Speciale domenica.
di Padre Raniero Cantalamessa

IL VANGELO DELLA SPERANZA
Solennità di Maria Madre di Dio - 1° gennaio 2003

FIGLIA DEL SUO FIGLIO

    
Luca (2,16-21)

In quel tempo, i pastori andarono senz’indugio e trovarono Maria e Giuseppe e il bambino, che giaceva nella mangiatoia. E dopo averlo visto, riferirono ciò che del bambino era stato detto loro. Tutti quelli che udirono, si stupirono delle cose che i pastori dicevano. Maria, da parte sua, serbava tutte queste cose meditandole nel suo cuore. I pastori poi se ne tornarono, glorificando e lodando Dio per tutto quello che avevano udito e visto, com’era stato detto loro. Quando furono passati gli otto giorni prescritti per la circoncisione, gli fu messo nome Gesù, come era stato chiamato dall’angelo prima di essere concepito nel grembo della madre.
   

Il brano evangelico ricorda la base su cui si fonda il titolo di Madre di Dio: «Quando furono passati gli otto giorni prescritti per la circoncisione, gli fu messo nome Gesù, come era stato chiamato dall’angelo prima di essere concepito nel grembo della madre». Ma è Paolo che, nella seconda lettura, ci dà la vera dimensione del mistero: «Quando venne la pienezza del tempo, Dio mandò il suo Figlio, nato da donna, nato sotto la legge, per riscattare coloro che erano sotto la legge, perché ricevessimo l’adozione a figli» (Galati 4,4-5). Il titolo Madre di Dio all’origine riguardava più Gesù: di lui, ci attesta che è vero uomo: «Perché diciamo che Cristo è uomo, se non perché è nato da Maria che è una creatura umana?» (Tertulliano). Ci attesta che è vero Dio: solo se Gesù è visto come Dio, è possibile chiamare Maria Madre di Dio. E attesta che Gesù è Dio e uomo in una sola persona. Se in Gesù umanità e divinità fossero state unite di un’unione solo morale e non personale (così pensavano gli eretici contro i quali venne definito il titolo "Madre di Dio", Theotókos, al concilio di Efeso del 431), ella non potrebbe essere detta più Madre di "Dio", ma solo Madre di "Gesù" o di "Cristo". Maria è colei che ha fatto di Gesù il nostro fratello.

Scegliendo questa via materna, per manifestarsi a noi, Dio ha rivelato, nello stesso tempo, la dignità della donna. «Quando venne la pienezza del tempo, Dio mandò il suo Figlio, nato da donna». Se Paolo avesse detto: "nato da Maria", si sarebbe trattato solo di un dettaglio biografico; dicendo «nato da donna», ha dato alla sua affermazione una portata universale. È la donna stessa, ogni donna, che è stata elevata, in Maria, a tale incredibile altezza. Maria è qui la donna. Si parla tanto oggi della promozione della donna: Dio ci ha preceduti di molto; ha conferito alla donna un onore tale da farci ammutolire tutti.

La sintesi di Dante

Il titolo Madre di Dio ci parla, infine, di Maria, l’unica a poter dire, rivolta a Gesù, ciò che dice a lui il Padre celeste: «Tu sei mio figlio; io ti ho generato!». Sant’Ignazio d’Antiochia dice, con semplicità, che Gesù è «da Dio e da Maria», come noi diciamo di uno che è figlio del tale e della tale. Dante Alighieri ha racchiuso il duplice paradosso di Maria, che è "Vergine e Madre" e "madre e figlia", in un verso: «Vergine Madre, figlia del tuo Figlio!». Il titolo Madre di Dio basta da solo a fondare la grandezza di Maria e a giustificare l’onore a lei tributato. Si rimprovera talvolta ai cattolici di esagerare nell’onore a Maria, e a volte il rimprovero non era senza fondamento. Ma non si pensa mai a ciò che ha fatto Dio. Dio si è portato talmente avanti nell’onorare Maria facendola Madre di Dio, che nessuno può dire di più, «anche se avesse», diceva Lutero, «tante lingue quante sono i fili d’erba sulla terra». Il titolo di Madre di Dio è anche oggi il punto d’incontro e la base comune a tutti i cristiani, da cui ripartire per ritrovare l’intesa intorno al posto di Maria nella fede. Esso è l’unico titolo ecumenico riconosciuto da tutte le maggiori Chiese cristiane.

La più antica preghiera mariana, il Sub tuum praesidium, dice la fiducia e la consolazione che i cristiani hanno sempre tratto da questo titolo: «Sotto il tuo patrocinio ci rifugiamo, santa Madre di Dio; non disprezzare le suppliche di noi che siamo nella prova, ma liberaci sempre da tutti i pericoli, o Vergine gloriosa e benedetta».