Famiglia Cristiana OnLine

Sommario.

 

 

 
Il mondo della scienza.
di Antonino Zichichi


LA SOLUZIONE TROVATA DA UN IMPRENDITORE ITALIANO

UN’IDEA SALVAFORESTE

Ai Seminari di Erice, Mauro Saviola ha illustrato la nuova tecnica con cui ottiene mobili nuovi da legno riciclato. Così salva sei alberi al minuto, 3.150.000 in un solo anno.

La foresta amazzonica è stata definita il "polmone" della Terra; nondimeno i suoi alberi continuano a venire abbattuti. Su quali basi possiamo convincere il Governo del Brasile a evitare di tagliare gli alberi della foresta che vive nel suo territorio? Lo abbiamo fatto con le nostre foreste in Europa.

La distruzione delle foreste è legata al bisogno crescente di legno, sia per la produzione di mobili e di strutture di varia natura, sia per la produzione della carta. Il problema è talmente sentito come un’emergenza planetaria che sono stati intrapresi lavori di ricerca allo scopo di produrre nuove speciali piante capaci di crescere a un ritmo dieci volte più veloce delle normali conifere (ne abbiamo parlato su FC 21 del 2003).

Salvare le foreste è un imperativo che nasce dalla necessità di non distruggere l’equilibrio globale tra emissione e assorbimento di anidride carbonica, il gas a effetto serra che non è veleno, ma "cibo" per le piante. Tuttavia questo "cibo" non lo si può lasciar crescere troppo. Le foreste lo assorbono e così anche gli oceani. Non esiste una certezza su quali siano gli effetti dell’incremento di anidride carbonica prodotto dalle attività umane, che vanno dalla produzione di energia usando combustibili fossili alla distruzione delle foreste.

Per passare dalle parole ai fatti

Una cosa è certa: tagliare alberi corrisponde a ridurre la capacità di assorbimento di anidride carbonica. Ecco perché, a metà degli anni ’80 del secolo scorso, la Wfs (World Federation of Scientists) ha lanciato un appello affinché si passasse dalle parole ai fatti, con azioni concrete, per salvare i tesori ambientali di cui le foreste sono una componente di vitale importanza.

L’appello ha trovato in un imprenditore italiano la persona più sensibile e desiderosa di impegnarsi in una nuova avventura. Quel giovane aveva appena 25 anni quando l’arrivo del metano rese desueto il suo lavoro di consegna a domicilio di carbone e legna da ardere. Come diceva George Bernard Shaw: «Le grandi avventure partono dalla convergenza di motivi e interessi nuovi. Ne possono bastare pochi. Anche due».

Una chiatta carica di legname sul Rio delle Amazzoni.
Una chiatta carica di legname sul Rio delle Amazzoni (foto AP).

Nel caso del giovane imprenditore, un motivo nasceva dall’arrivo del metano, che lo privava del lavoro; l’altro era l’appello della Wfs, che agiva da scintilla per una nuova attività, intesa a realizzare azioni concrete per difendere gli alberi dalla loro spesso ingiustificata distruzione. Fu così che il giovane Mauro Saviola (Famiglia Cristiana lo ha intervistato sul numero 2 del 2004) dette vita a un’impresa che si traduce oggi nel salvare sei alberi al minuto; siccome in un anno ci sono oltre mezzo milione di minuti, il totale fa: più di 3 milioni e 150 mila alberi l’anno. Dice Saviola: «Dovrei abbattere ogni giorno un bosco di 8.000 alberi per ottenere i 5.000 metri cubi di pannello truciolare che producono le mie macchine».

Materiale riciclato di ogni tipo

Il legno necessario alle macchine di Saviola viene dal riciclaggio di vecchi mobili, di imballaggi, da residui di segherie e da scarti di ogni tipo, inclusi quelli dell’edilizia. Il materiale riciclato viene macinato, lavato e ridotto in "trucioli" che sono la base dei pannelli.

Quei "pannelli" diventano mobili in kit, armadi, tavoli, scrivanie, porte, scaffali; e anche controsoffitti, pavimenti, boiserie; il tutto destinato a case, uffici, negozi, locali pubblici, scuole, ospedali.

