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Attualità.
di Delia Parrinello


ENERGIA
IL FOTOVOLTAICO FA RIPARTIRE L’ECONOMIA DELLA REGIONE


IL NUOVO ORO DI SICILIA

È l’affare del secolo, dicono gli amministratori locali. Grazie ai contributi dello Stato e al Conto energia, sono in arrivo finanziamenti dal resto d’Italia e da tutto il mondo. A buon rendere...

Perché mi devo spaccare la schiena a coltivare arance che non valgono niente? Perché devo morire di fatica a reddito quasi zero se invece posso affittare il mio terreno per l’installazione di pannelli fotovoltaici e partecipare all’affare del secolo?

Il "coltivatore ignoto" della Sicilia fa i conti sul reddito del suo terreno per i prossimi vent’anni: un ettaro di mandarineto rende 2-3 mila euro l’anno, mentre il prezzo di un ettaro affittato è di 4-5 mila euro l’anno, che va moltiplicato per una lunga certezza: per vent’anni, come assicura la legge. E anche "l’investitore ignoto" di Sicilia fa i suoi conti: un impianto fotovoltaico da 3 kwh costa intorno a 16 mila euro e ha una redditività di 4 mila euro l’anno, in vent’anni fa 80 mila euro contro i 16 mila dell’investimento. 

«Non esistono al mondo investimenti così redditizi, almeno nell’ambito delle attività lecite»: i dirigenti siciliani Nicola Vernuccio e Francesca Marcenò, l’assessore all’Energia Piercarmelo Russo e lo stesso presidente autonomista della Regione, Raffaele Lombardo, fanno i conti e parlano dell’affare del secolo, che rende remunerativo investire ora e subito nella produzione di energia. In una Sicilia che ha il costo dell’energia più alto che altrove: 80 euro un megawatt contro i 50, tanto per fare un esempio, della Lombardia.

Felici per i prossimi vent’anni

L’isola ha infatti un solo cavo della Terna spa (la società responsabile della trasmissione dell’energia elettrica ad alta e altissima tensione), che passa sotto lo Stretto di Messina e collega la Sicilia all’elettricità d’Italia. Un solo cavo, un sistema isolato, «una regione poco magliata», dicono i tecnici, ed è così che la Sicilia di Lombardo – che ha appena votato con il Pd un atto di indirizzo contro il nucleare – guarda al fotovoltaico. E vive il miracolo del sole: vendere a prezzi alti energia prodotta a prezzi bassi perché "aiutati" dai contributi statali e sostenuti dal Conto energia, un finanziamento di 44 centesimi l’anno fino al 2030 per ogni kwh prodotto con impianti installati in Sicilia subito, entro il 2010.

Il sogno economico è produrre energia, ma non è male nemmeno affittare i terreni e vivere felici per i prossimi vent’anni. La corsa è partita, si contendono terreni a suon di euro, e così un barone siciliano affitta i suoi immensi territori fra Cammarata, Mussomeli, Agrigento e Licata a un gruppo palermitano-veronese. Così stanno affittando decine di piccoli proprietari riuniti.

«Siamo imprenditori del sole: cinque fratelli con padre e madre impegnati nella Sol.In.Build, che è una joint venture tra una società della nostra famiglia, la "Qis srl", e la "Verona gest spa"»: l’ingegner Vito Aurelio Campanella parla dell’idea della sua famiglia, di affittare «terreni marginali, non coltivati, terreni poveri dell’entroterra siciliano destinati al pascolo, senza vincoli culturali, archeologici, paesaggistici, con ridotto valore agricolo: abbiamo scelto i terreni della famiglia La Lumia-Saeli di Licata, che rendevano in media 1.000 euro ai proprietari mentre noi corrispondiamo il doppio o il triplo. Complessivamente abbiamo affittato circa 100 ettari sui quali installeremo pannelli fotovoltaici che produrranno un’energia di 50 megawatt in vari impianti nell’isola».

Terreni seminativi e pascoli fanno scattare l’interesse di imprese locali e richiamano in Sicilia l’attenzione di investitori internazionali. Una ditta austriaca sta impiantando pannelli fotovoltaici in provincia di Ragusa, c’è la corsa anche delle banche a sostenere le imprese del fotovoltaico, Unicredit, Sanpaolo, ma pure i fondi pensionistici americani.

