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Spettacoli.
di Gigi Vesigna


MUSICA
"LE MIE FAVOLE", IL NUOVO ALBUM DELLA CANTANTE


TUTTI PER SYRIA

Max Pezzali, Jovanotti e Gianna Nannini le hanno regalato una canzone ciascuno, Taricone appare nel video. Ma... «Il mio futuro? Moglie e mamma».

Storia di Cecilia Cipressi che, a 18 anni, viene ascoltata per caso da quella volpe della musica che è Claudio Mattone, mentre su una spiaggia canta con gli amici, e diventa subito un progetto di cantante. Prende in prestito dalla nonna il nome d’arte Syria e si avventura nel labirinto delle sette note. Nel 1995 vince a Sanremo Giovani cantando Sei bellissima e guadagnandosi di diritto l’accesso tra le Nuove Proposte. Si presenta con Non ci sto e vince. Nel 1997 viene ammessa al Festival tra i big e arriva terza con Sei tu.

Cecilia è figlia d’arte: col nome di Elio Cipri, suo padre spopolò negli anni ’60 al Disco per l’estate con una filastrocca intitolata Spara Gonzales (ora è discografico e manager in una radio privata). Biagio Antonacci diventa il produttore di Cecilia e lei torna a Sanremo. In quell’occasione mi capita di pranzare con lei. Ci sono il padre, la madre e un giovane che lei presenta come il suo ragazzo. Si chiama Pier Paolo Pieroni, e con Claudio Cecchetto si occupa degli 883 di Max Pezzali. Proprio in quei giorni scatta la seconda fase della vita di Cecilia.

La copertina del nuovo album.
La copertina del nuovo album.

Syria si nasconde e Cecilia prende il sopravvento: Pier Paolo diventa il suo compagno e dalla loro unione nasce una bimba, Alice, che ha un anno. In luglio Cecilia e Pier Paolo si sposano e Syria ricomincia a pensare al suo lavoro. La incontro a Milano (sembra una ragazzina e pesa 43 chili), dove sta traslocando. «Avevo voglia di tornare a cantare», spiega, «ma se l’ho fatto è perché sono stata "costretta" da un sacco di amici che mi hanno regalato canzoni. Max Pezzali ha scritto per me Essere in te, Lorenzo (Jovanotti) mi ha regalato Se tu non sei con me. C’è un verso che dice: "I fiori cantano, ma io non sento e nella testa mia c’è un treno lento che viene avanti in un binario morto. Mi va tutto storto se non sei con me". Mi sembra un auspicio, una sferzata di energia per convincermi a tornare. Ma ancora non me la sento, voglio fare la mamma a tempo pieno. La mia famiglia, quella di mamma e papà, è solida, stanno insieme da più di trent’anni. Vedo così il futuro della mia nuova famiglia».

Le pressioni per convincerla a tornare diventano più frequenti. Un giorno Cecilia ascolta il nuovo disco della Nannini: «Certo, se Gianna scrivesse una canzone per me...». E allora, «sentendomi piccola piccola, le ho scritto. E in tempi molto stretti arriva Come passa il tempo, da Gianna e dalla scrittrice Isabella Santacroce. Sento che non ho più argomenti, provo a scrivere io una canzone, per mia figlia...». È Lettera ad Alice, un pezzo struggente, passaporto per la sala d’incisione, dove prende corpo il nuovo album, Le mie favole.

Intanto si prepara il lancio per un ritorno che lasci il segno. I funambolici Manetti Brothers si inventano un video per la canzone di Jovanotti. «C’era bisogno della presenza di un supereroe dei fumetti. Mi viene in mente Taricone del Grande Fratello. Lui accetta e il video diventa davvero divertente».

Undici nuove canzoni per il sesto album di Syria: «Ho fatto di tutto perché questo lavoro rappresenti il presente di Syria-Cecilia, come donna, mamma e moglie». Un tatuaggio non rappresenta necessariamente l’eternità, ma Cecilia ne ha due: sul primo è scritto Pier Paolo, sul secondo Alice. La sua famiglia.

Gigi Vesigna


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