BENESSERECIN
CIN CON
LE BOLLICINE
Spumante e champagne sono sinonimo di festa, di
allegria.
E brindare con vini di qualità porta bene anche alla salute.
Purché
i calici non si levino in alto troppe volte.
Sono simbolo di festa le
bollicine dello spumante italiano e dello champagne, che imperlano i calici e
che con la loro carica di vitalità danno allegria alle ricorrenze liete della
nostra esistenza. Ma il frutto degli italici vigneti e il suo vicino d’Oltralpe
non solo accrescono il piacere della convivialità e giovano alla
socializzazione, aiutano anche a stare in salute.
Sono, insomma, alleati del
benessere: l’unica differenza è che il prodotto di casa nostra lo è pure
del portafoglio, quello francese non proprio, perché una lunga e abile
strategia di marketing lo ha reso desiderabile in misura superiore alla
quantità disponibile per soddisfare la sete di tutti, e così costa di più.
Che le bollicine siano salutari
lo conferma del resto, con tutta la sua autorevolezza, uno studio dell’Inran,
l’Istituto nazionale di ricerca per gli alimenti e la nutrizione, che
assegna al vino il merito, se bevuto nella giusta maniera, «di promuovere una
serie di azioni favorevoli per l’umore, per i processi digestivi e, con
quasi certezza, per la salute in generale».
Alleati del
benessere
«Anche gli spumanti, come tutti
i vini di qualità», spiega la dietologa Pia Bonanni, «contengono elementi
che contrastano l’ossidazione delle cellule, rallentandone l’invecchiamento,
e favoriscono il metabolismo dei grassi, contribuendo ad abbassare il rischio
di malattie cardiovascolari. Altre sostanze, invece, hanno proprietà
diuretiche ed espletano un’azione preventiva contro la formazione di calcoli
e gonfiori».
Inoltre le bollicine, che sono
di anidride carbonica e generate dalla rifermentazione naturale dei vini a
opera di lieviti, facilitano la digestione e non è sempre vero che dilatano
lo stomaco. «Un calice a fine pasto o come aperitivo insieme a uno
stuzzichino», aggiunge la specialista, «fa bene al corpo e al buonumore.
Bere troppo, o a stomaco vuoto, no». Gli spumanti mettono d’accordo
qualsiasi palato: i brut si accompagnano con quasi tutte le portate, a
eccezione delle carni rosse e dei formaggi stagionati; i moscati sono ideali
con i dessert.
| Così
si beve bene
«Per esaltare al meglio i pregi dello spumante,
ecco i consigli di Terenzio Medri, presidente dell’Ais, Associazione
italiana sommelier.
Conservazione
Le bottiglie vanno conservate a 12-15 gradi
centigradi, possibilmente in posizione orizzontale, così il tappo non
secca e assicura una buona tenuta. I moscati dolci e aromatici vanno
bevuti entro un anno dalla vendemmia, gli spumanti secchi
rispettivamente entro due anni (se prodotti con il metodo Charmat:
rifermentazione in autoclave) e quattro anni (se prodotti con il
metodo Classico: rifermentazione in bottiglia) dalla data di
sboccatura (rimozione dei depositi di lieviti) riportata sull’etichetta.
Temperatura di servizio
Gli spumanti vanno serviti freddi, mai caldi
o ghiacciati, per valorizzare il perlage (i filari di bollicine che
risalgono lungo il bicchiere), il bouquet (l’insieme dei profumi
percepiti dall’olfatto) e il sapore. La giusta temperatura è sui
6-8 gradi centigradi e per mantenerla si immergono le bottiglie in un
secchiello con acqua e ghiaccio.
Apertura
Appena tolto, annusare il tappo per
verificare che non abbia un odore sgradevole, segno che il vino ha
perso il sapore.
Mescita
Il vino va rapidamente esaminato da chi
mesce, per controllarne colore, profumo e gusto, poi versato con
delicatezza in modo che, entrando in contatto con i bicchieri meno
freddi, non crei troppa schiuma. Non riempire mai fino all’orlo. |
| A
scuola di gusto
«Il vino», commenta Terenzio Medri, «va
sorseggiato, non tracannato: solo così se ne possono cogliere tutte
le sfumature di aroma e sapore, prolungando inoltre il piacere del
palato. E saper bere, privilegiando la qualità, evita di alzare
eccessivamente il gomito, con tutte le conseguenze del caso».
L’Ais contribuisce a diffondere le buone maniere
del bere organizzando in tutta Italia corsi per diventare sommelier,
aperti a chiunque e non soltanto a quanti intendono diventare
professionisti del vino.
Per informazioni: telefono 02/28.46.237; e-mail ais@sommerliersonline.it;
Internet www.sommelier.it. |
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