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n. 10 OTTOBRE 2003 EDITORIALE SERVIZI
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SOMMARIO
SIAMO TUTTI
"DIVERSABILI" Partendo dalla evoluzione della terminologia è possibile comprendere i mutamenti avvenuti negli ultimi anni relativi alla realtà "handicap". Resta, però ancora molta strada da fare perché la nostra società impari, civilmente, a cogliere al volo quali siano i problemi e i bisogni di chi non è "normodotato". . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .
COLMARE LE LACUNE CULTURALI Una lettura critica dell’"Anno europeo del disabile" spinge a chiedersi se e come i vari Governi si stanno muovendo per il bene dei cittadini bisognosi di sostegno e per le loro famiglie. Sportelli informativi, maggiori disponibilità economiche, aiuti concreti anche psicologici sono alcuni dei servizi indispensabili. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .
IL TUTORE DEL CUORE Il nostro ordinamento giuridico assicura il servizio di tutela attraverso la nomina di un tutore solo a seguito della sentenza di interdizione e generalmente quando lo impongono urgenze amministrative (atti notarili, liberatorie sanitarie, gestioni patrimoniali). Si evince che si tratta di una tutela correntemente intesa come delega amministrativa e non come un diritto di protezione per chi è incapace. Se questa tutela venisse intesa come un diritto di protezione, verrebbe generalizzata e non collegata all’interdizione. In Europa una variegata situazione della quale sinteticamente illustriamo alcune realtà significative e in Italia una normativa obsoleta, inadeguata e vissuta come irrispettosa, ci impongono riflessioni e scelte di civiltà. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .
NON SOLO COOPERAZIONE SOCIALE L’integrazione lavorativa dei disabili ha vissuto in Italia profonde trasformazioni, con cambiamenti positivi dovuti alle tante sperimentazioni che hanno avviato percorsi innovativi di formazione professionale e inserimento nel lavoro. Con l’applicazione della legge n. 68/99 le cose sono migliorate perché è in buona parte indirizzata al collocamento mirato del disabile superando il vecchio sistema delle assunzioni numeriche. Per l’inserimento lavorativo dei soggetti deboli, un contributo sostanziale è derivato dalle cooperative sociali di produzione e lavoro. La cooperazione sociale rimane una delle opzioni possibili, anche se bisogna evitare di ridurla a un ghetto. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .
NÉ UN EROE, NÉ UN VINTO La cultura degli ultimi quindici anni ha evidenziato il tema delle persone handicappate adulte, affrontando le loro esigenze assistenziali o riabilitative, ma ponendo l’accento, anche, sulla loro singolarità di persone e cittadini. Ampio risalto lo hanno avuto i temi del tempo libero, del turismo, dello sport e della vita sociale e di relazione in genere. Questo dibattito ha avuto importanti ricadute in termini di progresso culturale, svincolando la persona disabile dall’inquadramento nelle categorie di "malato" o "non-valido", ma ha anche alcuni aspetti di ambiguità. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .
PER UN FUTURO VIVIBILE La medicina riabilitativa affronta la realtà di un danno instaurato e irreversibile, facilitando la persona disabile nel raggiungere il suo massimo potenziale fisico, psicologico, sociale, professionale, compatibile con il tipo di problematica. Per la disabilità motoria, il raggiungimento di questi obiettivi avviene grazie a percorsi di cure riabilitative all’interno di strutture ospedaliere o extraospedaliere, così come a livello domiciliare, avvalendosi anche di ausili come compenso alle difficoltà di movimento. Importante è il ruolo della famiglia nel processo di recupero e di accettazione della propria condizione di persona che reclama attenzioni per quello che è un disagio esistenziale. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . IL TRAMPOLINO
DI LANCIO PER IL FIGLIO La crescente presenza di disabili adulti propone oggi alle famiglie e ai servizi un problema che fino a pochi decenni fa era limitato a pochi casi: la cura del soggetto disabile quando i genitori diventano troppo anziani per potersi fare carico del proprio figlio. Servizi, famiglie, associazioni, reti di volontariato sono tuttora alla ricerca di soluzioni adeguate, per offrire percorsi di accompagnamento e che garantiscano la qualità di vita del disabile anche fuori dalla propria famiglia, riducendo così l’angoscia che troppi genitori ancora devono soffrire pensando al "dopo di noi". . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . STORIE DI
VITA Storie vere di grandi e di piccoli handicap presentate perché se ne capisca il senso e se ne condivida la sofferenza, fino a superare entrambi. Handicap vissuto come riscatto intellettuale, come insegnamento per vederci dalla parte dell’altro. Handicap infine che incombe su ognuno di noi con l’avanzare degli anni. |
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