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SPETTACOLO - LAURA PAUSINI presenta il suo nuovo disco

«Quella passione che ci unisce»

di GIGI VESIGNA
   
    

   Famiglia Cristiana n.39 del 1-10-2000 - Home Page

È la musica, che per la cantante romagnola costituisce molto di più che una semplice professione, ma diventa quasi una ragione di vita. Lo conferma anche l’ultimo album, che si intitola Tra te e il mare e contiene 15 canzoni inedite scritte da lei, che parlano di amicizia, di amore, e del suo papà.

Sette anni fa, Laura Pausini era soltanto una "ragassola" romagnola che Pippo Baudo presentò nel suo Sanremo come Alice nel Paese delle meraviglie. Oggi, quella timida debuttante ha 26 anni, ha venduto ben 14 milioni di dischi in tutto il mondo e, del mondo, è diventata una cittadina a pieno titolo.

  • Laura, cinque album che hanno spopolato in quattro dei cinque continenti; una vita frenetica che ti ha fatto rimbalzare qua e là, ogni sera una camera d’albergo, ogni settimana un fuso orario diverso: per quella Alice che arrivava al Festival da Solarolo, in provincia di Ravenna, le cose non sono andate troppo in fretta?

«Vivendo con la musica e per la musica, il tempo non passa mai, o meglio, non ci si rende conto che ieri, magari, era tanto tempo fa. Però la storia di Alice nel Paese delle meraviglie era un’idea fissa di Pippo Baudo. Certo, trovarmi al Festival, vincere nella categoria dei giovani e l’anno dopo arrivare terza, è stato un po’ traumatico, ma se tieni i piedi per terra, se non ti monti la testa, se non pensi: "Sono in cima al mondo e non scendo più", allora tutto diventa più facile. Anche cambiare letto ogni sera...».

Siamo nella sua accogliente casa milanese, in via Bigli, nel centro di Milano, una delle tre "residenze" di Laura Pausini. Le altre sono quella di Solarolo, dove abitano i genitori e la sorella Silvia, e quella, ancora in fase di allestimento, a Malibù, sulla spiaggia più "in" di Los Angeles. Abbiamo ascoltato con calma il suo quinto album, Tra te e il mare, e adesso lo commentiamo insieme.

Laura è dolcissima, incredibilmente serena. Eppure è appena tornata da una tournée in Sudamerica dove ha lanciato, prima che in patria, lo stesso disco ma in lingua spagnola: ha affrontato decine di giornalisti di tutto il mondo rispondendo loro in inglese, o in spagnolo, o in portoghese, lingue che ha imparato in fretta ma tanto bene da farla apparire, di volta in volta, di nazionalità diversa. Ora, però, parla un italiano che si rilassa in un accento romagnolo, piacevole e rassicurante. «Mi sento molto italiana», conferma, «ma quando sono in un altro Paese, incredibilmente, è come se fossi nata là. Io credo che sia la forza della musica».

Il nuovo album è decisamente di qualità: 15 pezzi quasi tutti scritti da lei stessa, ma frutto del lavoro di una squadra che si intuisce molto affiatata. C’è Cheope, uno dei parolieri, che poi è in realtà Alfredo Rapetti, il figlio di Mogol, c’è Alfredino Cerruti, suo compagno da sette anni e, di volta in volta, ci sono musicisti che collaborano con i nomi più importanti della musica mondiale, da Celso Valli, che lavora con Bocelli e Ramazzotti, a Kc Porter, produttore di Santana, ad Andrea Carlsson, che ha scritto canzoni per i Backstreet Boys e Celine Dion. E poi ci sono musicisti come Kurt Bisquera, il batterista di Elton John e Tina Turner, il bassista di Phil Collins, Lee Sklar, i chitarristi Michael Thompson, che ha suonato con Madonna, Michael Jackson, e Mike Landau, che incide con Mariah Carey. Un’équipe che fa comprendere meglio la qualità della nuova fatica di Laura ma, soprattutto, non toglie a lei il ruolo di vera "anima" dell’album.

  • Hai fatto un po’ di vacanze quest’anno?

«Una settimana sul Lago di Garda, e adesso qualche giorno a Milano. Le mie serate le passo con gli amici, qualche volta vado in locali dove c’è musica dal vivo. E poi mi piace molto dipingere, amo la pittura quasi come la musica».

