Famiglia Cristiana OnLine

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Attualità
di Alfredo Tradigo


INIZIATIVE
ESCE IL TERZO VOLUME DELLA BIBBIA MINIATA


LE LETTERE DEL
PRIGIONIERO DI CRISTO


Nella Bibbia di Borso d’Este convivono immagini cristiane e naturalistiche, che esprimono bene il raffinato clima culturale delle corti rinascimentali italiane.

Nella Lettera ai Colossesi – che apre il terzo volume della Bibbia di Famiglia Cristiana illustrata dalle preziose miniature della Bibbia di Borso d’Este – san Paolo affronta l’attualissimo tema di uno spiritualismo paganeggiante, fondato su quelle mediazioni tra l’uomo e Dio (angeli, spiriti, elementi cosmici e astrali) che oggi vanno sotto il nome di New Age (nuova era). Scrive infatti l’Apostolo: «Nessuno vi inganni con la sua filosofia e con vuoti raggiri ispirati alla tradizione umana». Ed è proprio la cultura dell’autonomia dell’uomo e del creato da Dio che ha caratterizzato la grande e affascinante stagione del Rinascimento nelle corti italiane a emergere dalle immagini della Bibbia di Borso d’Este; opera che di quella stagione può essere considerata l’emblema. Nelle pagine del prezioso codice, nato alla corte dei principi di Ferrara, immagini pagane e cristiane sono accostate in evidente sincretismo: convivono così elementi naturalistici, cosmologici e astrali, l’araldica di casa d’Este, episodi biblici ed evangelici.

Nella successiva Lettera ai Filippesi, Paolo segna la distanza da ogni forma di umanesimo paganeggiante: «Per me vivere è Cristo e il morire un guadagno». Nella stessa lettera ricorre poi a un’immagine suggestiva, che evoca la gara sportiva: «Corro per afferrarlo, io che per primo sono stato afferrato da Cristo».
E in una delle miniature della Bibbia di casa d’Este l’apostolo Paolo, vestito come un filosofo romano, affronta la sua "corsa" armato di spada e libro, elementi che indicano l’efficacia della parola di Dio che egli porta come un «spada a doppio taglio».

Spogliarsi dell’uomo vecchio

Nella prima Lettera ai Tessalonicesi, che rappresenta forse il più antico scritto cristiano (composta tra l’anno 50 e il 51), Paolo affronta con realismo il tema della seconda venuta di Cristo: «Il giorno del Signore verrà come un ladro di notte... Restiamo dunque svegli e siamo sobri». Nella seconda Lettera ai Tessalonicesi l’autore ammonisce gli oziosi: «Chi non vuole lavorare neppure mangi». In un medaglione del prezioso codice, incorniciato da una verde ghirlanda di foglie, l’Apostolo esorta un discepolo a guadagnarsi il pane con la fatica del lavoro. Nella Lettera ai Galati anticipa temi come fede, grazia, libertà e giustificazione che svilupperà poi nella Lettera ai Romani.

Nella Lettera agli Efesini, infine, Paolo si definisce «prigionero di Cristo» e scongiura i fratelli a spogliarsi dell’uomo vecchio per rivestirsi di Cristo.

Alfredo Tradigo
    
   
LE IMMAGINI PER "LEGGERE" PAOLO

Le splendide immagini della Bibbia di Borso d’Este, capolavoro della miniatura rinascimentale italiana (1455-1461), focalizzano i temi delle lettere paoline che pubblichiamo in questo terzo volume della Bibbia miniata di Famiglia Cristiana. Le lettere ai Galati e ai Tessalonicesi – i più antichi scritti cristiani (anni 50-55) – sono certamente di suo pugno; le lettere agli Efesini e ai Colossesi potrebbero anche essere state scritte da un discepolo, fedele interprete del pensiero paolino.

Dalla Lettera ai Filippesi emerge l’affetto profondo che lega Paolo a quella che può essere considerata la prima Chiesa d’Europa. Seguiranno nel quarto volume le lettere di Paolo ai Corinzi e a Filemone, nel quinto quella agli Ebrei e le Lettere cattoliche di Pietro, Giovanni, Giacomo e Giuda.


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