Famiglia Cristiana OnLine

Sommario.

 

 
Colloqui col padre.
di D.A.


COM’È POSSIBILE CHE IN OLANDA I PEDOFILI POSSANO FORMARE
UN PARTITO POLITICO?


PER GLI ORCHI TOLLERANZA ZERO

La pedofilia è un orrendo crimine e produce delitti efferati. Nessuna esitazione, quindi, nella condanna morale, senza se e senza ma. 
E anche nessuna indulgenza e cittadinanza


Caro padre, chi le scrive è una persona di 35 anni, di nome Fabio. Le scrivo perché, dopo aver letto su Famiglia Cristiana che, in Olanda, nascerà un partito dei pedofili, sono rimasto sbalordito. Anzi, la parola giusta è sconvolto, con un sentimento di paura e rabbia, che cercherò di esprimerle in questa lettera. E ancor più mi lascia senza parole il fatto che non è solo un’associazione a volere tale legge, ma è lo Stato olandese che la permette. Tralascio di dirle quello che penso di alcuni nostri parlamentari che, al riguardo, si sono espressi in modo favorevole.

Si chiederà come mai questa notizia mi ha colpito così duramente? La risposta è semplice: anch’io sono stato vittima di questa "sporca parola" (pedofilia), e mi sento, quindi, in dovere di reagire contro quelle persone (se così si possono chiamare!). Vorrei poterle avere di fronte a me per chiedere loro che cosa ne sanno della vergogna, del dolore, della paura e dell’odio che ti porti dentro?... Nascono in te dei sentimenti duri e distruttivi proprio nei confronti di quelle persone che per ogni bambino, povero o ricco, bello o brutto, sano o malato, dovrebbero essere figure di riferimento, di fiducia, di orgoglio e stima. E non un motivo di odio e rancore, che ti porta a vivere ogni giorno nella speranza che la persona che ti ha fatto del male possa finalmente scomparire dalla tua vita, per sempre.

Cosa possono sapere questi signori di che cosa si prova quando, da bambino, tutte le notti rimani immobile nel tuo letto col terrore di sentire il carnefice che arriva per punire la sua vittima? E quando ciò non accade, preghi invece il tuo Dio e lo ringrazi perché per quella notte ti ha protetto. Cosa ne sanno loro di che cosa significhi, ancora a 35 anni, trovarsi a combattere tutti i giorni con i propri incubi, i ricordi terribili e i sensi di colpa per quello che avresti potuto evitare?

Ora mi ritrovo in una comunità per tossicodipendenti dove ho avuto la fortuna di incontrare, dopo mia moglie, delle persone splendide che mi stanno aiutando, oltre che per la mia tossicodipendenza, anche per questo problema che, ancora oggi, mi è doloroso ricordare.

Ho deciso di scriverle perché vorrei far sentire la mia voce e continuare a lottare perché queste cose non avvengano più: è vergognoso che, nel 2006, con un’Europa unita, i Governi possano approvare una legge simile.

Fabio
  

La pedofilia è un orrendo crimine. Poterlo affermare con forza è un risultato di crescita in consapevolezza e in civiltà, che ci fa prendere le distanze da altre culture e da altre epoche in cui i costumi sono stati più tolleranti in questo ambito.

L’analogia più forte è quella con la schiavitù. Ci sono state civiltà che l’hanno praticata. A giustificarla sono stati anche dei cristiani, con pseudoargomenti tratti dalla Bibbia. Ai nostri giorni nessuno, dentro e fuori le Chiese nate nel tronco della tradizione cristiana, osa giustificare la schiavitù. Ciò non vuol dire, purtroppo, che non sia praticata, in forme vecchie e nuove. Ma la pratica non ha diritto di cittadinanza.

L’uso di giovani, e perfino di bambini, per il piacere sessuale degli adulti – questo intendiamo per pedofilia – dev’essere soggetto alla stessa condanna morale: senza alcuna esitazione, "senza se e senza ma". Il motivo non è l’ostilità verso il sesso o la condanna del piacere sessuale, ma l’uso di una persona come strumento per il piacere. Anche quando la persona-oggetto è un adulto siamo di fronte a una sessualità disordinata. Nessuna indulgenza, quindi, nei confronti della prostituzione, persino allorchè volontaria e non riduce le donne che l’esercitano in una condizione di schiavitù.

Ma tanto più esecrabile è l’uso di una persona come strumento per il piacere quando si tratta di bambini e ragazzi. I traumi psichici che queste pratiche producono durano a lungo, tanto da apparire indelebili (ma non devono essere equiparabili a una condanna irrevocabile: lo vogliamo dire a Fabio, che con coraggio ci ha raccontato la sua vicenda. Anche da questo inferno si può uscire, con l’aiuto adeguato).

La pedofilia produce delitti efferati, come ci ricorda la cronaca, recente e meno recente, delle bambine uccise in Belgio. Ma pure le sole ferite psichiche sono devastanti. Ricostruire la fiducia negli adulti, tradita dagli orchi che hanno abusato di loro, è come scalare una parete di sesto grado. Ma non impossibile.

Merita ricordare il film coraggioso di Gianni Amelio: Il ladro di bambini, di qualche anno fa. Un giovane carabiniere calabrese, che deve accompagnare in orfanotrofio una bambina undicenne, sottratta alla prostituzione, e il suo fratellino, intraprende con loro un cammino difficile, ma non senza speranza. All’insensibilità di tanta gente per bene si contrappone l’umanità autentica del carabiniere: senza melodrammi, ma in modo diretto, offre una base solida perché i due bambini, traditi anche dai genitori oltre che dagli adulti pedofili, possano ricostruire sulle macerie che hanno dentro.

Sappiamo che, purtroppo, la maggior parte delle storie di abuso vanno in un’altra direzione. Per questo la nostra scelta sociale deve essere quella che, con la forza della sua dolorosa esperienza, prospetta Fabio: nei confronti della pedofilia, tolleranza zero.

 D.A.

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