Dalla parte dei lettori.
di Renata Maderna

GENITORI E FIGLI

FRA TANTI BABBI UN SOLO BAMBINO
   

L’immagine del barbuto "distributore" di giocattoli è ormai inflazionata. Ma in famiglia si rinnova l’esperienza di un dono che rinasce.
  

Con aria furtiva il ragazzo si piega sul bagagliaio dell’auto ed estrae il grosso cuscino che simulerà un pancione e la lunga barba d’ordinanza. In breve da un sacchettone spunterà anche un bel vestito rosso con cinturone. Riccardo, che ha assistito alla scena, spalanca la bocca e osserva smarrito. Solo più tardi riuscirà a chiedere alla madre chi è quel tipo che «voleva far finta di essere il vero Babbo Natale». La delusione è forte e non sarà nemmeno l’unica. I Babbi sono inflazionati. Ce n’è uno all’ingresso del supermercato, altri cinque che risalgono le pareti del grande albergo all’angolo, ben due che appaiono sempre alla festa dell’asilo, e cento in Televisione.

La mamma di Tommaso ha spiegato che i Babbi sono tanti perché devono portare i regali in tutto il mondo, e il "mandante", quello a cui si scrive e che decide, è Gesù Bambino, ma la spiegazione non è molto convincente. E la mamma di Riccardo, come tante altre, non sa che cosa fare. Un tempo tutto era più facile, perché a casa e a scuola si faceva il presepe e si raccontava la storia buona del Bambino che nasce.

Oggi le regole non scritte della società ritengono politically correct evitare qualsiasi accenno che possa "offendere" chi non crede, e tutto è affidato alla scelta della famiglia e al suo desiderio di trasmettere il vero significato del Natale in una società troppo appiattita dal consumismo.

«La parola chiave dovrebbe essere il dono», consiglia Gabrielle Biader, che ha lavorato in varie commissioni per la catechesi, ma preferisce definirsi mamma e nonna. «Si parla tanto di regali, un termine ormai compromesso e svuotato di significato, mentre il dono presuppone una maggiore gratuità e fa riferimento al dono che il Padre ci ha fatto di suo figlio. Gesù Bambino è di per sé dono e luce che illumina le vite di tutti. Da sempre i cristiani si fanno regali in ricordo di questo. Il fatto che le tradizioni siano diverse a seconda delle zone geografiche o anche della pressione del consumismo, non deve far dimenticare che quel che conta, al di là di Babbo Natale, Santa Claus, Santa Lucia o San Nicola, è sperimentare il dono. Che porta sempre con sé, anche quando si scopre che viene fatto da nonni e genitori, l’idea che qualcuno ti ha pensato, ha riconosciuto quindi che tu esisti e ha rinunciato a qualcosa per sé stesso per farti felice».

   

LA BUGIA PIÙ SIMPATICA DEL MONDO...

Il latte per Babbo Natale affaticato dal lungo viaggio e il pane secco per le renne, poverine, che (si spera) hanno dovuto portare un grosso peso. E poi la lucina, perché non sbagli strada... Poche cose sono più calde e rasserenanti dei preparativi che si fanno per Natale quando in casa ci sono i più piccoli. Persino i bambini delle elementari rimpiangono i tempi andati "quando credevano ancora" a Babbo Natale. Da far rivivere magari con un bel libro formato gigante, Il grande puzzle di Natale (De Agostini), da cui è tratta la simpatica illustrazione qui sopra, che descrive i preparativi, elfi compresi, e permette di giocare con grandi pezzi di puzzle, o il pop-up a tre dimensioni, Babbo Natale dove sei? (De Agostini).

Gli appassionati del topo Geronimo Stilton potranno leggere Una tenera, tenera, tenera storia sotto la neve (Piemme), mentre i bambini che amano Gaspare e Lisa preferiranno Il regalo di Natale(Il castoro), e i più sognanti vorranno farsi rileggere Piccolo Fiocco, amico mio (Bohem).

         
...E LA STORIA CHE DÀ SPERANZA

Un giorno in cui volersi bene in modo speciale, in cui essere felici anche se ci sono dolori e difficoltà, in cui sperare, comunque. Sono messaggi semplici che anche il bambino più piccolo può comprendere. La storia del Bambino che, nonostante tutto, guerre e cattiverie, torna ogni anno a salvarci è la più bella del mondo da raccontare. Magari con l’aiuto di un libro poetico e delicato come Verrà un bambino (San Paolo), di Loretta Serofilli e Alberto Benevelli, la storia di Gesù appena nato e del bambino che gli dona una colomba.

Ricco di finestrelle e di porticine da aprire è invece Seguite la stella (Piccoli-Elledici), che accompagna i più giovani, lungo i passi di Maria e Giuseppe, dei Re Magi e dei pastori, all’incontro con Gesù Bambino.

Molto originale, infine, è l’approccio di Natale. Una storia d’amore (Edizioni Messaggero Padova) che prende le mosse dalla creazione della luce collegandola alla nascita di Gesù, «la luce vera che illumina ogni uomo».