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INIZIATIVE CONTINUA LA GRANDE INIZIATIVA DELLA BIBBIA MINIATA FREGI D’ARTE PER LE LETTERE DI PAOLO Le illustrazioni della Bibbia di Borso d’Este sono un efficace commento visivo alle lettere che l’apostolo scrisse ai cristiani di Roma e ai discepoli Timoteo e Tito. «Bibia bela in duj volumi di veludo carnesino forniti d’argento». Con queste parole venne registrata nel 1495 nel catalogo della biblioteca di Ferrara un capolavoro assoluto: la Bibbia di Borso d’Este. Si tratta di uno dei più preziosi codici miniati esistenti al mondo. Composta di due volumi (nel primo l’Antico Testamento, nel secondo ancora una parte dell’Antico e il Nuovo), questa magnifica Bibbia – che abbiamo utilizzato per illustrare le Lettere di San Paolo che pubblichiamo con Famiglia Cristiana – fu realizzata per volontà di Borso d’Este, duca di Ferrara, da un’équipe che comprendeva i migliori artisti dell’epoca: dal calligrafo milanese Pietro Paolo Marone ai miniatori ferraresi Taddeo Crivelli e Franco de’ Russi. Simbolo di raffinatezza L’impegno fu febbrile: sette anni di fatiche con giornate lavorative di 16 ore, spesso miniando a lume di candela. Nacque un’opera che oggi possiamo considerare una vera e propria galleria d’arte (oltre 2.000 immagini che rivelano gli influssi delle scuole toscana e fiamminga); un’opera che all’epoca diventò subito il simbolo della raffinatezza, dell’eleganza e del prestigio che gli Estensi avevano raggiunto. Si pensi che quando Borso d’Este andò a Roma da Paolo II per ricevere il titolo di duca, portò la grande Bibbia miniata per mostrarla con orgoglio al Papa. Questi due preziosi volumi, oggi conservati alla Biblioteca Estense di Modena, sono giunti a noi dopo le alterne vicende della famiglia d’Este e grazie alla generosità di Giovanni Treccani, che li riscattò da un antiquario parigino per donarli poi allo Stato italiano. Il capolavoro dell’Apostolo Le miniature riprodotte a pagina intera nella nostra edizione accompagnano un testo che è riconosciuto da tutti come il capolavoro teologico dell’Apostolo delle genti: la famosa lettera di Paolo ai Romani, vertice della teologia paolina sulla gratuità della salvezza, che avviene mediante la fede in Cristo e il battesimo piuttosto che attraverso le opere della legge. Se nella Lettera ai Romani le immagini di Abramo, dei profeti Osea e Isaia o di Cristo in croce fanno da commento visivo ai passaggi del testo, nelle lettere di Paolo ai discepoli Timoteo e Tito la preoccupazione pastorale dell’Apostolo è espressa soprattutto nella miniatura in cui Paolo, appoggiandosi alla spada della Parola, esorta e ammonisce i suoi discepoli perché nessuno di essi perda la fede.
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