  • Sei religiosa?

«Credo in Dio e il momento più importante della mia vita è stato sicuramente quando ho incontrato il Papa. Lui è la persona che mi manca più di tutti, la persona che ogni giorno vorrei rivedere».

  • Una tua canzone, Jenny, è ispirata a un angelo...

«In effetti mi è venuta in mente dopo aver visto il film La città degli angeli. Jenny è l’angelo del quale tutti noi, almeno una volta nella vita, abbiamo tanto bisogno. Nella canzone, immagino che sia venuto sulla Terra per cercare un reietto che vive sulla panchina di un parco. Di lui ha solo una foto, ma lo troverà!».

  • Viaggio con te, invece, è dedicata a tuo padre Fabrizio...

«Sì, gliel’ho regalata il giorno del suo compleanno. Papà mi accompagna spesso. È un musicista, suona il basso e una sera, in Sudamerica, me lo sono trovato sul palco durante un concerto. Aveva sostituito il mio bassista, che era stato colpito da un attacco di appendicite. È mio padre, ma anche il mio consigliere e il mio migliore amico».

  • Se dovessi scegliere, tra le 15 nuove canzoni dell’album, quella che ritieni abbia il testo migliore...

«È Per vivere, dove non sono l’io narrante come nel resto del disco, ma un bimbo di sette anni che ho conosciuto nel 1997 a Rio de Janeiro, in Brasile, dopo un concerto. La musica secondo me ha il cuore di un bambino e, in quella canzone, c’è una frase che amo particolarmente. Dice: "Questa strada di tristezza e polvere senza mamme, di carezze e favole...". Dopo che l’ho incontrato, ho letto un libro che si intitolava, appunto La musica nel cuore di un bambino».

  • Nel 2001 Laura Pausini affronterà il mercato americano con un nuovo disco tutto in inglese. Una sfida difficile, non trovi?

«Faccio questo disco non per vendere dischi in America, anche se mi auguro di riuscirci, ma perché mi sento pronta a un’esperienza difficile ed estremamente stimolante...».

  • C’è, oltre le feste comandate, il compleanno tuo e dei tuoi cari, un giorno preciso in cui ti prendi una vacanza?

«Sì, è il 16 settembre: il mio fan club di Solarolo organizza un raduno nazionale. Loro lo chiamano il "Pausini Day", ma esagerano. È solo un bellissimo momento con quelli che, sin da quando Baudo mi aveva battezzata "Alice", mi sono stati vicini!».

  • Tornerai a Sanremo?

«È molto probabile, ma come ospite, con Andrea Bocelli ed Eros Ramazzotti. Se ne sta parlando proprio in questi giorni!».

Gigi Vesigna
   

«Devo tutto a mio padre»

Tra te e il mare, la canzone che dà il titolo al mio nuovo disco, è un bellissimo regalo che mi ha fatto Biagio Antonacci. Ma quando ascolterete tutte le canzoni, ricordate che questo album è anche il mio desiderio di abbracciare il mondo e di trovare elementi di un comune sentire tra noi. Noi che siamo fatti delle cose che ci circondano: le nuvole, le frasi nelle lettere, il campo delle fragole, il sale delle lacrime. Siamo persone che credono nel potere della pace e che odiano la guerra, siamo il contrario degli eroi. Siamo noi. E questa è la canzone "manifesto" dell’album. Ma ci troverete anche l’altra faccia dell’amore, quando ci si accorge che la persona che amiamo è tutto il contrario di quella che stiamo cercando. Ma distaccarsi è difficile perché abbiamo la dolce tentazione di voler rifare quel grande errore. E poi il bene che provo per mio padre. Un modo pubblico di dire grazie a una persona che per me è stata ed è tuttora importantissima.

Un grazie per avermi donato quella infinita passione che ci unisce: la musica. Ma che cosa è la musica? È anche la ricerca sincera per trovare sé stessi attraverso gli sguardi e le parole delle persone. È la consapevolezza di apprezzare la passione per la vita. È la speranza che questo sarà per sempre musica! Ma le canzoni del disco fatele vostre, interpretatele come le sentite dentro. È il modo migliore per capire se vi ho regalato dei momenti sereni.

Laura Pausini

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