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Colloqui col padre
  
     
   Famiglia Cristiana n.01 del 9-1-2000 - Home Page EPISTOLARIO FAMILIARE:
lettere d’amore e di riconoscenza

Figli che scrivono ai genitori, genitori che scrivono ai figli. Per dire grazie, per esprimere il proprio affetto, per comunicare un rimpianto.

Ho letto sul n. 45 la bella lettera inviata da Rita, scritta dal figlio il giorno prima delle nozze, e mi sono commossa, anche perché alcuni anni fa mio figlio Fabrizio mi inviò una lettera simile, che conservavo tra i ricordi più intimi. Oggi ritengo che sia meritevole di essere conosciuta: sono più di quanto si pensi le famiglie che testimoniano l’esistenza dei più alti valori morali e cristiani. Ecco la lettera: «Amatissima mamma, sento fortissimo stasera l’impulso di scriverti… È stato un lampo, un rapidissimo flashback di immagini, che mi riportavano indietro nel tempo e nello spazio: riaffioravano vivissimi tanti momenti della nostra vita insieme, e dicendo nostra intendo la mia, la tua, quella di papà e del dolcissimo fratello Michele, come un tutt’uno. E ho pensato: la mia mamma è meravigliosa. È grazie a lei che siamo cresciuti così, che riusciamo a essere così uniti se pur così distanti. Nostro padre è stato prezioso nell’averci fatto acquisire, metabolizzare il rigore e la dirittura morale, il rispetto della propria dignità e del lavoro, la fratellanza nell’uguaglianza degli esseri umani in quanto tali, e sai bene che lo ha fatto con la simpatia, le risate, l’ironia intelligente di chi, prima di tutto, prende in giro sé stesso. Tu, d’altro canto, hai seguìto con attenzione i percorsi della nostra vita, spesso non semplici e agevoli, guidandoci come la stella che nella notte condusse i pastori alla grotta, risplendendo soprattutto di amore. Amore in tutte le sue sfumature: nella tua semplicità ci hai insegnato come l’amore è dedizione, come può diventare passione, come a volte è invece sacrificio, come spesso è complicità e come non si debba abusarne perché non si trasformi in oppressione. Amore per ciò che è altro da te, per colui che è diverso, nel colore, nella lingua, nel fisico. Io ti amo profondamente per tutto questo e te ne sono immensamente grato: è per testimonianza di vita, della tua vita, che io adesso sono felice».

Concetta
   

Questa è la lettera di due genitori ai propri figli. Dopo 25 anni di matrimonio, volendo fare un bilancio della nostra vita, ci accorgiamo che, oltre al buon Dio, dobbiamo ringraziare i nostri figlioli per come ci hanno saputo guidare: ci hanno invaso d’amore, specie nei momenti più critici. Queste poche parole vogliono essere un ringraziamento per quanto ci avete dato e ci darete. Pregandovi di perdonarci per quelle volte che, egoisticamente, vi abbiamo fatto soffrire. Sappiate che noi vi saremo sempre accanto, anche quando avrete una vostra famiglia, senza però interferire nella vostra vita coniugale, ma volendo bene alle vostre compagne e ai vostri figli come ne vogliamo a voi.

Carmelo e Franca
   

Se potessi tornare indietro, nel giorno in cui siete entrati nella mia vita, nella nuova famiglia, anzi già prima, quando palpitavate nel mio pancione; se potessi, teneri e piccoli, vi abbraccerei molto di più e vi bacerei tutti i momenti, vi coccolerei, vi dedicherei molto più tempo. E invece… ero nervosa, pasticciona, non sapevo gestire la casa, vi mettevo lì davanti alla tele. Di mattina il lavoro, di pomeriggio la casa, la cena… non c’era tempo per voi. Adesso ho capito che cosa ho perduto, che cosa vi ho negato, adesso capisco il vostro distacco, il vostro silenzio. Intorno alla tavola non si parla di niente, soltanto la voce della televisione. Vi chiedo perdono, figlioli… peccato che non si possa tornare più indietro. 

Mamma
   

Questa è la lettera scritta da una figlia, Massi, per l’anniversario di matrimonio dei genitori: «Cara mamma, caro papà, grazie. Grazie per essere ancora insieme. Grazie per aver lottato contro le avversità della vita. Insieme. Grazie per aver superato le barriere dei vostri singoli caratteri per lasciarvi modellare dall’amore dell’altro. Grazie per aver scommesso la vostra vita sulla vostra unione. Grazie per aver pensato che i momenti brutti passano e fanno capire qualcosa, fanno crescere, insieme. Grazie per averci fatto partecipi della vostra unione regalandoci la vita. Ricordate che ogni momento che vivete insieme, bello o brutto, noi figli lo respiriamo, lo facciamo entrare nel cuore e nella memoria… Grazie per averci indicato nella fede una certezza, una forza per camminare insieme. Grazie per averci fatto vedere in voi un miracolo d’amore contro ogni logica… così diversi, così uniti. Due cuori in uno».

