Speciale domenica.
di Padre Raniero Cantalamessa

IL VANGELO DELLA SPERANZA
Santa Famiglia (anno B) - 29 dicembre 2002

I FRUTTI DELLA VECCHIAIA

    
Luca (2,22-40)

Quando venne il tempo della loro purificazione secondo la Legge di Mosè, Maria e Giuseppe portarono il bambino a Gerusalemme per offrirlo al Signore, come è scritto nella Legge del Signore [...]; e per offrire in sacrificio una coppia di tortore o di giovani colombi, come prescrive la Legge del Signore. Ora a Gerusalemme c’era un uomo di nome Simeone, uomo giusto e timorato di Dio, che aspettava il conforto d’Israele [...]. C’era anche una profetessa, Anna, figlia di Fanuèle, della tribù di Aser [...]. Non si allontanava mai dal tempio, servendo Dio notte e giorno con digiuni e preghiere.
   

Gesù ha voluto nascere in seno a una famiglia, anche se per opera dello Spirito Santo e da una Vergine. La famiglia è costituita da un insieme di rapporti: tra marito e moglie, genitori e figli. Ma c’è un rapporto più largo: tra nonni e nipoti, o tra anziani e giovani, che pure è parte integrante di ogni normale famiglia. Le tre letture ci permettono di riflettere sugli anziani. Ognuna ce ne presenta una coppia: nella prima e seconda lettura Abramo e Sara; nel Vangelo, Simeone e Anna.

Gli anziani vivono nel mondo d’oggi una situazione nuova; sono quelli che più hanno risentito dei vertiginosi mutamenti sociali, mentre nella Bibbia e, in genere, nelle società antiche, gli anziani, lungi dall’essere emarginati, erano i veri pilastri intorno a cui ruotavano la famiglia e la società. Partiamo dal pensionamento: ma è davvero un "ritirarsi" (così lo chiamano in inglese, retirement), un essere tagliati fuori dalla vita vera? Conosco persone per le quali tale momento non ha significato declino, ma nuova operosità. Una volta liberi da un lavoro, hanno scoperto che avevano tempo per dedicarsi a un’attività più congeniale, hanno scoperto che, dopo aver lavorato tutta la vita per i bisogni del corpo e per i doveri terreni, potevano dedicarsi con più agio e libertà a coltivare il loro spirito. Per tutti costoro si realizza la parola del salmo: «Nella vecchiaia daranno ancora frutti, saranno vegeti e rigogliosi» (Salmo 92,15).

L’operaio dell’undicesima ora

Quanta fiducia dà, a questo proposito, la parabola di Gesù dove si parla dell’operaio dell’undicesima ora che riceve la stessa paga dei primi. Vuol dire che non è mai troppo tardi. Supponiamo che uno, assillato dal bisogno, o anche spinto dalla sete del guadagno, abbia trascurato per tutta la vita di coltivare la sua fede. Ebbene, Dio gli offre una nuova possibilità. Quante persone, in paradiso, devono la loro salvezza agli anni della loro anzianità! La Scrittura traccia anche le linee per una spiritualità: 
«I vecchi siano sobri, dignitosi, assennati, saldi nella fede, nell’amore e nella pazienza. Ugualmente le donne anziane si comportino in maniera degna dei credenti: non siano maldicenti..., sappiano piuttosto insegnare il bene per formare le giovani all’amore del marito e dei figli» (Tito 2,2-4).

Non è difficile desumere da questo insieme di raccomandazioni i tratti fondamentali del buon anziano: deve anzitutto spiccare una certa calma, dignità, che fa di lui un elemento di equilibrio nella famiglia. Uno che, nei contrasti, sa relativizzare le cose, smorzare i toni, indurre alla riflessione e alla pazienza. Una delle situazioni più penose è assistere impotenti allo sfasciarsi del matrimonio dei figli. Anche in questa circostanza, l’anziano invita alla riconciliazione, trattiene dal prendere decisioni precipitose, "mette pace".

Un’altra virtù è l’apertura verso i giovani. Alle donne anziane si raccomanda di «formare le giovani all’amore». Questo suppone la capacità di sapersi adattare ai tempi che cambiano, apprezzare le novità e i valori positivi di cui sono portatori i giovani. Uno dei difetti che già gli antichi rimproveravano agli anziani è di essere laudatores temporis acti, cioè di lodare le cose del passato.

Ma le indicazioni più preziose per una spiritualità dell’anziano ci vengono proprio dalle figure di anziani che abbiamo ricordato all’inizio. Abramo e Sara ci dicono che la vera forza che sorregge l’anziano è la fede. Da Simeone e Anna, la coppia di anziani del Vangelo, impariamo l’altra virtù fondamentale: la speranza. Simeone ha sperato tutta la vita di vedere il Messia, e un giorno ha avuto la gioia di stringerlo tra le braccia. Vi sono anziani oggi che hanno anch’essi un desiderio segreto nel cuore: vedere sistemati i figli, vederli riconciliati con Dio. Bisogna, come Simeone, continuare a sperare e pregare. Nei Salmi troviamo questa toccante preghiera: «Non mi respingere nel tempo della vecchiaia, non abbandonarmi quando declinano le mie forze... Tu mi hai istruito fin dalla giovinezza..., e ora nella vecchiaia e nella canizie, Dio, non abbandonarmi» (Salmo 71,9ss).

 

IL CALENDARIO

Domenica 29 dicembre 
Santa Famiglia. San Tommaso Becket. San Davide. 
Letture
: Gn 15,1-6; 21,1-3; Eb 11,8.11-12.17-19; Lc 2,22-40. 
Liturgia delle Ore: Ufficio della festa. 
RITO AMBROSIANO: Is 12,1-6; 1Gv 1,5-2,2; 
Mt 2,13-15.19-23.

Lunedì 30 dicembre 
Beata Margherita Colonna. 
Letture
: 1Gv 2,12-17; Lc 2,36-40.

Martedì 31 dicembre 
San Sivestro I. Santa Caterina Labouré. Santa Melania.
Letture: 1Gv 2,18-21; Gv 1,1-18.

Mercoledì 1° gennaio 
Maria Madre di Dio. San Fulgenzio. 
Letture
: Nm 6,22-27; Gal 4,4-7; Lc 2,16-21.

Giovedì 2 gennaio 
Santi Basilio Magno e Gregorio Nazianzeno. 
Letture
: 1Gv 2,22-28; Gv 1,19-28.

Venerdì 3 gennaio 
Santa Genoveffa. San Fiorenzo. 
Letture: 1Gv 2,29-3,6; Gv 1,29-34.

Sabato 4 gennaio 
Santa Elisabetta Anna Bailey Seton. Beata Angela da Foligno.
Letture: 1Gv 3,7-10; Gv 1,35-42.