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"E se fosse tutto vero?". Un interrogativo forte, quello che fa da sottotitolo al libro che Famiglia Cristiana propone come allegato ai propri lettori, dedicato dal cardinale Angelo Comastri, arciprete della basilica di San Pietro, alla riflessione su Gesù. La decisione di scriverlo, confida il cardinale, «mi è sgorgata dal cuore come un’esigenza di riconoscenza. Debbo tutto a Gesù: in lui la mia vita ha trovato un senso, per lui la mia vita ha trovato uno scopo, da lui la mia anima riceve ogni giorno una inondazione di gioia. Dovevo dirgli: "Grazie!". Un grazie di tutto cuore che, sono certo, verrà condiviso da quanti leggeranno il libro».
«Per utilizzare le sue parole, mi è sembrata un provocazione non soltanto lecita, ma persino opportuna per l’uomo d’oggi. Molti, infatti, attualmente si trovano nel dubbio; molti vivono di sospetto, oppure sfuggono il problema religioso che, a mio giudizio, è l’unico vero e serio problema dell’uomo. Mi sono permesso di dire a costoro: "Attenti! Fermatevi! Provate a gettare uno sguardo su Gesù, e vi accorgerete, come accadde a Fedor Dostoevskij, che non c’è nulla di più bello, profondo, ragionevole, coraggioso e perfetto di Gesù Cristo". Non soltanto non c’è, ma non potrebbe esserci. In queste pagine l’obiettivo che mi sono proposto è stato proprio quello di rendere ragione di queste mie impegnative affermazioni, cercando di mostrare il motivo per cui io sono convinto che al termine della lettura si potrà accantonare dalla mente il punto interrogativo, in quanto "è tutto vero"».
«Sì, ho avviato il mio discorso con tre illustri personalità: Napoleone Bonaparte, Fedor Dostoevskij e Blaise Pascal. Si tratta di tre intelligenze superlative che si sono inginocchiate davanti a Gesù e hanno in sostanza esclamato all’unisono: "Fra il cristianesimo e qualsiasi altra religione c’è la differenza dell’infinito: Cristo è unico! È unico perché è Dio fatto uomo". Il cristianesimo, infatti, sta tutto qui: noi crediamo che la storia non la compiono soltanto gli uomini, con le loro cattiverie e le loro ingiustizie. Poveri noi, se fosse vero questo! Ma non è così. Dentro la storia è entrato anche Dio e, pertanto, è legittimo sperare e attendere un mondo nuovo, del quale già intravediamo qualche bagliore. Mi soffermo quindi a esaminare le grandi e straordinarie profezie che hanno preceduto la nascita di Gesù: un fatto unico nella storia dell’umanità! Nessun personaggio è stato atteso e preannunciato come è accaduto per Gesù. E lo dimostro. Infine il libro passa a dipingere la vita di Gesù, cercando di cogliere tutta la bellezza e la novità che il Salvatore ha portato nel mondo. Gandhi stesso ha esclamato: "Le beatitudini pronunciate da Gesù sono la vetta più alta della spiritualità umana"».
«Oggi noi cristiani viviamo immersi in una società che
presenta tanti segni impressionanti di decadenza e di smarrimento. Però,
riprendendo quelle famose parole pronunciate all’inizio del suo
pontificato da Giovanni Paolo II, non dobbiamo avere paura. A noi Gesù ha
consegnato la sua luce: teniamo perciò alta la lampada della fede, senza
paura e senza arroganza. Non dimentichiamo che, da duemila anni, milioni e
milioni di persone si sono rese disponibili a dare la vita per Gesù, in
quanto Gesù è vivo: lui è il Risorto! Del resto, si dice con verità che
il sangue dei martiri è seme di nuovi cristiani, poiché si fonde con il
sangue di Gesù: il sangue di colui che ha sfidato la violenza proibendo ai
suoi discepoli di essere violenti; il sangue di colui che non vince con i
kamikaze ma con i martiri. E ciò è possibile perché Gesù è risorto:
caso unico nella storia! Riflettiamoci, allora... e andiamo avanti con
coraggio: questa è l’ora della fede, questa è l’ora di una nuova
evangelizzazione del mondo, perché, senza Cristo, il mondo sprofonda nel
vuoto e nella disperazione. Lo sento ovviamente come un richiamo
innanzitutto per me. E dunque, con il grande apostolo del cristianesimo
Charles de Foucauld, potrei aggiungere: "Ho una sola paura: la paura di
non amare abbastanza Gesù e di non essergli sufficientemente grato"».
Saverio
Gaeta
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