G. M.
  

La lettera di un figlio ai genitori la vigilia del matrimonio, pubblicata sul n. 45, ha suscitato interesse e commozione. Anche altre persone tenevano nel cassetto, tra i ricordi più cari, le parole vergate sulla carta e lasciate da un figlio, da una figlia. E hanno voluto rendere partecipi tutti noi di questo ricordo così intimo e personale, della gioia provata allora. Pubblichiamo alcune di queste lettere, insieme a quelle di una mamma e di due genitori che, a loro volta, hanno deciso di scrivere ai propri figli, per chiedere perdono, per ringraziarli.

È molto bello questo scambio, questo particolare dialogo tra genitori e figli. Ed è di buon auspicio per il nuovo anno, il 2000. È un invito alla speranza, perché esistono ancora tante famiglie dove si vivono, pur nelle difficoltà di ogni giorno, i valori umani e cristiani, dove i sentimenti, gli affetti, la condivisione, la fraternità non sono solo belle parole, ma vita concreta di ogni giorno. Il futuro dell’umanità non può prescindere dalla famiglia, lo Stato e l’intera società devono impegnarsi a sostenerla e a salvaguardarla.

Tutto questo è alla base anche della grande iniziativa che Famiglia Cristiana ha lanciato nel numero scorso: "Benvenuto 2000 - Genitori e figli di fronte al nuovo millennio". Si tratta proprio di figli che scrivono ai genitori e di genitori che scrivono ai figli, per raccontarsi il bagaglio di idee ed esperienze che portano con sé nel nuovo millennio e per immaginare come sarà il futuro.

Le lettere di questa settimana sono ricche di spunti e possono aiutare molti a riflettere, a ripensare alla propria vita e alle proprie scelte. Le parole di Fabrizio, che scrive alla mamma Concetta, testimoniano il forte legame spirituale che si è creato in famiglia, e che si è mantenuto nonostante la lontananza fisica. Si comprende come i valori fondamentali che guidano la nostra vita si imparano dai genitori, non tanto dalle loro parole, ma dal loro atteggiamento di vita, dal loro esempio: si imparano il rispetto e il senso di fratellanza, l’amore in tutte le sue sfumature. Non sono da invidiare, famiglie come questa, ma piuttosto da imitare.

In fondo, è quello che invita a fare anche la mamma che scrive ai suoi figli con tanto rimpianto per non averli amati abbastanza, per non aver trovato tempo sufficiente per loro: vuole mettere in guardia gli altri genitori, perché non si vengano mai a trovare nella sua situazione. A questa signora vorrei dire, comunque, di non chiudersi nel rimpianto, ma di aprirsi al presente: anche adesso può manifestare l’amore, l’affetto per i propri figli. Certo, in un modo diverso, non più con baci e carezze, ma con i consigli, con l’interessamento ai loro problemi e anche con la preghiera e con l’appoggio morale. È vero che non si torna indietro, ma ci sono strade dell’amore ancora da percorrere.

Anche Carmelo e Franca chiedono perdono ai figli per averli fatti qualche volta soffrire. Non vorrei però che qualcuno pensasse che bisogna accontentare i figli in tutto, soddisfacendo ogni loro capriccio: spesso questo atteggiamento non è una manifestazione d’amore, ma un modo di sottrarsi al proprio impegno educativo. La lettera di Carmelo e Franca colpisce comunque perché, nel fare il bilancio della propria vita, ringraziano Dio e anche i propri figli. È vero, i figli sono un dono ed è grazie a loro che si scopre il significato dell’amore, si sente che la propria vita ha un senso. È interessante anche un altro particolare della lettera di questi coniugi: pur dichiarando di voler rimanere sempre accanto ai propri figlioli, non intendono interferire nella loro vita matrimoniale. È una decisione molto saggia, perché i figli devono poter costruire e condurre la propria famiglia in piena autonomia, senza che per questo vengano meno l’affetto per i genitori e l’aiuto reciproco.

È commovente anche la lettera di Massi, che in poche parole allude a una vita intera, quella dei genitori, con le sue difficoltà, dovute anche alla diversità di carattere, con le sue pene e le sue gioie. Tutto è stato amalgamato dall’amore, dall’essere rimasti uniti e dall’aver lottato insieme, sostenuti dalla fede. Questo è stato un grande esempio per i figli. La stessa Massi lo ricorda con una frase forte, che dovrebbe far riflettere molti genitori: «Ricordate che ogni momento che vivete insieme, bello o brutto, noi figli lo respiriamo, lo facciamo entrare nel cuore e nella memoria».
   

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