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n. 10 OTTOBRE 2003 EDITORIALE SERVIZI
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EDITORIALE La rilevanza di un tema collettivo La Direzione I molti problemi
connessi alle disabilità e le corrette politiche per gestirli, grazie
alla pressione delle associazioni familiari, ottengono ampia evidenza
nella collettività. Forse non è solo un fatto formale, di facciata, che l’Unione europea, abbia proclamato il 2003 "Anno europeo del disabile", riconoscendo così la rilevanza di un tema che va oltre i confini nazionali per diventare il segno distintivo di un cammino comune di civiltà e di rispetto per l’individuo. Di fatto è sul terreno della tutela garantita dalla legge e sull’attenzione che la società pone ai tanti problemi della disabilità (o della diversa abilità, o diversabilità, come si preferisce chiamarla oggi con un linguaggio meno crudo) che si può misurare il cammino compiuto e la distanza che ancora separa il nostro Paese da altri più evoluti in questa materia. Un esempio fra tanti: in questo numero si parla di tutela giuridica degli incapaci maggiorenni e del "dopo", cioè della preoccupazione di assicurare un domani sereno al disabile quando rimarrà senza genitori. È uno dei tanti problemi senza risposta che ancora attendono una soluzione, lasciando centinaia di famiglie nell’angoscia del domani. Nonostante i progressi compiuti negli ultimi decenni nel campo del welfare, occorre riconoscere che c’è ancora molto cammino da compiere per assicurare una pari qualità della vita anche alle persone più deboli e alle loro famiglie. Ci sono in Italia numerose famiglie che vivono avendo in casa una persona da accudire: anziani per lo più, ma anche giovani e adulti ancora nel pieno vigore dell’esistenza, impossibilitati a svolgere con piena funzionalità un’attività della vita quotidiana. È una realtà rimasta a lungo sommersa e dimenticata, nell’inadeguatezza delle leggi e nell’opaca visione di una società che lasciava alle famiglie il peso dell’assistenza e della tutela o delegava la soluzione del problema a strutture pubbliche o volontaristiche non sempre all’altezza dei compiti e delle esigenze di un Paese civile. Da qualche tempo tuttavia, seppure tra molte difficoltà e ritardi, i problemi connessi alle diverse forme di disabilità e le corrette politiche per gestirli, grazie anche all’attività e alla pressione delle associazioni familiari, sembrano essere emersi nella loro reale evidenza. Tutto ciò trova ampia considerazione nella cultura sociale e fa maturare una nuova sensibilità collettiva, sia nell’ambito istituzionale, che in quello della pubblica opinione. La stessa qualità della vita dei disabili in molti casi ha fatto grandi progressi, si sono raggiunti nuovi traguardi nel campo del lavoro e della scuola. Soprattutto se ne parla e se ne discute di più, si tengono convegni, si sollecita un approccio più rispettoso della persona; è nato persino un "tribunale" per la difesa dei diritti dei disabili.
La direzione |
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