Famiglia Cristiana OnLine

Sommario.

 

Alessandro Pittin
il ragazzino volante

Fili d’Arianne, nastri di neve
e gelidi vortici

Il senso di Giorgio
per la bandiera

 
Speciale
A cura di Elisa Chiari


GHIACCIO BOLLENTE
TUTTE LE SFIDE DI VANCOUVER


RAZZOLI: IO, I RAZZI, 
TOMBA E LA REALTÀ


Ha la risata pronta e i piedi per terra. È il volto nuovo dello slalom, emiliano come la Bomba: «Ma per arrivare a lui dovrei rubargli altro che i consigli».

Uno sciatore che chiamano Razzo, al secolo Giuliano Razzoli, emiliano di Razzolo. Passionaccia per lo slalom e per le rimonte, corporatura simile a un ex di raro peso specifico, emiliano come lui, Alberto Tomba, soprannome Bomba .

  • Giuliano che cosa pensa di aver imparato da Tomba?

«Parola grossa, diciamo che sto imparando. Alberto è un amico, mi manda sempre consigli utili. Credo di aver assorbito almeno un po’ il suo approccio alla competizione».

  • Lei non pare tipo che va in gara con le farfalle nella pancia. È un impressione?

«No, è vero. Sono così per natura da sempre, per me la gara è divertimento».

  • Ma lo slalom non era una gara piena di fantasmi con l’inforcata in agguato?

«Sì, tra vincere e saltare una porta il confine è minimo. Diciamo che non mi sono scelto la specialità più facile, ma ora ci sono e faccio la mia parte».

  • Ha scelto lei lo slalom speciale?

«Forse lo slalom ha scelto me».

  • Chi l’ha messa sugli sci?

«Papà, a quattro anni. Faceva il maestro di sci, mi ha trasmesso la passione».

  • Sarà fiero...

«Credo di sì».

  • La pista olimpica potrebbe adattarsi alle sue doti di scorrimento, come si dice in gergo. Le fa piacere o teme la pressione?

«Mi fa piacere, è un’occasione, ma credo che non sia casuale la corrispondenza: abbiamo fatto molto lavoro quest’anno per adattarci tutti alla pista di Vancouver».

  • Questa stagione l’ha portata alla prima vittoria in Coppa. Se l’aspettava così?

«È ancora più bello di come l’immaginavo: il podio, l’inno, emozioni uniche».

  • S’aspettava di arrivarci prima?

«Direi di no, è arrivata quando me la sentivo, al momento giusto, credo».

  • Come arriverà all’Olimpiade?

«Spero di far bene, consapevole che sarà dura. Per andare a medaglia bisogna essere più forti degli altri. Mi darò da fare».

  • L’Italia dello sci alpino non ha un fuoriclasse solo al comando. È positivo?

«Sì, vuol dire che abbiamo più di una opportunità, c’è la giusta pressione ma nessuno con l’obbligo del risultato».

  • Che dote ruberebbe a Tomba?

«(ride, ndr) La capacità di vincere 50 gare in Coppa del mondo, tre ori olimpici, due mondiali: una cosetta così. Magari bastasse una sola caratteristica, la verità è che bisognerebbe rubargli la sua straordinaria completezza di fuoriclasse: fisico, tecnica, testa, intelligenza sportiva».

  • Se dovesse scommettere su un suo compagno a Vancouver?

«Vediamo (ride ndr). Slalomisti no, perché lì la medaglia la vorrei anch’io. Se arriviamo in due o tre, per carità, mica sono geloso, l’importante è che ci sia un posticino per me. Scaramanzie a parte, vedo in forma Werner Heel, è un ottimo discesista».

  • Tomba con la discesa libera aveva un rapporto pessimo. E lei?

«Ho smesso di farne dopo vari infortuni. Sono concentrato su slalom e gigante».

  • Anche così si possono vincere 50 gare di Coppa del mondo...

«Sì, ma devi chiamarti Alberto Tomba, oppure Ingmar Stenmark».

  • In quel caso puoi vincerne anche 86...

La risposta c’è, ma è difficile da scrivere: bisognerebbe avere il sonoro per metterci dentro una risata larga, contagiosa molto emiliana.

Elisa Chiari
  
   
I NUMERI DEI GIOCHI 2010
dal 12 al 28 febbraio

5.500 partecipanti tra atleti e delegazioni ufficiali, oltre 80 i Paesi concorrenti
86 titoli olimpici da assegnare
17 giorni di gare
25.000 volontari attesi
10.000 giornalisti accreditati

 

CINQUE CERCHI D INVERNO 
DA CHAMONIX 1924 A TORINO 2006

280 le medaglie olimpiche invernali vinte dalla Norvegia, la nazione più titolata dal 1924 al 2006
101 per l’Italia che si trova all’11° posto (in classifica rientrano anche l’Unione Sovietica e la Ddr).
36 ori
31 argenti
34 bronzi
12 le medaglie del più titolato della storia, il fondista norvegese Bjorn Daehlie


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