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Questo è un viaggio dentro una parrocchia strana. Non ha case, strade, sagrato e chiesa. Non serve camminare per arrivarci. Ma è un viaggio che vale la pena di fare. Le strade si aprono sullo schermo del computer, i passi sono clic di mouse. Non si varca la soglia di una chiesa in muratura, ma si può entrare nella Chiesa. Certo manca qualcosa, la liturgia e i sacramenti, per esempio. E ha tutti i limiti di una comunione che non prevede l’incontro personale, il calore di una stretta di mano. È una grande parrocchia virtuale, che assomiglia a quella reale perché anche nel web si tessono reti di relazioni, s’incontrano persone. Forse assomiglia di più a un antico confessionale con la grata, che impediva la vista ma lasciava andare le parole. Funziona allo stesso modo, se chi si siede davanti al computer poi lascia il mouse e va a inginocchiarsi sotto un crocifisso. C’è una grande parrocchia on-line in Internet: 782 preti e un vescovo, laici, suore, diaconi, seminaristi che ascoltano e scrivono. Si può fare catechesi attraverso il web? «Io direi di sì», risponde don Giovanni Benvenuto, parroco a Genova e prete internettiano. L’ha inventata lui, con don Gianfranco Falgari, sacerdote bergamasco, missionario per gli italiani in Svizzera, la parrocchia virtuale, il 15 giugno 1997. Si trova all’indirizzo www.pretionline.it e mai nel mondo infinito di Internet era nata un’esperienza del genere.«Noi dobbiamo camminare sulle strade della gente», dicono i due sacerdoti, «e oggi la gente sta anche in rete». Potrebbe essere addirittura una diocesi, perché tra chi riponde c’è anche un vescovo, monsignor Giuseppe Molinari, arcivescovo di L’Aquila. Francesco Diani è uno dei massimi esperti di Internet e Chiesa. Collaboratore dei progetti informativi della Cei, da anni cura il portale più ricco sui siti cattolici. Lo si trova all’indirizzo www.siticattolici.it.Tanti sacerdoti da scegliere «La Chiesa non poteva evitare di varcare la soglia del web», dice Diani. «C’è un sagrato che è obbligatorio percorrere, dove s’incontra tanta gente che fa domande sulla fede, che ha bisogno della Parola e non sa come chiederla. Ma non si tratta solo di un servizio da psicologi a buon mercato. Questo è uno dei modi per costruire la Chiesa, perché in rete si scambiano materiali pastorali, catechesi ed esperienze, lectio divina e meditazioni. Era una parrocchia che mancava, e ora diventa obbligatoria». Entrando in pretionline, chiunque ha la possibilità di mettersi in contatto con un prete. Lo può scegliere, secondo il profilo e la specializzazione. Ci sono teologi, liturgisti, esperti di pastorale, moralisti, con esperienza parrocchiale e studiosi, missionari. Ognuno ha un indirizzo e-mail e ognuno assicura risposte entro un tempo stabilito. Ma si può anche scegliere di lasciare i messaggi sulla bacheca e qualcuno risponderà. Potrà essere uno dei 782 sacerdoti iscritti a pretionline, oppure qualcun altro. Spiega don Giovanni Benvenuto: «Abbiamo forme di controllo, prima di mettere in rete i messaggi, e ogni mese verifichiamo che tutti i sacerdoti rispettino i tempi di risposta». I contatti giornalieri sono circa 300 e i messaggi lasciati sfiorano i 60. Le risposte dalla clausura Molte risposte, soprattutto quelle a domande di tipo vocazionale, arrivano dai conventi di clausura. È anche un modo che utilizzano molti sacerdoti per dialogare tra loro, confrontare esperienze, confidarsi problemi: un aiuto nello svolgimento del ministero. Se si fa un giro di mouse in un giorno qualsiasi, si può trovare una ragazza che scrive: «Come si fa a pregare? Intendo dire a parte le preghiere già scritte». Un altro navigatore dalla diocesi di Napoli lancia un appello disperato: «Ho perso il padre spirituale. Purtroppo padre S. ha sciolto i voti». Scrive un catechista che si occupa di preparazione al matrimonio: « Ho preparato due giovani al matrimonio. Poi si sono separati. E lui ha avuto una figlia con un’altra donna. Ma lui è straricco e al tribunale ecclesiastico ha raccontato una montagna di bugie...». C’è una ragazza che sta per diventare suora e chiede aiuto perché i genitori, cattolici praticanti, la ostacolano in ogni modo. Sono migliaia di e-mail sospese attorno alla "questione Dio" e alla Chiesa. Ma si possono trovare anche le confidenze che si fanno in parrocchia, se davvero questa è come una famiglia. Un prete affronta un problema non da poco: «Le macchine dei parroci, fonte di grandi discussioni nelle comunità parrocchiali. Quando un prete cambia l’automobile...». La lettera è stata cliccata 450 volte nelle ultime settimane. La parrocchia on-line offre anche altro. A pretionline è legato un altro sito, www.qumran2.net, una banca dati pastorale che contiene migliaia di file inviati da sacerdoti e operatori pastorali. La curano don Benvenuto, don Paolo Basso e Andrea Ros. È una miniera di materiali per chi vuole conoscere o si impegna già nella Chiesa, proprio come i papiri di Qumran lo sono stati per gli studiosi della Bibbia: «Abbiamo sostituito il vecchio ciclostile che c’era in ogni parrocchia», spiegano i curatori.In questa grande parrocchia virtuale si nota una grande sete di Parola di Dio e di lectio divina. Ogni settimana sono circa 10.000 i commenti al Vangelo inviati via e-mail da pretionline, e Qumran propone ogni mese un "ritiro on-line", con letture e meditazioni da scaricare sul proprio computer.
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