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Ce
n’è per tutti i gusti, |
Prendete una band dixieland, gemellatela con la Banda d’Affori
ed ecco la nuova Arisa, che trionfò l’anno scorso tra i giovani. La
canzone ha lo stesso titolo di un pezzo, firmato da Giovanni D’Anzi,
cantato da Alida Valli nel film del 1942 Stasera niente di nuovo. Un
tormentone piacevolissimo per lestate.
La voce più bella e intrigante degli ultimi anni al
servizio di una canzone che racconta una crisi d’amore scritta da Pacifico
e dalla stessa giovane italo-magrebina. Successo sicuro. Alle spalle di
Malika c’è Caterina Caselli e lei, di solito, non sbaglia un colpo.
Dopo la vittoria decisamente sorprendente del 2007 con Ti
regalerò una rosa, frutto di un’accurata inchiesta sul mondo degli
istituti psichiatrici, il cantautore romano, stavolta prende di mira il
mondo del gossip. Ma il bersaglio grosso è la première dame Carla Bruni.
Meno male che Carla, come sembrava, non sarà a Sanremo.
Il testo l’ha scritto con papà Adelmo Zucchero Fornaciari, la musica la firma Zucchero con Damiano Dattoli, l’autore di Io vagabondo, una hit dei Nomadi, che accompagnano Irene in una dolce melodia e si materializzano proprio nel finale con un intervento sorprendente del cantante del gruppo Danilo Sacco. E il Festival si arricchisce.
Sanremo ha un grosso debito nei confronti di Irene Grandi:
nel 2001 le ha negato una vittoria più che meritata quando cantava la
canzone di Vasco, La tua ragazza sempre, che poi divenne il successo
dell’anno; nel 2007 una commissione miope bocciò Bruci la città,
che poi vendette, da sola, più dischi di tutte le canzoni in gara.
Stavolta, Irene canta un pezzo scritto da Francesco Bianconi dei Baustelle.
L’amore è eterno? Ma nulla è per sempre. Nemmeno la cometa di Halley,
visto che tra 170 mila anni non ne resterà traccia...
È la voce più bella del Festival e chi ha seguito X
Factor sa quanto sia versatile e camaleontico, sia nell’aspetto che
nel peso delle corde vocali. Sinora è l’unico vincitore del talent show
che si sia meritato la vittoria. Questo Festival lo potrebbe anche vincere e
non solo perché, come dicono molti, con la sua vittoria la Rai
ricollocherebbe X Factor tra i talent show più importanti, dopo che
un anno fa a Sanremo ha trionfato Marco Carta, vincitore di Amici.
Un Festival vinto, eterno secondo, recordman di
partecipazioni con 15 presenze, ancora una volta Toto non delude. La sua Aeroplani
ha il sapore dei Festival di un tempo quando le canzoni erano subito
cantabili. A sessantasei anni, ha conservato la "purezza" dell’ispirazione
e il candore di chi crede in ciò che fa.
Gli organizzatori volevano una canzone in dialetto e, per
fortuna, l’ha mandata Nino D’Angelo, che in un napoletano strettissimo,
canta l’amore per il Sud che ha voglia di appartenere alla nazione, ma
senza perdere un briciolo di identità. Nobile dichiarazione d’amore al
Meridione d’Italia.
Com’è cresciuto quel ragazzo che nel 2007 cantava Pensa, prima di sparare pensa e vinceva tra i giovani! Allora le sue certezze erano quelle di un debuttante, oggi, dopo un terzo posto nel 2008, ha la sicurezza del professionista, ma non rinuncia a prendere di petto un mondo che non gli piace. È una nuova prova di coerenza. Fabrizio ormai è di diritto tra i cantautori che contano.
La voce c’è, e come, e Veronica Scopelliti, Noemi per
suggerimento del padre, la usa tutta per questo esordio sanremese dopo che,
eliminata da Sanremo Lab, e tolta di mezzo anche a X Factor, ha poi
occupato stabilmente le classifiche di vendita. Per Noemi è quasi un gioco
sostenere il ritmo incalzante che racconta di un amore perduto ma mai
dimenticato.
Continua il gioco pesante di Povia per accaparrarsi spazio
sui giornali e stuzzicare la curiosità di chi segue Sanremo? Per rispetto a
Eluana Englaro, che in extremis ha opportunamente tolto dal titolo dopo
averla sfruttata con astute anticipazioni, preferisco non raccontare la
canzone. So che è inutile perché tra un anno lui troverà altri argomenti
per acchiappare i media.
Un giorno, mentre è in esilio, il principe Emanuele
Filiberto di Savoia scrive una poesia sul suo Paese nel quale vorrebbe tanto
poter ritornare. Poi rientra in Italia, si mette in regola con i
congiuntivi, vince la trasmissione Ballando con le stelle, e quando
incontra Pupo gli fa leggere la sua composizione. Pupo, senza giocare d’azzardo,
la veste di musica... et voilà, la canzone è pronta per l’Ariston.
Trent’anni di carriera, 14 presenze al Festival, due
vittorie. Ma quando scrive di donne, Enrico Ruggeri è capace di produrre
capolavori come Quello che le donne non dicono. Stavolta racconta la
storia di tre donne, tre ritratti al femminile, tre donne che cercano,
sperando di trovarla, la loro "notte delle fate". E Ruggeri dedica
un nuovo omaggio all’altra metà del cielo.
Nel 2002 la gara di ragazzino prodigio Bravo bravissimo
organizzata da Mike Bongiorno (aveva solo 12 anni). Poi gioca la carta X
Factor, e gli va male, ma quest’anno torna ad Amici. La sua
canzone è fresca. Se il popolo di Maria De Filippi voterà compatto, beh,
potrebbe anche puntare in alto.
Diego e Luca Fainello, i due fratelli di Verona già al Festival del 2008, dove hanno vinto nella categoria giovani, dicono di ispirarsi a Bon Jovi e forse un po’ lo ricordano. La loro canzone, introdotta da un pianoforte straordinario, poi coniuga tutte le dolci banalità dei giovani innamorati. Una curiosità: quella lettera "acca" che spezza
il nome del loro gruppo non ha alcun significato.
Salvo ripensamenti dell’ultimo minuto, alla fine Morgan è stato escluso da Sanremo, dopo l’intervista nella quale ha ammesso di fare «uso quotidiano» di supefacenti, in particolare di crack. Molti i favorevoli alla decisione, tra cui Codacons e Aiart. Ma qualcuno ha difeso il cantante, il quale ha smentito l’intervista, che è stata però confermata dal direttore della rivista che l’ha pubblicata.
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