Famiglia Cristiana OnLine

Sommario.

 

 
Colloqui col padre.
di Alberto Bobbio


"FAMIGLIA E PROCREAZIONE UMANA": LA SINTESI DEL NUOVO DOCUMENTO VATICANO

L’ALFABETO DELLA FAMIGLIA

Il Pontificio consiglio per la famiglia riafferma le scelte non negoziabili sul versante della bioetica e in difesa della dignità dell’istituto familiare.


Il testo è assai severo, il più severo e "drammatico" tra quelli pubblicati dalla Santa Sede negli ultimi anni. Si intitola Famiglia e procreazione umana, e lo ha elaborato il Pontificio consiglio per la famiglia. Reca la firma del cardinale Alfonso Lopez Trujillo e del vescovo Josef Romer, rispettivamente presidente e segretario dell’organismo vaticano. Racconta il disordine e mette in fila tutti gli attacchi ai quali la famiglia oggi è sottoposta. Anzi osserva che mai come adesso la famiglia è vittima di attacchi tanto violenti.

Il nucleo centrale è quello ribadito più volte da Benedetto XVI e cioè che quello attuale è un momento cruciale, poiché siamo di fronte a scelte di civiltà. Ratzinger le ha definite «scelte non negoziabili» e il documento del Pontificio consiglio dimostra che su di esse la Chiesa ha intenzione di spendersi senza riserve.

È un documento lungo 60 pagine ed esce a un mese esatto dall’Incontro mondiale delle famiglie, che si terrà a Valencia, in Spagna, nella prima settimana di luglio e che sarà concluso dal Papa. È la quinta volta che le famiglie cattoliche vengono riunite a livello mondiale. L’intuizione era stata di Karol Wojtyla, e Ratzinger ha deciso di continuare a percorrere questa strada. La Spagna di Zapatero e delle sue leggi "ad alzo zero" contro la famiglia non c’entra, poiché la questione degli attacchi alla famiglia è avvertita a livello planetario.

Così come non è solo un problema di valutazione delle tecniche di manipolazione della vita, né dell’introduzione di figure giuridiche che spezzano la prospettiva del matrimonio naturale. Ciò che preoccupa sono i cambiamenti culturali e un contesto antropologico nel quale Dio è sparito.

Il testo parla di "eclissi di Dio" e lo fa non solo perché vi sono le legislazioni delle libertà totali in Olanda o in Spagna, non solo, insomma, per via dei Pacs o dello slittamento sulle differenze sessuali, ma perché «l’eclissi di Dio sta alla radice della profonda crisi attuale della verità tutta intera sull’uomo, sulla procreazione umana e sulla famiglia».

Dalla lettura si può ricavare un "alfabeto" della dottrina della Chiesa sulla famiglia e farne un buon sussidiario, indispensabile per rispondere alle sfide di pregiudizi e atteggiamenti spesso irresponsabili. Eccolo.

Foto Catholic Press.
Foto Catholic Press.

A come "Aborto" - «L’aborto e l’infanticidio evidenziano l’assenza di una tutela giuridica efficace nei confronti del concepito» e «costituiscono una violazione del diritto fondamentale alla vita». La legislazione sull’aborto attribuisce «allo Stato il diritto di scegliere chi sia persona e chi non lo sia». Ma ciò che è più grave oggi è la pretesa di «banalizzare in qualche modo l’aborto con il pretesto che l’autorità non deve penalizzare questo delitto abominevole». Invece un delitto «richiede una pena. Non è concepibile che un delitto possa restare impunito». Banalizzare l’aborto così «trasformerebbe un delitto in diritto».

B come "Beni e servizi" - Beni e servizi sono «compiti produttivi», che «la famiglia sviluppa frequentemente», «concretizzando il principio che l’impresa è, prima di ogni cosa, comunità di persone al servizio dell’intera società». Un «deficit di famiglia porta inesorabilmente a un deficit di popolazione e a una restrizione delle possibilità economiche presenti e future di una società».

C come "Correnti radicali" - Hanno proposto «l’apologia della famiglia monoparentale, ricostituita, omosessuale, lesbica». Hanno "giustificato", alcune "correnti di bioetica", pratiche «bio-mediche che separano, nell’unione coniugale, il fine unitivo da quello procreativo, la sessualità dall’amore».

C come "Clonazione" - «Le esperienze del regno vegetale e le manipolazioni sugli animali sono i passi» che precedono «la clonazione umana o i preamboli per arrivare all’uomo fatto dall’uomo a sua immagine e somiglianza». Le «pratiche funeste oggi legalizzate in alcuni Paesi» confermano che «se l’uomo si arroga il potere di fabbricare l’uomo, allora si arroga anche il potere di distruggerlo». Così «la trasmissione della vita diventa una questione tecnica e di tecnici. A volte questi ultimi sognano perfino di fabbricare la vita, vita di ineccepibile qualità. L’avvenire sarebbe quello di una procreazione senza amore umano».

C come "Contraccezione" - Va escluso «ogni mezzo contraccettivo» e va rispettata «l’unione tra elemento unitivo e quello procreativo in ogni atto coniugale». È ammessa la «legittimità della continenza periodica, cioè l’uso del matrimonio solo nei periodi non fertili». Sono consentiti, dunque, solo i «metodi naturali» nei quali «si riscontra un atteggiamento di apertura e di affidamento al volere divino».