Per prendere al volo i finanziamenti del fotovoltaico, sette miliardi in Sicilia, la regione che ha più ore di sole in Italia: 2.860 all’anno. Tutti in fila per il sole, dall’Ansaldo alla spagnola Guascor, dall’Enel alla StMicroelectronics. A Catania nascerà entro il 2011 la più grande fabbrica di pannelli fotovoltaici d’Europa e offrirà 600 posti di lavoro, è l’impianto da 320 milioni di Enel Green Power, Sharp, StMicroelectronics.

È stata appena inaugurata la Solar Equipment del gruppo Moncada nelle campagne di Campofranco, tra Agrigento e Caltanissetta, zona depressa, segnata dal Sole 24Ore «tra le più disgraziate d’Italia». È una fabbrica costata 85 milioni, occuperà 130 ingegneri e tecnici e un centinaio di persone dell’indotto. E sotto i pannelli fotovoltaici saranno ospitati allevamenti biologici di polli dal cui concime sarà ricavata altra energia.

Migliaia le istanze all’assessorato Energia, e migliaia le autorizzazioni concesse, mentre la Regione sta all’erta e fa la guardia al territorio. Impiantare pannelli ovunque potrebbe infatti rendere la Sicilia un deserto improduttivo fra vent’anni, e Piercarmelo Russo, il nuovo assessore all’Energia del Governo autonomista appoggiato dal Pd, mette limiti e paletti. Proibisce gli impianti superiori a 10 megawatt, incentiva gli impianti sui tetti, sulle serre, sui teatri, sui posteggi. O nelle comunità, come ha fatto Confindustria Palermo sul "Centro di speranza e carità" del missionario laico Biagio Conte, che ospita nullatenenti ed emarginati.

Finanziamenti per le famiglie

«Per salvaguardare il territorio, i pannelli impiantati sul suolo», spiega Russo, «hanno procedure autorizzative più complicate. Vogliamo soprattutto introdurre finanziamenti per le famiglie e per i piccoli impianti, per le piccole e medie imprese».

E se passa la linea del "meglio affittare i terreni che coltivarli", che fine faranno le colline verdi e le montagne e i prati della Sicilia? «La Regione non può ostacolare la libera iniziativa del piccolo proprietario, ma i conti parlano di grandi vantaggi economici solo per i grossi investimenti: soltanto con un investimento, per esempio, di 10 milioni si conquista un ritorno interessante. Di contro c’è lo sviluppo economico, c’è l’economia siciliana che gira senza aiuti da parte della Regione ma con i soli contributi statali del Conto energia».

E poi, l’obiettivo più ambizioso di tutta l’operazione sole: «Impiantare in Sicilia pannelli fotovoltaici prodotti in Sicilia e non in Germania o in Giappone».

Delia Parrinello
   
   
L’ITALIA AL QUARTO POSTO NEL MONDO

Rispetto al 2007, la potenza prodotta dagli impianti fotovoltaici è passata nel nostro Paese da 79 a 700 megawatt: 56.285 gli impianti fotovoltaici censiti dal Gse, il Gestore dei servizi elettrici, 49 mila in più in confronto a due anni fa.

Sono numeri che hanno portato il nostro Paese al quarto posto mondiale per potenza installata, dietro solo a Spagna, Stati Uniti e Germania, secondo i dati Gse e Epia (European photovoltaic industry association). Le Regioni che producono più energia sono la Puglia (96 megawatt), la Lombardia (84) e l’Emilia Romagna (62), mentre quelle con maggior numero di impianti sono la Lombardia (8.630), l’Emilia Romagna (5.293) e il Veneto (5.166).

«Un ruolo particolare», ricorda la Coldiretti, «lo rivestono le imprese agricole che, grazie allo sfruttamento delle superfici aziendali, contribuiscono con il 30 per cento degli impianti. Un dato che testimonia come la produzione di energia rinnovabile proveniente dall’agricoltura italiana sia destinata a triplicare nei prossimi dieci anni con circa 100 mila posti di lavoro disponibili»

 

IL 2009 È STATO L’ANNO DEL BOOM

Fotovoltaico +400%
Eolico +35%
Biomasse +10%
Idroelettrico +13%

Fonte: ministero dello Sviluppo


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