Ai 110 scienziati provenienti da 97 laboratori e centri di ricerca scientifica e tecnologica di 34 nazioni – presenti a Erice per la 32ª sessione dei Seminari internazionali dedicati allo studio delle emergenze planetarie –, Saviola ha illustrato con rigore e chiarezza la struttura delle sue 16 aziende, con 1.500 dipendenti e un milione e mezzo di tonnellate di legno raccolto all’anno. Un dato per tutti: ciascuno di noi produce 60 chili l’anno di rifiuti di legno.

Ha detto Saviola: «Un tempo il legno veniva utilizzato una sola volta, per poi essere abbandonato in discarica o bruciato. Oggi, invece, può essere riciclato, diventando così una risorsa inesauribile, come il vento o l’energia solare».

Ecco un modo concreto di realizzare un processo economicamente ed ecologicamente sostenibile, visto che i Paesi del G8 devono sempre più confrontarsi con il problema del razionale smaltimento di ingenti quantitativi di materiali di scarto. Saviola trasforma il legno da rifiuto ingombrante a risorsa che salva le foreste, sviluppando tecnologie originali di raccolta, cernita e riutilizzo di questo prezioso materiale.

È una delle azioni più qualificate per difendere i tesori ambientali pesantemente sotto minaccia di distruzione in ogni parte del mondo. Salvare ogni anno milioni di alberi è un esempio su cui la Wfs vuole richiamare l’attenzione dei Governi e del grande pubblico.

Antonino Zichichi
     
  

Le frontiere della scienza
Il microscopio a neutroni

La lunghezza d’onda della luce (da 400 a 800 nanometri) è il fattore dominante nella potenza risolutiva di un microscopio. Un nanometro è un miliardesimo di metro. Un gruppo di fisici del centro Nist (National Institute of Standards and Technology) di Boulder (Colorado, Usa) ha messo a punto un microscopio che, invece delle onde luminose, usa i neutroni (metà del nostro peso è dovuto a queste particelle). Grazie alle proprietà duali della realtà (qualsiasi cosa ha proprietà sia ondulatorie sia corpuscolari), i neutroni agiscono come particelle e come onde.

La lunghezza d’onda dipende dalla loro energia. I neutroni che sono stati usati dai fisici americani hanno un’energia che corrisponde alla lunghezza d’onda di un nanometro: centinaia di volte più piccola della luce. Il nuovo tipo di microscopio dovrebbe avere – teoricamente – una risoluzione molto più potente ed essere quindi di notevole aiuto per lo studio di strutture biologiche.

    

La notizia della settimana
Sette nuove lune nel sistema solare

Il sistema solare si arricchisce di sette nuove lune. Cinque sono state scoperte attorno a Nettuno. Tre ruotano in senso opposto a quello orbitale, le altre due seguono lo stesso verso di rotazione che ha l’ottavo satellite del Sole. Il gruppo internazionale di astronomi autori di questa scoperta è del parere che queste nuove cinque lune siano asteroidi catturati dal campo gravitazionale di Nettuno.

La scoperta delle altre due lune è invece dovuta alla missione Cassini-Huygens (di cui abbiamo parlato su FC32), che porta così a 33 il totale delle lune che girano attorno a Saturno. Le orbite di queste due nuove lune sembrano però favorire l’ipotesi che non si tratti di asteroidi catturati dalla forza gravitazionale di Saturno; la loro origine dovrebbe essere nella struttura stessa del pianeta.

 

Vorremmo saperne di più
Così il cervello evita gli attacchi tecnologici

Non è vero che esistono le "onde del pensiero" che, emesse da un computer, possono entrare nel nostro cervello. Sta nella struttura elettromagnetica del cervello la vera frontiera che ci protegge da qualsiasi assalto alla nostra libertà di pensiero. Per entrare nell’hard-ware della nostra macchina pensante sono necessarie tecnologie non soft ma hard e queste non possono passare inosservate. Evidentemente, Colui che ha fatto il mondo ha saputo proteggere il nostro computer di bordo da intrusioni tecnologiche. I nostri pensieri, le nostre idee resteranno inaccessibili a qualsiasi invenzione tecnologica.


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