Dalla parte dei lettori.
a cura di Liliana Mapelli
TEMPO LIBERO / WEEK-END

QUEI RIFUGI NELLA NEVE
   

Trascorrere qualche giorno lontano dalle auto, immersi nella natura e nel silenzio, sciando, passeggiando, abbronzandosi: che c’è di meglio?
  

Volete fare il pieno di aria alpina, limpide stellate, cibi genuini, sport panoramici, escursioni silenziose? Nei rifugi ad alta quota in Italia e dintorni, si può.

Per quelli che... vogliono stare veramente comodi. C’è Chamois, in provincia di Aosta, un paesino sospeso per aria a metà della Valtournanche. Dopo aver scelto uno dei tre alberghi rustici con vista sulla Becca di Nana, a piedi o con gli sci si può salire ancora al poetico Lago di Lod, passando per i profumi gastronomici di Chez Pierina, oppure per un sentierone per fondisti che, spalle al Cervino, arriva a La Magdeleine costeggiando tane di camosci e marmotte. Capodanno è previsto al caldo, nel senso della fiaccolata sulle piste e del grande falò nella piazza di Corgnolaz.

Per quelli che... amano le emozioni forti. Il Dos del Sabion ha preso un premio europeo per il suo panorama "no limits" sulle Dolomiti del Brenta, ma ha anche il merito tutto suo di aver aggiunto due chicche: l’arredamento montanaro delle sue stanze perlinate e soprattutto una pista di partenza per parapendio sulla neve, per sfiorare le Dodici Cime e l’Adamello. 

"Classico", ma assolutamente unico è il rifugio Plateau Rosa, dove il tramonto colora di rosa tenue il ghiacciaio perenne del Monte Rosa, a 3.500 metri. Il freddo non si sente, perché ci si muove per provarle tutte: una "sciatina" in Svizzera fino a Zermatt, due passi fino alla suggestiva grotta di ghiaccio del Piccolo Cervino, una discesa notturna (solo con la luna piena) sulla pista di Coppa del Mondo.

Per quelli che... girano sempre sugli sci. Sulla terrazza dolomitica del Graffer, a metà della funivia Grosté, sopra Madonna di Campiglio, si ragiona solo in termini di sci alpinismo e fondo, ciàspole da neve (qui le racchette si chiamano così) e pelli di foca. Per prepararsi alla fiaccolata di Capodanno sul Giovetto, cominciate pure col giro delle malghe verso Campo Carlo Magno e ritorno. Poi potrete ambire alle circonvallazioni bianche dell’Adamello, del Cevedale, del Lago di Tovel.

Un’altra possibile meta è la malga Boc, sette chilometri di silenzio tonificante, cui si arriva anche dal rifugio Lusia (in Val di Fassa): è piccolo, rustico e così geloso della cucina locale da conservare, quasi in mezzo alla neve, le forme di Tosella da grigliare.

Il rifugio Lago Palù della Valmalenco domina l’omonimo anello per fondisti, con possibilità di sconfinare in mezzo alle pinete sotto il Bernina. Il Città di Milano vigila su un incrocio di piste nel Parco nazionale dello Stelvio: la sera di Capodanno si scia a testa alta e fiaccola in mano, per non perdere i riflessi dei fuochi d’artificio sulla neve.

Per quelli che... cercano cose strane. Al Club Moritzino di Piz La Ila (in Val Badia) basterebbe il panorama a 360 gradi dalla Vetta d’Italia alla Tofana di Mezzo per essere più che invitante. Invece si sono inventati anche la pallamano sulla neve, giri di notte su gattoni delle nevi a 20 posti, pranzi con tintarella in terrazza e pesce che arriva tutti i giorni da Chioggia in motoslitta. Se fate in tempo, perlustrate la Val Badia in quota: c’è da provare la prima seggiovia d’Italia, che arriva al rifugio "Con dj serale" del Col Alto, sicurissima e datata 1947. Dopo una discesa sulla vicina pista di slittino, seguite un sottofondo di musica country e cercate il signor Willy del rifugio Ütia Punta Trieste. Esperto scopritore di grotte, qualche anno fa ha "stanato" trenta esemplari di orsi delle caverne. Ha come ospite fisso l’amico Rainer, uno degli chef più rinomati della regione.

