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Cultura.
di Paolo Perazzolo - culturafc@stpauls.it


LA BIBLIOTECA DI FAMIGLIA

LA FERROVIA DEI TEDESCHI 
TRAVOLGE L'IMPERO CINESE


Sullo sfondo dell'invasione straniera d inizio 900, Mo Yan intreccia le vite di cinque personaggi. Una storia segnata dalla violenza: descritta minuziosamente per ammonire l'uomo a non perpetuarla.

Siamo in Cina, nella provincia dello Shandong, nel 1900: il Paese è nel caos politico, che precede il disfacimento della dinastia imperiale. Potenze straniere – la Germania, in questo caso – impongono le loro "riforme": ora stanno costruendo una ferrovia, senza fermarsi di fronte alle tombe degli avi e provocando così la ribellione della popolazione locale. A guidarla sono i Boxer, una società segreta di origine contadina che utilizzava un tipo di combattimento magico.

Questo è lo scenario storico che fa da sfondo al nuovo romanzo di Mo Yan, Il supplizio del legno di sandalo, che è anzitutto un romanzo di grandi personaggi: Sun Meiniang, giovane donna dall’irresistibile sensualità; suo marito Zhao Xiaojia, ingenuo e sciocco, in grado però di scoprire la vera natura degli uomini grazie a un baffo di tigre; suo padre Zhao Jia, vecchio boia imperiale, esperto di torture; Qian Ding, amante di Sun Meiniang, magistrato del distretto, amato dal popolo per la sua benevolenza, ma costretto a obbedire alla corte; infine Sun Bing, padre della ragazza, capo di una compagnia di "opera dei gatti", tipica della zona, una forma di spettacolo che ammalia le folle.

Non staremo qui a dire molto sulla trama, eccetto che il boia Zhao Jia si troverà a giustiziare Sun Bing, colpevole di aver guidato la rivolta popolare contro l’invasore straniero.

Avvertiamo il lettore che il libro contiene tre lunghe e spaventose descrizioni di torture, che anche chi scrive ha evitato. Perché allora parlare di questo libro? Perché Mo Yan è uno dei più grandi scrittori della Cina contemporanea, e forse non solo della Cina («è uno degli scrittori più forti, creativi e travolgenti della nosta epoca», ha detto di lui Claudio Magris). Perché la sua narrazione è un fiume in piena, che sa inventare una nuova epica popolare, tragica e comica insieme. Perché se vogliamo sapere qualcosa di più della Cina, è a lui più che ad altri scrittori che dobbiamo rivolgerci. Infine perché anche quelle terribili descrizioni non sono fine a sé stesse, ma «hanno lo scopo di far conoscere al lettore la barbarie e gli orrori che si sono verificati nel corso della storia, per risvegliare in lui un cuore compassionevole... Soltanto chi conosce il male può evitarlo: soltanto conoscendo il demone che si nasconde nel cuore umano si può diventare santi». E noi non possiamo che sottoscrivere questa postilla dell’autore.

Paolo Perazzolo
    
   

IL SUPPLIZIO DEL LEGNO DI SANDALO
di Mo Yan,
Einaudi,
pp. 505, € 20,00

 

CHI È L’AUTORE
Mo Yan è nato in Cina
nel 1955. Ha lavorato come contadino,
pastore e soldato, prima di dedicarsi alla
letteratura. Fra le altre opere, ricordiamo
almeno Sorgo rosso( da cui il film
di Zhang Yimou). Nel 2005 gli è stato assegnato il premio Nonino.


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