Dalla parte dei lettori.
a cura di Claudio Ragaini
SOLIDARIETÀ/VOLONTARIATO

C’È UNA VISITA AMICA
NEL CARCERE...
  

Un gruppo di detenuti da Tolmezzo segnala l’opera silenziosa di un’anziana volontaria. E avanza una proposta al presidente Ciampi...
  

Abbiamo ricevuto questa lettera da un gruppo di detenuti del carcere di Tolmezzo che volentieri pubblichiamo:

«Noi, detenuti dell’A.S. (Alta Sorveglianza) di Tolmezzo, attraverso Famiglia Cristiana segnaliamo che, oltre a tante associazioni conosciute, esiste pure un volontariato penitenziario silenzioso. È fatto di persone anonime, che tutti i giorni danno un conforto materiale e morale (spesso a proprie spese) a quei "fratelli" che hanno smarrito la strada: i detenuti. E affrontano pregiudizi, ostacoli, ironie, a volte ingiurie, da parte di cittadini "civili", condizionati dai mass media.

Io che mi firmo qui, e tutti i miei amici detenuti, siamo colpiti dalla tenacia, forza di volontà e bontà cristiana di una piccola donna di 68 anni, che da 20 è vedova di un comandante dei Carabinieri. Pur dovendo accudire la madre ultranovantenne, essa trova sempre il tempo per portare in carcere una parola di conforto a quelli che chiama "i miei ragazzi". Lei si definisce una goccia nell’oceano, ma per noi è la goccia che fa la differenza!

Questa donna, la signora Maria Anna Greco, è un faro di speranza. Io la definisco "la global-volontaria", perché nel suo cuore c’è posto per le etnie dei cinque continenti. Non ha mai fatto discriminazioni per razza, religione, titolo di reato, età, in un Istituto come quello di Tolmezzo dove il 70-80 per cento dei detenuti sono stranieri.

Abbiamo inviato una raccomandata al presidente della Repubblica chiedendo un piccolo segno di riconoscimento per la signora Maria Anna Greco. Sarebbe un gran gesto anche per noi detenuti, oltre che per tutti coloro che operano nel silenzio, "comuni cittadini" molto speciali. Vorremmo che questa iniziativa arrivasse alla presidenza della Repubblica anche attraverso Famiglia Cristiana. E azzardiamo un invito al presidente Carlo Azeglio Ciampi per una sua visita a noi detenuti, anche della sezione A.S. della Casa circondariale di Tolmezzo. Un carcere sul confine austriaco, dove si amalgamano le svariate problematiche di tante etnie. Rinnoviamo stima e fiducia a Famiglia Cristiana, ringraziando per quello che farà».

Ugo De Santis e detenuti di A.S. di Tolmezzo (Ud)

Siamo lieti e onorati di segnalare con voi al presidente della Repubblica l’opera nascosta e generosa della signora Maria Anna Greco per salvare e ricostruire esistenze. Abbiamo tutti un grande debito verso questo volontariato penitenziario. Così silenzioso, così necessario.
  
 

DUE DONNE, DUE RICONOSCIMENTI

Li chiamano "caschi bianchi", sono giovani volontari impegnati sul fronte della pace nelle aree più inquiete del pianeta. Un simbolico riconoscimento a questo servizio internazionale è stata la consegna da parte della Focsiv – la federazione delle Ong cattoliche – del cosiddetto "Oscar del volontariato" ad Alida De Bortoli. Impegnata in Kosovo con l’organizzazione Reggio Terzo Mondo, Alida De Bortoli ha svolto il suo servizio civile volontario all’estero nell’ambito di un progetto di educazione alla pace. Il premio, istituito nel 1994, ha inteso così premiare l’idea dei "Caschi bianchi", che in Italia vede in prima linea numerosi enti, e alla quale hanno già partecipato 200 giovani.

E a proposito di premi, merita una segnalazione la storia di Zilda Lisboa, una trentasettenne capoverdiana emigrata in Italia dal 1980, all’età di 14 anni. L’azienda nella quale lavora, la compagnia assicurativa Prumerica Financial, le ha conferito un premio di 10 mila dollari per aver raggiunto alcuni ambiziosi obiettivi professionali: Zilda Lisboa ha però deciso di devolvere l’intera somma a due organizzazioni di volontariato impegnate sul fronte dell’infanzia: l’Asem, organismo che ha promosso centri di accoglienza e scuole per i bambini in Mozambico; e l’associazione bergamasca Prometeo, che si occupa di pedofilia e ha attivato in Romania alcuni progetti di prevenzione e cura dei bambini coinvolti in questo dramma.

   
Scrivere a: Solidarietà e volontariato_Famiglia Cristiana, 
Via Giotto 36, 20145 Milano.