Famiglia Cristiana OnLine

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Arrivederci
di Franca Zambonini


CARI GENITORI,
NON LASCIATELI SOLI


I pericoli dei media nel messaggio di Benedetto XVI per la Giornata mondiale delle comunicazioni. I genitori devono guidare i ragazzi nella scelta. L’esaltazione della violenza e il degrado della sessualità colpiscono i più giovani. Colpevoli e insieme vittime.

Nel messaggio per la 41ª Giornata mondiale delle comunicazioni sociali, diffuso il 24 gennaio, papa Benedetto XVI usa parole accorate. La Giornata sarà il 20 maggio e il tema di quest’anno è: I bambini e i mezzi di comunicazione: una sfida per l’educazione.

Scrive il Papa: «Ogni tendenza a produrre programmi, film d’animazione e videogame – che in nome del divertimento esaltano la violenza, riflettono comportamenti antisociali o volgarizzano la sessualità umana – è perversione... Come spiegare questo "divertimento" agli innumerevoli giovani innocenti che sono nella realtà vittime della violenza, dello sfruttamento e dell’abuso?». E rivolge un appello ai responsabili dei media «a salvaguardare il bene comune, a sostenere la verità, a proteggere la dignità umana...».

Perversione è un termine forte per un documento pontificio, ma preciso. Il degrado diffuso dall’industria dei media colpisce i più sprovveduti e diventa cronaca giornaliera. I tre ragazzini che per due mesi hanno violentato una bambina di nove anni si sono giustificati davanti al magi-strato: «L’abbiamo visto fare in Tv». Quell’altra banda di minorenni che hanno abusato di una coetanea, mentre un altro fotografava col cellulare, sono miserabili emuli di quei bulli che hanno umiliato un compagno per ricavarne un filmato da far circolare in classe. E così, di violenza in violenza, di disprezzo in disprezzo, ciò che si impara dalla televisione, dai videogame, dai fumetti più lerci diventa una degradante esperienza personale.

Benedetto XVI con alcuni bambini.
Benedetto XVI con alcuni bambini. A loro ha dedicato quest'anno
il tema della Giornata delle comunicazioni (foto Catholic Press).

La selva mediatica è troppo piena di insidie per lasciarvi da soli coloro che hanno pochi anni e ancor meno cervello. In quella selva oscura, gli orchi si nascondono dietro gli alberi, le serpi velenose sotto i sassi. Molti ragazzi crescono a televisione, cellulare, computer, videogiochi; frastornati dal peggio della comunicazione mediatica e abbandonati da chi li dovrebbe proteggere con l’affetto e la cura. Come tutti gli adolescenti, sono in cerca di significati e di sfide, ma incontrano maestri perversi. Non vedono la differenza tra finzione e realtà, diventano colpevoli e insieme vittime.

Già anni fa questi pericoli erano stati denunciati dal più grande studioso dei mezzi di comunicazione, Marshall McLuhan, che aveva previsto «un’insidiosa produzione di sesso e tecnologia». E ancora: «La televisione in sé è molto, molto inquinante. Va diritta dentro il sistema nervoso... I bambini cercano un qualche tipo di stabilità. I vecchi fumetti hanno quei valori morali solidi per cui una cosa o è giusta o è sbagliata. Ma alla velocità della luce (quella della Tv) i valori morali si dissolvono».

McLuhan aveva anche colto il lato diabolico della comunicazione: «Non è male ricordarsi di tanto in tanto che il Principe di questo mondo è un grande venditore e un grande maestro nell’uso dei media».

Spegnere la Tv, bandire videogiochi e altre "diavolerie" sembra impossibile. La strada è non lasciare i figli soli, ma guidarli nella scelta. Nel suo messaggio, il Papa avverte che «l’adeguata formazione a un uso corretto dei media è essenziale per lo sviluppo culturale, morale e spirituale dei bambini... Educare i bambini a essere selettivi è responsabilità dei genitori, della Chiesa e della scuola. Il ruolo dei genitori è di primaria importanza». E indica, contro «la bruttezza e la volgarità..., la via della bellezza, della verità, della bontà». Una via che fa bene ai piccoli e pure ai grandi.

Franca Zambonini

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