D come "Dignità" - La dignità connota ogni essere umano a cui «spetta di essere generato e non prodotto, venire alla vita non in virtù di un processo artificiale, ma di atto umano», cioè «l’unione tra un uomo e una donna, ordinata per sua stessa natura e ispirata dall’amore».

E come "Embrioni" - Va condannata qualsiasi «manipolazione» o «selezione» degli embrioni e lo stesso loro «congelamento», che «li espone a gravi rischi di morte o di danno per la loro integrità fisica».

F come "Famiglia" - Non è una «realtà esclusiva della cultura occidentale». Resiste, «nonostante le difficoltà», perché l’uomo «ha sempre cercato e continua a cercare il bene della specie nella procreazione e la famiglia». La procreazione dunque «deve sempre avere luogo all’interno della famiglia». Famiglia e scuola «sono i luoghi appropriati per l’iniziazione ai valori integralmente umani», ma «ciò che s’impara tra le pareti della casa paterna difficilmente si dimentica».

G come "Genitori" - «Essere padre e madre implica il dono del proprio essere nel trasmettere la vita e promuovere le persone». I genitori devono «avvertire la propria responsabilità»: i papà «reimparino a essere padri», le mamme «a essere madri». Le madri non possono essere «ridotte a un ruolo utilitario di formatrici di bambini efficaci». La tendenza naturale della donna a «preferire relazioni d’amore a quelle utilitaristiche» deve essere «mantenuta e sviluppata, senza pregiudicare le possibilità di lavoro fuori casa, oggi non soltanto abituali, ma anche necessarie».

H come "Historia" - Resta magistra vitae (maestra di vita) ed è «utile uno sguardo alla Storia», che offre «innumerevoli testimonianze, fin dalla lontana antichità, sull’importanza fondamentale attribuita alla famiglia».

I come "Invecchiamento" - In una società che "invecchia" sempre più prevale la logica del "conflitto" tra «anziani e la percentuale sempre più esigua dei giovani». Le società vecchie «logorano le proprie tradizioni», dunque «l’inverno demografico potrebbe diventare anche l’inverno delle democrazie» con conseguenze sul piano sociale e politico molto «più allarmanti». Ecco perché «dietro il problema dei tassi di fecondità troppo bassi in Occidente» c’è il rischio di «una catastrofe umanitaria e culturale».

L come "Lupo" - "L’uomo è un lupo per l’uomo"(homo homini lupus). La concezione della vita, secondo la quale «i forti vincono necessariamente sui più deboli», oggi «influenza fortemente i programmi ostili alla famiglia e alla procreazione». Non c’è più posto «per le solidarietà naturali» e tutto «è subordinato alla ricerca del piacere e all’utilità degli individui».

M come "Movimenti femminilisti" - Hanno «esacerbato il carattere polemico della relazione tra individui maschili e femminili, esigendo il superamento della famiglia, affinché la donna si liberi dall’oppressione maschile e dalla maternità e la sua individualità possa affermarsi senza ostacoli».

N come "Natura" - È la natura che indica l’unione tra uomo e donna come «fonte unica del matrimonio e della vita». Ecco il motivo per cui «non c’è famiglia se non come frutto delle persone di sesso diverso». Il suo nome è «unione matrimoniale».

O come "Oscuramento" - Un «grave oscuramento del valore della procreazione» è la scelta degli sposi «di avere un solo figlio o al massimo due». Ciò significa che «il compimento di atti coniugali potenzialmente procreativi è nulla più che una specie di somma di brevi parentesi all’interno di una intera vita coniugale volutamente resa sterile».

O come "Omosessuali" - «Coppie formate da omosessuali rivendicano gli stessi diritti riservati a mariti e mogli; reclamano perfino il diritto all’adozione. Donne che vivono un’unione lesbica rivendicano diritti analoghi, esigendo leggi che diano loro accesso alla fecondazione eterologa o all’impianto di embrioni. Inoltre si sostiene che la facilità offerta dalla legge di formare queste coppie insolite deve andare di pari passo con la facilità di divorziare o ripudiare».

P come "Poteri pubblici" - Devono «proteggere la famiglia», perché essa «è anteriore allo Stato e a ogni organizzazione sociale».

P come "Pillola del giorno dopo" - Il suo uso mira «all’eliminazione della vita». È «intenzionalmente» aborto «reale».

S come "Sessualità" - I cromosomi maschili e femminili hanno «pari dignità» e la sessualità è «complementare», nel senso che «l’uomo è attratto dalla donna e questa dall’uomo». Ma la sessualità «trascende il fatto biologico e diventa psichico, interpersonale», quando «sorge l’amicizia e l’amore, come dono di sé e tramite per i figli».

T come "Tentativi" - I genitori e i vescovi devono vigilare sui «tentativi» che tendono a «sostituire l’insegnamento alla castità», che avviene «all’interno della famiglia» o «nello studio del catechismo», con «corsi di educazione sessuale che presentano serie riserve». Infatti: «Procreare non si riassume nel trasmettere la vita biologica».

V come "Vittima" - La famiglia e il matrimonio, «mai come ora», sono «vittime» di «attacchi violenti». Assistiamo infatti a una «riduzione radicale di Dio, di Gesù, della Chiesa e della Scrittura». Ciò porta a una «volontà ostinata, che spinge molti uomini e donne ad arrogarsi, in nome della libertà procreativa, il potere creatore di Dio», cioè «il potere di produrre l’uomo» e di «dare la morte». Qui siamo di fronte a una «tendenza di ateismo pratico».

 Alberto Bobbio

torna all'indice