi anche per telefono?

«Certo, alle persone che già conosco e hanno bisogno di ripetuti interventi».

  • Come fa a capire che non si tratta di disturbi psichici?

«Prima di tutto vedo se c’è ripugnanza del sacro, se uno va in chiesa e cade per terra, se vede immagini sacre e si arrabbia, se viene benedetto con l’acqua santa e diventa furioso. Ci sono psichiatri che mi mandano i loro pazienti, quando vedono l’inutilità delle cure. Ma in verità, in questi casi, non mi è mai capitato di trovare presenze diaboliche».

  • Quanto tempo per un esorcismo?

«Mezzora. Gli esorcismi lunghi non servono. Una volta ho fatto un esorcismo di cinque ore. Dopo una settimana ho dovuto ricominciare».

  • Parla col diavolo?

«Sì, dialogo con lui. Senza dimenticare che il demonio è il re della menzogna».

  • Lei vince sempre?

«Certo».

  • Che tipo di possessioni ci sono?

«Più gravi e più lievi. La possessione grave è quando il diavolo parla e agisce con la voce e il corpo delle persone. Poi ci sono ossessioni e infestazioni».

  • Mi fa un esempio?

«Padre Pio. Ha avuto infestazioni, cioè mali causati dal demonio. Ma non si è mai sottoposto a un esorcismo».

  • Vengono anche sacerdoti da lei?

«Sì. Ed è venuto anche qualche vescovo. Ma non ho mai trovato il demonio».

  • Perché oggi Satana è così presente?

«È calata la fede ed è aumentata la superstizione. Sètte, occultismo e cartomanti. Per il demonio è un terreno fertile e ci si infila».

  • Come si evita il demonio?

«Se uno prega e vive unito a Dio non ha nulla da temere».

Alberto Bobbio
   
    

QUEL ROCK DIABOLICO

Il rapporto fra rock e satanismo è sempre stato molto controverso. Bisogna distinguere due fasi: nella prima, compresa tra gli anni ’60 e gli anni ’70, i riferimenti a Satana, tranne in rari casi, riflettevano più il desiderio di provocazione tipico del periodo che una reale convinzione da parte dei musicisti. Contribuivano cioè a creare attorno ai gruppi quell’aura da "artisti maledetti" che serviva a vendere più dischi. Prendiamo il gruppo più famoso dell’epoca: i Beatles. Nel 1967 pubblicarono il loro capolavoro: Sgt. Pepper’s Lonely Hearts Club Band. La copertina ritrae i quattro ragazzi di Liverpool circondati dai volti di personaggi più o meno celebri. Accanto a Marilyn Monroe, Stanlio e Ollio, Karl Marx c’è Aleister Crowley, noto occultista inglese il cui motto era: «Fa’ ciò che vuoi». Lo stesso che si ritrova sulla copertina del terzo disco di un altro gruppo che si è guadagnato negli anni la fama di "satanista": i Led Zeppelin. Intervistato in proposito, il chitarrista Jimmy Page dichiarò: «L’intenzione era quella di dare un piccolo tocco esoterico. Speravo che nessuno lo vedesse». I Led Zeppelin, come molti altri gruppi dell’epoca, in alcune canzoni inserirono messaggi nascosti, decifrabili ascoltando il disco al contrario.

In Stairway to heaven, ad esempio, è contenuta questa frase: «Devo vivere per Satana». Altre volte, il messaggio è decisamente più innocuo. I Pink Floyd, per esempio, in The wall hanno inciso la frase: «Congratulazioni! Hai appena scoperto il messaggio segreto». In ogni caso, vari studi hanno dimostrato che la teoria secondo cui il cervello, dopo aver ripetutamente ascoltato lo stesso brano, sarebbe in grado di decifrare il messaggio rovesciato, è priva di fondamento. Sta di fatto che ancora oggi milioni di persone nel mondo continuano ad ascoltare i Led Zeppelin, i Rolling Stones, i Queen, senza per questo compiere atti di violenza. Un discorso ben diverso va fatto per il filone del black e del death metal, nato negli anni ’80. In questi gruppi il satanismo è presente non in modo sporadico, ma come elemento che ne connota l’identità. Il culto verso questa musica si alimenta in decine di siti Internet e in negozi specializzati. Uno di questi si trova nel centro storico di Torino.

Dietro una vetrina drappeggiata di nero ci sono teschi di gomma, candele, spadoni medievali, teste di caproni. I testi delle canzoni sono sempre molto espliciti e inneggiano alla perversione, alla blasfemia, alla droga, al suicidio o all’omicidio. In una di queste si dice: «Schiaccia quelli che sono tuoi amici o che vorrebbero essere ma non ne sono degni. E poi ridi». È ciò che hanno fatto le "Bestie di Satana" con Fabio Tollis e Chiara Marino.

E. ARC.


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