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Colloqui / in famiglia
      

Con questa immagine, che passerà alla storia, auguriamo ai lettori buon Anno "santo"

UN’ONDA DI LUCE PER IL DUEMILA
      

   Famiglia Cristiana n.01 del 9-1-2000 - Home Page

    

Forse il contrasto tra il solenne silenzio che fasciò, secondo un’antica antifona della liturgia, la notte del primo Natale, e il "chiasso telematico" dell’ultima "Notte santa" del secolo ventesimo è stato davvero stridente; ma alcune immagini regalateci dalla televisione, durante la lunga cerimonia di apertura del Grande Giubileo, valevano davvero il rischio della contaminazione.

Una di queste passerà alla storia come il documento emozionante, e al tempo stesso più preciso, dell’evento. È quella di Giovanni Paolo II prostrato in preghiera, solo sulla soglia della Porta santa appena aperta, avvolto nel piviale dai riflessi policromi, abbarbicato a quel suo pastorale divenuto, via via che passavano gli anni, non più soltanto il segno del comando del pastore che deve guidare il gregge, ma anche appoggio e sostegno fisico e spirituale per i passi vacillanti di un Papa provato dalla vita e dal lungo ministero.

Un bastone che non culmina a riccio, come i pastorali d’un tempo tempestati di pietre preziose, ma con uno scarnificato Cristo crocifisso, eredità simbolica di un altro grande Pontefice del nostro secolo, "esperto del dolore" e di umanità, Paolo VI.

Su quella mistica soglia, dietro al Papa, un miliardo e mezzo di persone, nel silenzio totale con cui il regista Ermanno Olmi ha voluto fasciare la scena, hanno trattenuto il fiato, consapevoli della svolta che la storia stava imprimendo alla loro vita.

Quando il Papa si è rialzato e l’interno della basilica di San Pietro è apparso in tutto il suo splendore, è stato come se un’irresistibile onda di luce e di pace, di riconciliazione e di perdono si riversasse sull’umanità, a lavarne le colpe e l’iniquità, quasi a restituirle intatta l’impronta originaria, manifestazione creatrice dell’amore di Dio.

Non è dunque senza intenzione che Famiglia Cristiana ha scelto questa immagine per aprire il suo Duemila. Essa però non è solo un ricordo, un segno, un punto fermo nella storia dell’umanità e di ciascuno di noi; non è solo un pegno della benedizione di Dio che non si stanca di amarci, è anche uno stimolo a rendere efficaci, durante l’anno giubilare, le parole programmatiche che, dopo le "meraviglie" della grande notte, lo stesso Giovanni Paolo II ha rivolto "urbi et orbi", a Roma e al mondo intero.

Ne registriamo tre, che toccano da vicino i temi che sono a noi più congeniali: la vita, la famiglia, la pace.

La vita: «Guardiamo a te, o Cristo, Porta della vita, e ti rendiamo grazie per i prodigi di cui hai arricchito ogni generazione. Talvolta questo mondo non rispetta e non ama la vita. Ma tu non ti stanchi di amarla, anzi, nel mistero del Natale vieni a rischiarare le menti, perché legislatori e governanti, uomini e donne di buona volontà si impegnino ad accogliere, come dono prezioso, la vita dell’uomo».

La famiglia: «Per promuovere i diritti umani è necessario tutelare quelli della famiglia, giacché è a partire da essa che si può dare una risposta integrale alle sfide del presente e del futuro. La famiglia è una comunità di amore e di vita, che si realizza quando un uomo e una donna si donano l’uno all’altro totalmente nel matrimonio, disposti ad accogliere il dono dei figli».

La pace: «Fissiamo gli occhi su te, o Cristo, Porta della pace, mentre, pellegrini nel tempo, rendiamo visita ai tanti luoghi del dolore e della guerra, dove riposano le vittime di violenti conflitti e di crudeli stermìni. Tu, Principe della pace, ci inviti a bandire l’insensato uso delle armi, il ricorso alle violenze e all’odio che hanno segnato a morte persone, popoli e continenti».

Se regoleremo su questo registro la nostra vita e le nostre giornate, se sapremo cogliere il vero spirito del Giubileo che è un anno di grazia, di riconciliazione, di perdono, di purificazione, di carità... il Duemila sarà davvero per tutti noi, cari lettori, come ci auguriamo vicendevolmente di cuore, un Anno "santo".
   

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