Per quelli che... vogliono andare oltreconfine. L’unica fatica per raggiungere il rifugio Carl-von-Stahl è quella della lingua, perché parlano solo tedesco. Si tratta dell’avamposto di montagna voluto dall’imperatore Francesco Ferdinando, che ne apprezzava il panorama sul Parco nazionale di Berchtesgaden, a metà fra la Baviera e l’alto Salisburghese.

Le carrozze rosse del Bernina Express partono dalla cittadina valtellinese di Tirano, poi tagliano il cantone svizzero dei Grigioni e si appendono letteralmente su una cremagliera a chiocciola che attraversa l’Alta Engadina. Dopo un giro intorno al Lago Azzurro di Poschiavo e qualche serpentina fra paesini fiabeschi, ogni fermata coincide con un rifugio che non conosce rumore se non quelli della natura: l’Ospizio Bernina sul Lago Bianco, con possibilità di conquistare le vette del Piz Palü e l’Alp Grüm, o ancora più in alto sul Diavolezza, per farsi due passi sul ghiacciaio del Morteratsch passando per l’Isola Persa. Alla fine del binario, si tira un lungo respiro di aria alpina nel contemplare la conca di St. Moritz.

Con un altro Express si sale all’Alpenhof Plattner e sul Passo Pramollo, per farsi uno slalom in Austria o in Italia..., a seconda di quale delle trenta piste si sceglie. All’andata si può prendere il Millennium, al ritorno lo slittino oppure sedersi su una slitta trainata da cavalli e trotterellare fino a valle.

Stefano Blaco

     

INDIRIZZI PER ALTA QUOTA
  • Chamois, m 1.863, loc. Antey - Brusson, tel. 0166/47.134; Chez Pierina, tel. 0166/47.126.
  • Plateau Rosa, m 3.500, loc. Cervinia (Ao), tel. 0166/94.83.69.
  • Dos del Sabion, m 2.150, loc. Pinzolo (Tn), tel. 0465/32.49.00.
  • Graffer, m 2.200, loc. Madonna di Campiglio (Tn), tel. 0465/44.13.58.
  • Rifugio Lusia, m 2.056, loc. Moena (Tn), tel. 0462/57.31.01.
  • Lago Palù, m 1.695, loc. Chiesa in Valmalenco, tel. 0342/45.22.01.
  • Città di Milano, m 2.581, loc. Solda (Bz), tel. 0473/61.17.52.
  • Club Moritzino, m 2.100, loc. Corvara (Bz), tel. 0471/84.74.03.
  • Col Alto, m 2.000, loc. Corvara (Bz), tel. 0471/83.63.24.
  • Ütia Punta Trieste, m 2.028, loc. Corvara (Bz), tel. 0471/83.66.43.
  • Carl-von-Stahl Haus, m 1.980, loc. Jennerbahn (Germania), tel. 0049/8652/27.52.
  • Ospizio Bernina (Svizzera), m 2.309, tel. 0041/84.40.303.
  • Diavolezza (Svizzera), m 2.978, tel. 0041/84.26.205.
  • Alpenhof Prattner (Austria), loc. Hermagor, m 1.700, tel. 0043/42.85.82.85.

 

SONO USCITI 
di Liliana Mapelli

Alberghi e ristoranti d’Italia, 2003
Touring Club Italiano, 20,00 euro.
Compie dieci anni la guida della più autorevole associazione turistica italiana, che si è affermata – con 50.000 copie vendute ogni anno – come strumento di consultazione privilegiato per chi viaggia per vacanza e per lavoro. Sono 5.170 gli alberghi e
3.376 i ristoranti elencati, seguendo l’ordine alfabetico delle località, da Abano Terme a Zone. Per i ristoranti, è sempre in corso la gara all’eccellenza. La classifica del 2003 è guidata dai toscani: prima l’Enoteca Pinchiorri di Firenze, secondo il Gambero Rosso di San Vincenzo.

Superguida 2003
Ed. Dossier, 28,00 euro. 
Qui parlano i numeri: sono presentati ben 31.572 alberghi, 6.770 ristoranti, 1.612 residences, 3.232 aziende agrituristiche. Una scelta che sfiora la completezza, per soddisfare tutte le esigenze e tutte le tasche.